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 2026  luglio 02 Giovedì calendario

Nato, Meloni riunisce i ministri. Vertice sulle spese per l’Ucraina

Anche se il contributo italiano per gli aiuti all’Ucraina sarebbe inferiore a quello dell’anno scorso, impegno assunto al vertice Nato dell’Aia, o a quello di due anni fa, al vertice di Washington, oggi Roma avrebbe più di un dubbio nello staccare un assegno che ritiene più generoso di quanto si possa permettere, in vista del vertice Nato di Ankara, il 7 e 8 luglio.
Da alcuni giorni la dichiarazione finale del vertice, al quale parteciperà anche Donald Trump, viene limata e rivista anche a Palazzo Chigi, ma nel giro delle Cancellerie coinvolte, che sono ben 32, a un certo punto si è accesa una luce rossa proprio nelle comunicazioni provenienti da Roma.
Motivo? Il governo italiano sembra restio a prendere impegni di un certo rilievo per Kiev: aiuti Nato da girare all’Ucraina non solo per quest’anno, ma anche per il 2027. I fondi provenienti dal vertice Nato e decisi per il biennio, dovrebbero arrivare sino a 70 miliardi di dollari, ma quelli «freschi», cioè depurati dagli aiuti che la Ue, e i Paesi Nato che appartengono all’Unione hanno già sottoscritto, non superano alcune decine di miliardi. Si aggirano per ora intorno ad un cifra intorno o inferiore a 20 miliardi.
Ma se anche altri Stati hanno avuto qualcosa da ridire sul metodo, ovvero mettere nero su bianco un aiuto biennale, e anche se si sta parlando di cifre non spropositate, i dubbi di Roma sono stati maggiori, veicolati attraverso canali diplomatici e hanno messo in allarme gli altri governi. Sui media tedeschi il blocco firmato Roma è emerso nel tardo pomeriggio e solo in serata si è collegato alla riunione che si è svolta nel pomeriggio a Palazzo Chigi.
Giorgia Meloni infatti ha convocato Giancarlo Giorgetti e Antonio Tajani, titolari dell’Economia e degli Esteri, insieme a Guido Crosetto per vedere sino a che punto possono rientrare le perplessità di Roma. Poi fonti di Palazzo Chigi hanno ribadito che l’Italia rispetterà i suoi impegni e che non ci sono dubbi di natura finanziaria.
Tutto questo in un giornata in cui Crosetto ha risposto alle interrogazioni parlamentari su Sigonella. Il ministro è arrivato alla Camera con tanto di tabelle per smentire la tesi che l’Italia sottobanco avrebbe aiutato l’operazione Epic Fury: «Fare finta di darsi una verginità dimenticandosi del passato e dimenticandosi che gli Stati si comportano sempre allo stesso modo è intollerabile». Crosetto cita i precedenti e inizia dal 2019: «Non abbiamo nulla da vergognarci, si vergogni chi ha strumentalizzato. Ripeto: i voli sono stati 518. A titolo di confronto, nel 2019 sono stati 722; l’anno dopo 450; poi 457; nel 2022, 560, quindi 485, 469, nel 2025, 493. A stessi periodi corrispondono più o meno lo stesso numero di voli, sono basi utilizzate per motivi logistici».