ilfattoquotidiano.it, 1 luglio 2026
Sabotaggio Nord Stream, la Germania formalizza le accuse contro il sospettato ucraino
Per la prima volta dall’esplosione dei gasdotti Nord Stream nel settembre 2022, l’inchiesta tedesca sul sabotaggio entra nella fase processuale. La Procura federale della Germania ha formalizzato l’atto d’accusa nei confronti del cittadino ucraino Serhij Kuznietsov, ritenuto uno dei componenti del commando che avrebbe materialmente piazzato gli esplosivi sui fondali del Mar Baltico. La notizia, confermata dai difensori dell’imputato e anticipata da diversi media tedeschi, tra cui Der Spiegel, rappresenta una svolta nell’indagine che per oltre tre anni ha cercato di ricostruire uno degli episodi più delicati della guerra ibrida combattuta sullo sfondo del conflitto tra Russia e Ucraina.
Secondo la Procura federale, l’uomo – arrestato in Romagna nell’agosto del 2025 – avrebbe preso parte all’operazione insieme ad altre sei persone. Le accuse formulate sono pesanti: crimini di guerra, provocazione di esplosione e distruzione di opere edilizie. Sarà ora la Sezione per la sicurezza dello Stato della Corte d’Appello Anseatica di Amburgo a decidere se ammettere l’atto d’accusa e fissare la data del processo. L’indagine tedesca sostiene che il gruppo avrebbe noleggiato lo yacht Andromeda, utilizzato per raggiungere la zona delle condotte, trasportando gli esplosivi e le attrezzature necessarie alle immersioni. Gli investigatori ritengono che il commando abbia collocato le cariche esplosive sulle tubazioni del Nord Stream 1 e del Nord Stream 2, provocando le detonazioni del 26 settembre 2022 che distrussero tre delle quattro linee sottomarine.
L’identificazione del sospettato era emersa già nei mesi scorsi nell’ambito dell’inchiesta tedesca. Le autorità di Berlino avevano emesso un mandato d’arresto europeo nei suoi confronti e successivamente chiesto la sua estradizione. Il procedimento ha attraversato una complessa fase giudiziaria internazionale, culminata con il via libera della magistratura competente alla consegna dell’indagato alla Germania. Stando alle accuse dei magistrati tedeschi, Kuznietsov e i suoi complici avrebbero piazzato alcuni ordigni esplosivi nei gasdotti vicino all’isola di Bornholm, arrivando a bordo di uno yacht a vela partito da Rostock. L’imbarcazione era stata precedentemente noleggiata da un’azienda tedesca tramite intermediari, avvalendosi di documenti d’identità falsi.
Resta invece ancora senza una risposta definitiva uno dei principali interrogativi dell’intera vicenda: chi abbia ordinato e finanziato un’operazione di tale complessità. Le esplosioni del Nord Stream rappresentarono uno dei momenti più critici della crisi energetica europea seguita all’invasione russa dell’Ucraina. I gasdotti, realizzati per trasportare il gas russo direttamente in Germania attraverso il Mar Baltico, erano già al centro di forti tensioni geopolitiche.
Il Nord Stream 2 non era mai entrato in funzione dopo lo stop deciso da Berlino alla vigilia della guerra, mentre il Nord Stream 1 aveva visto progressivamente ridursi i flussi fino all’interruzione completa. Il sabotaggio provocò enormi perdite di gas e aprì immediatamente un fronte di scontro diplomatico e investigativo. Negli anni successivi si sono susseguite numerose ipotesi, dal coinvolgimento della Russia a quello di gruppi filoucraini, senza che emergessero prove definitive. L’inchiesta della Procura federale tedesca è la prima ad arrivare a una contestazione formale nei confronti di un presunto autore materiale.