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 2026  luglio 01 Mercoledì calendario

Lo stipendio di Brunetta nel 2025 è di 215.000 euro lordi

Tra le più pittoresche eredità del governo Meloni c’è la resurrezione del Cnel, ente per anni dimenticato, rimasto con poche funzioni e fondi risicati. Adesso non è più così e il primo a gioirne è il suo presidente, l’ex ministro Renato Brunetta, di cui adesso il Fatto può rivelare lo stipendio annuo lordo percepito nel 2025: euro 215.764,45. Niente male, a maggior ragione se si pensa che nel 2024 si era fermato a 91mila euro.
Del resto la destra è intervenuta con vari ritocchi per rimpolpare la dotazione organica e le risorse del Cnel. Brunetta è anche titolare di pensione e di vitalizio, che però in questo momento non cumula con lo stipendio di presidente. È forse per questa mancanza che, a differenza di alcuni consiglieri, il nome del ministro non compare tra quelli che, in questa consiliatura, hanno scelto di rinunciare all’indennità. Si tratta di 14 consiglieri su 70, uno su cinque, mentre i compensi dei colleghi variano dai 10-15mila euro fino oltre ai 43mila, con l’eccezione a sei cifre di Brunetta. Il totale per il 2025 corrisponde a 1,3 milioni di euro. E pensare che le cose sarebbero potute andare anche oltre.
Lo scorso novembre l’Ufficio di presidenza del Cnel aveva approvato una delibera per adeguare gli stipendi alla pronuncia con cui la Corte costituzionale aveva fatto saltare il tetto da 240mila euro l’anno per i dipendenti pubblici. In quel caso, lo stipendio di Brunetta per l’anno successivo avrebbe raggiunto i 310mila euro lordi.
Le polemiche provocate dalla delibera erano però arrivate fino a Palazzo Chigi, con Giorgia Meloni che aveva fatto sapere a mezzo stampa la propria contrarietà all’operazione, tanto che nel giro di poche ore Brunetta aveva dovuto fare marcia indietro promettendo il ritiro del provvedimento per “senso di responsabilità”: “Non voglio in alcun modo – disse – che dall’applicazione legittima di una giusta sentenza della Corte costituzionale derivino strumentalizzazioni in grado di danneggiare la credibilità dell’istituzione e, di riflesso, condizionare negativamente l’azione dl governo”.
Si dovrà attendere l’anno prossimo per sapere i dati del 2026, ma intanto le tabelle del 2025 raccontano già il balzo rispetto all’anno precedente, quando per le indennità dei consiglieri e del presidente il Cnel aveva dovuto scucire poco meno di 600mila euro. Brunetta si è garantito il balzo più corposo, passando appunto da 91mila a 215mila euro lordi, ma non è l’unico a esultare. Il consigliere Floriano Botta, per esempio, che del Cnel è vicepresidente, nel 2025 si è portato a casa 43.848 euro, raddoppiando quanto percepito nel 2024. Il collega Guido Carella nel 2024 aveva messo insieme meno di 10mila euro, l’anno dopo è arrivato a 38mila. Rimedi contro l’inflazione.