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 2026  luglio 01 Mercoledì calendario

Prendetelo! È incensurato

Nel magico mondo della destra italiota, il pregiudicato per frode fiscale e finanziatore della mafia B. è un santo, i pregiudicati per mafia Dell’Utri, D’Alì e Cosentino sono martiri, il pregiudicato per favoreggiamento mafioso Cuffaro è un alleato, i pregiudicati per corruzione Previti, Formigoni e simili sono statisti, l’assassino ergastolano Chico Forti è un eroe da accogliere a Ciampino, ma l’incensurato Conte è un delinquente. E pure l’incensurato Arcuri. A questo serve la commissione Covid voluta dalle destre, quindi da Renzi: a trasformare gli innocenti in colpevoli e viceversa. Come quelle inscenate 23 anni fa su Telekom Serbia e Mitrokhin per inchiodare Prodi come tangentaro e spia del Kgb: finirono col “supertestimone” Marini e il “superconsulente” Scaramella condannati per calunnia. Idem la commissione Banche ideata dai renziani nel 2017 per incastrare Visco e smentire i conflitti d’interessi di Renzi, Boschi e tutto il Giglio Magico, che invece uscirono confermati e aggravati.
Ma con una fondamentale differenza: chi aveva promosso quelle commissioni sperava di fornire ai magistrati prove schiaccianti contro gli avversari politici; questa arriva quando i giudici si sono già pronunciati. Hanno assolto, prosciolto, archiviato Conte e Speranza in mezza dozzina di processi. Hanno prosciolto Arcuri da accuse di corruzione, truffa, falso, abuso e riciclaggio nell’acquisto di 800 milioni di mascherine cinesi (quelle che salvarono tante vite nella fase critica della pandemia e che i somari definiscono “farlocche”, “fuorilegge” e financo “killer”, mentre furono validate da Cts e Dogane e poi contestate da un laboratorio friulano privato e privo di titoli). E hanno archiviato l’avvocato Luca Di Donna dello studio Alpa con cui fino al 2018 collaborava Conte: il legale era accusato di traffico di influenze perché nel 2020 avrebbe speso il nome dell’ex collega divenuto premier per piazzare ad Arcuri una fornitura di dispositivi anti-Covid in cambio di una provvigione dal fornitore (i somari la chiamano “tangente”, come se un mediatore privato che si fa pagare dal committente per il suo lavoro potesse commettere un reato da pubblico ufficiale), ma anche lui è stato scagionato. Conte ha sempre detto di non averlo più sentito da quando fu premier e i carabinieri, dopo mesi di intercettazioni, l’hanno confermato: “Non sono state rilevate conversazioni intrattenute dal Di Donna con l’ex Presidente del Consiglio”. Quindi non si capisce cos’abbia fatto Conte, a parte gestire la pandemia prima e meglio degli altri in Europa. Ma è proprio per questo che è l’imputato numero uno, anzi unico, della Commissione: se avesse fatto qualche porcheria, l’avrebbero già beatificato.