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 2026  luglio 01 Mercoledì calendario

Niente accordo Rai Way-Ei Towers. Fallisce la trattativa

Nessun accordo per la nascita di una tower company da oltre mezzo miliardo di utili e con circa 4.700 torri televisive. A mezzanotte è scaduto il memorandum of understanding tra Ei Towers (partecipata da F2i al 60% e al 40% da MediaForEurope – Mfe) e Rai Way. Dopo tre proroghe sul negoziato partito a fine dicembre 2024 – l’ultima il 15 giugno -, le trattative tra le parti si sono arenate. Nonostante una mano tesa in extremis da parte dei soci di Ei Towers per non mettere la parola fine. Eppure, anche ai tempi supplementari le posizioni fra le parti sono rimaste distanti. Due i nodi da sciogliere: il meccanismo di concambio per l’aggregazione di Ei Towers e l’allineamento dei contratti di servizio, dove Rai avrebbe chiesto un limite fino al 2047. Un impegno ventennale che avrebbe visto Mfe controbattere con la richiesta di rivedere i criteri usati per la definizione dei concambi, i quali penalizzerebbero il gruppo della tv commerciale che avrebbe anche presentato un business plan in corso d’opera.
Eppure, sul fronte dei contratti, c’erano stati passi in avanti nelle trattative. Tanto che erano arrivati a una proroga della loro scadenza fino alla metà del prossimo decennio, invece che al 2032. Altro punto di convergenza era l’assetto della governance, che vedrebbe l’amministratore delegato nominato dalla Rai (azionista di controllo di Rai Way con il 64,97% delle quote). Insomma, quel sogno di un unico polo nazionale nelle infrastrutture di trasmissione televisive, per cui Ei Towers aveva lanciato persino un’Opa nel febbraio 2015 – ritirata due mesi dopo fra polemiche politiche e paletti delle authority -, sembra svanire. Per quanto, una fonte vicina alle trattative sostenga che non è da escludere un ritorno di fiamma in futuro.
Anche perché la tv pubblica paga un canone per l’affitto di Rai Way (ieri in Piazza Affari -0,20%, a 5,06 euro) di 249,5 milioni di euro. Il doppio rispetto a quanto mette sul piatto Mfe a Ei Towers, all’incirca 120 milioni su 266,9. Una cifra che potrebbe persino crescere, visto che è indicizzata all’inflazione. Dalle torri televisive a quelle del 5G, ieri è emerso che Inwit (+0,90%, a 6,16 euro) gioca la partita sui Master Service Agreement con Tim (-0,36%, a 7,958 euro) su due binari: da una parte, la disdetta ad agosto 2030 – invece del 2038 – è stata impugnata dalla stessa Inwit davanti al Tribunale di Milano. Dall’altra, fuori dall’aula, le due società stanno cercando un accordo con una negoziazione assistita. Ora c’è tempo fino a 90 giorni per arrivare a un’intesa.