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 2026  luglio 01 Mercoledì calendario

Trump ora vuole i dossier degli 007

Le agenzie di intelligence Usa sono in subbuglio. L’amministrazione di Donald Trump ha chiesto la consegna dei nomi di tutti gli obiettivi di spionaggio straniero, inclusi quelli di presunte spie e potenziali reclute, allo scopo di creare un elenco centralizzato, che alcuni funzionari temono che possa essere utilizzato in modo improprio o addirittura compromettere le operazioni. La caotica situazione, riportata dal New York Times, in base a quanto riferito da persone informate sui fatti, è parte di un’aspra disputa che riflette lo scetticismo verso l’Office of the Director of National Intelligence, mostratosi più disposto a perseguire le priorità del presidente Trump sotto la guida dell’ex direttrice Tulsi Gabbard (come con la drastica riduzione del personale) che i “fini istituzionali”. E ora con la designazione ad interim dell’ufficio di Bill Pulte, funzionario del settore edilizio senza precedenti esperienze d’intelligence e attuale capo della Federal Housing Finance Agency, cresce la preoccupazione su come l’ufficio potrebbe gestire informazioni così riservate.
Funzionari di alto livello del controspionaggio di Fbi e Cia hanno finora resistito alle pressioni e l’iniziativa ha avuto scarso successo: non è stato possibile raggiungere un accordo neanche sugli aspetti più elementari, come le modalità di creazione, gestione e messa in sicurezza di un elenco di soggetti definiti «attori di minaccia dell’intelligence straniera», a conferma della profonda diffidenza. La National Intelligence, creata dopo gli attacchi dell’11 settembre allo scopo di coordinare le agenzie degli 007, è ai ferri corti con Fbi e Cia, che non hanno apprezzato l’operato di Gabbard. I sostenitori del piano immaginano un sistema modellato su quello adottato per monitorare i sospetti terroristi con la tracciabilità in tempo reale dei movimenti degli individui segnalati in tutto il mondo grazie alla condivisione di informazioni tra le agenzie. Un programma del genere, per gli esperti di controspionaggio, potrebbe però accrescere i rischi di allertare i soggetti sotto osservazione, soprattutto quelli addestrati dai servizi segreti esteri a riconoscere i segnali di sorveglianza o di interesse investigativo.