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 2026  luglio 01 Mercoledì calendario

Silvestro, il ritorno del senatore indagato per violenza sessuale e il giallo dei video cancellati

Seduto nell’aula di Palazzo Madama, posa composta, mezzo sorriso accennato, mentre applaude a qualche intervento presumibilmente in corso. Con una foto postata sui social, e la nuova immagine curata da un’agenzia-leader della comunicazione, ecco il ritorno in Senato di Francesco Silvestro di Forza Italia, dopo la bufera dell’accusa di violenza sessuale e l’inchiesta della Procura di Roma, rivelate da Repubblica, a partire dallo scorso 7 giugno. Peccato che, a concentrarsi sull’immagine, di 13 senatori presenti, nessuno guardi al centro della scena, nessuno altro applauda, neanche accanto a lui, e non è escluso che i lavori non fossero nemmeno cominciati. Piccola gaffe di vanità, mentre la didascalia recita: “Oggi in aula al Senato per l’approvazione del disegno di legge su iniziativa del ministro Paolo Zangrillo dedicato allo sviluppo della carriera dirigenziale e al rafforzamento dei sistemi di valutazione delle performance nelle pubbliche amministrazioni”. Una performance che invece fa riflettere è quella dell’istruttoria del Senato che fu tempestivamente annunciata e aperta dal presidente Ignazio La Russa sulla vicenda contestata dalla signora V. al senatore azzurro.
Un mese dopo, infatti, si scopre che i filmati su chi entra e chi esce dagli uffici di pertinenza del Senato non sono disponibili. Nessun dubbio sembra affiori, invece, sul fatto che la donna, in quel martedì del 25 febbraio 2025, sia effettivamente entrata nell’ufficio di Silvestro (che lei non aveva mai conosciuto prima), solo perché il senatore era interessato ad alcuni ordinativi di “vino di qualità” per le sue cantine. Lo stesso senatore, nell’intervista a Repubblica in cui respingeva l’addebito della violenza sessuale (con parole offensive, di cui avrebbe successivamente chiesto scusa), confermava d’altro canto che l’incontro con lei era avvenuto, e che appuntamento era stato fissato da un terzo soggetto, il carabiniere Antonio Pinto all’epoca suo collaboratore distaccato in Senato. Proprio come raccontato dalla donna. Oggi, sia Silvestro, sia il carabiniere, sono iscritti – anche a loro tutela – nel registro degli indagati della Procura di Roma: il primo con l’ipotesi di violenza sessuale, l’altro per violenza privata, per le frasi rivolte alla donna, ritenute minacciose, che puntavano a non farle presentare la denuncia contro il senatore.
Ma cosa ha appurato l’indagine interna del Senato? Al momento, si sa solo quello che non ha accertato. C’è voluto infatti un mese per scoprire che, per motivi di privacy, i filmati vengono cancellati dopo 15 giorni. Una certezza che sembra spazzare via indiscrezioni, o leggende, tra l’altro di opposto segno, che circolavano nelle ultime settimane secondo cui dalle immagini della videosorveglianza si sarebbe vista la sagoma della donna lasciare l’ingresso di San Luigi de’ Francesi con andatura veloce e turbata (secondo i sostenitori dell’accusa), oppure al contrario calma e serafica. Nulla, evidentemente, era fondato? La Russa aveva aperto l’accertamento delegato ai questori anche alle vicepresidenti e alle senatrici che compongono l’ufficio di presidenza. Tra gli ulteriori dettagli, hanno richiesto le tracce degli ingressi di ospiti esterni. La donna risulterebbe essere entrata anche altre volte, ma esclusivamente per incontri legati al suo lavoro, ed in nessun altro caso erano sorti problemi o incidenti di sorta. In ogni caso, i dati emersi dall’istruttoria del Senato saranno messi a disposizione della Procura di piazzale Clodio, nel caso i pm ne facessero richiesta.