corriere.it, 1 luglio 2026
Maturità 2026, tutti gli strafalcioni
La novità di quest’anno è il povero Vitaliano Brancati che diventa Brancale come Serena, quella del tormentone estivo «Incominciano le ferie, quando torno al mio paese». Ma poi c’è il Pantheon ricollocato ad Atene (del resto, secondo un ministro della Cultura Times Square non stava a Londra?), Ungaretti che condivide i natali con Leopardi a Recanati e l’autore dei Malavoglia, Verga, confuso con quello del malmostoso Zeno (Svevo). E poi ci sono i «colmi dei colmi»: la Venere di Botticelli che è incinta e la Terra a forma di rombo. Sono questi solo alcuni degli strafalcioni della Maturità 2026, raccolti come tutti gli anni dalla piattaforma Skuola.net.
Sul fronte degli autori classici, i rimescolamenti anagrafici e lessicali dominano la scena. Fra le vittime, diversi personaggi dei drammi di Pirandello, che all’orale di Maturità non erano solo in cerca d’autore, ma anche di nome. Il povero Vitangelo Moscarda (protagonista del romanzo «Uno, nessuno e centomila») è stato ribattezzato Vitangelo Mostarda. Mentre Mattia Pascal è diventato: «Il fu Mattia Pasquale» (e fin qui ci si può anche credere), ma poi – ci sia lecito dubitare che qualcuno l’abbia veramente detto all’orale di Maturità – «Il Fu Mattia Bazar» (come il celebre gruppo musicale) o in omaggio alle serie tv «Il fu Pedro Pascal» (attore di «Narcos», «Il Trono di Spade», «The Last of Us»).
Non è andata meglio a Giovanni Pascoli, la cui soave poetica del Fanciullino è stata declassata a fanciullaggine e la cui celebre lirica «X Agosto» sarebbe stata letta come la schedina: «ICS Agosto». E stendiamo un pietoso velo sulla poetica dell’assiuolo (la civetta nana dal caratteristico verso «chiù» a cui è dedicata una celeberrima poesia della raccolta Myricae) che, almeno a credere alle segnalazioni giunte a Skuola.net, sarebbe diventata la «poetica dell’uccello».
Sul fronte dei Promessi Sposi (altro pilastro del programma di italiano, che rischiava di essere rimosso dai manuali di seconda liceo salvo successivo ripensamento del ministro Giuseppe Valditara) la situazione è degenerata. Don Rodrigo è stato descritto come un prete che vuole molestare Lucia, mentre la povera Lucia si è ritrovata catapultata a fare la protagonista della Divina Commedia.
E se Giovanni Verga è stato definito un fiero «espositore» del Verismo, «La Lupa» sarebbe stata interpretata come un brano legato alla squadra della Roma. Italo Svevo, invece, per l’occasione è diventato – per assonanza del cognome – di origini svedesi e, come se non bastasse, gli sono state appioppate le paternità de «La Ginestra» (il testamento poetico di Giacomo Leopardi) e de «Le ultime lettere di Jacopo Ortis»(capolavoro di Ugo Foscolo). Nel frattempo, Leopardi si è consolato con quello studente che gli ha regalato sia il «5 maggio» (di Manzoni) che «Il fanciullino» (di Pascoli).
Passando al Novecento: oltre a Giuseppe Ungaretti nato a Bologna o a Recanati (era nato invece ad Alessandria d’Egitto), Eugenio Montale è stato definito «genoano» (cioè tifoso della squadra di calcio del Genoa) anziché genovese.
Non poteva certo mancare il classico dei classici: quel Gabriele D’Annunzio che da anni – pare – venga definito come un «estetista». Mentre il suo alter ego Andrea Sperelli (protagonista de «Il Piacere») è diventato uno «stupefacente» (in tutti i sensi) Andrea Spinello.
E poi Vitaliano Brancati – presente in uno dei due temi letterari – è stato storpiato in Brancale. Mentre Cesare Pavese è diventato magicamente Pavesi (come i biscotti).
Anche sulla storia ci sono stati episodi di «revisionismo» a dir poco audaci. Partendo dal Risorgimento e dal processo di unificazione dell’Italia, le Leggi Siccardi – i celebri provvedimenti che nel 1850 abolirono i privilegi del clero nel Regno di Sardegna – sono state ribattezzate «Leggi Siffredi», come Rocco (non quello del codice, ma l’attore porno).
Al Comando Supremo delle Forze Armate durante la Seconda Guerra Mondiale, invece, non ci sarebbe stato il Generale Badoglio bensì il Generale Campidoglio.
Facendo un salto indietro, la Guerra dei 7 anni si è trasformata magicamente nella Guerra dei 7 nani. La memoria ha vacillato spesso anche sull’Educazione Civica: Giuseppe Saragat (altra traccia del tema di Maturità) è stato indicato più volte come primo presidente della Repubblica, quando in realtà fu Presidente dell’Assemblea Costituente e, poi, quinto Capo dello Stato. Mentre Antonio Salandra, Primo Ministro a inizio ’900, è diventato Antonio Salamandra.
Oggi, invece, per qualcuno l’Italia sarebbe una Repubblica democratica «fondata sulla Costituzione» (che invece dice che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro). Mentre per un altro studente da noi vige ancora la monarchia: da cui discenderebbe che Sergio Mattarella sia il Re d’Italia.
Sempre all’interno della Carta Costituzionale, secondo una diplomanda, ci sarebbero nientemeno che i 10 comandamenti. E per un’altra ragazza le leggi sarebbero approvate dalla «Camera dei Detenuti». Infine, se vi state chiedendo cosa significhi PD, la risposta è semplice: Partito Destro.
L’epoca dei totalitarismi, invece, si tinge di scenari distopici. Da una parte lo scambio di ruoli in cui Hitler guidò le Camicie Nere mentre Mussolini era a capo del Terzo Reich; dall’altra un capolavoro assoluto in salsa gaming, secondo cui Hitler è l’autore del «Minecraft» (con il famoso gioco dei «cubi pixelati» confuso col tragico «Mein Kampf»).
Restando in tema totalitarismi, c’è pure chi ha detto che lo stesso Mussolini si scontrò con le Brigate Rosse. E che a guidare la Rivoluzione Russa fu Stalin (e non Lenin).
A dimostrazione che l’ansia colpisce a 360 gradi, gli strafalcioni hanno colpito anche il resto del programma. In Scienze, la nostra Astro-Samantha (Cristoforetti) è diventata la prima donna capitano dell’ISIS, l’organizzazione terroristica che ha insanguinato l’Iraq e la Siria, anziché della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Sempre in ambito scientifico, si è scoperto che la terra non è sferica ma piatta e avrebbe la forma di un rombo.
In geografia, invece, un candidato ha raccontato del viaggio di istruzione in Grecia, con visita al Pantheon di Atene (al posto del Partenone), mentre si è scoperto che a Parigi non si passeggia sui larghi boulevard, ma tra i bungalow.
Anche in storia dell’arte non sono mancati i colpi di scena.
Partiamo dalle origini di Leonardo Da Vinci: per una diplomanda in realtà proveniva da Vicenza, ma per comodità la gente abbreviava in «Vinci» e il nome gli è poi rimasto attaccato addosso. Restando nel Rinascimento, uno studente ha rivelato che la Venere di Botticelli è chiaramente incinta.
E «Se le dico Pablo...?», avrebbe chiesto un incauto commissario di storia dell’arte pensando a Picasso? E l’incauto candidato, senza esitare, avrebbe risposto: «Escobar». Niente male neppure quel passaggio di un orale in cui il professore chiede un pittore astrattista: il candidato spara Van Gogh; l’insegnante fa «no» con la testa e lui ribatte fiero: Gauguin!
A sigillare questa indimenticabile Maturità 2026, infine, l’aforisma musicale perfetto per la prova d’inglese: «E come disse Neil Armstrong: What a wonderful world!». Peccato che Neil sia l’astronauta che pose il primo piede sulla Luna, mentre a rendere immortale questa ballad fu Louis Armstrong.