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 2026  giugno 30 Martedì calendario

Delfin, via libera al bilancio ma senza dividendo

L’assemblea dei soci Delfin che si è riunita in mattinata in Lussemburgo ha approvato all’unanimità il bilancio 2025 che presenta un utile intorno a 1,5 miliardi. I soci presenti erano sette perché Leonardo Maria non è intervenuto neanche attraverso un suo rappresentante. E ha mandato una lettera ai soci: “Board inerte, non c’erano i presupposti per un’assemblea produttiva”.
Dopo mesi di discussioni su un possibile riassetto azionario della Delfin, che doveva vedere Leonardo Maria rilevare il 25% della società dai fratelli Luca e Paola, ma che si è scontrato con l’indisponibilità delle banche a finanziare l’operazione, i soci si sono riuniti per dare l’assenso ai conti della holding. E per cercare, nella parte straordinaria, l’approvazione di un dividendo superiore al 10% e per il trasferimento delle azioni richiesto dai soci Clemente Del Vecchio e Rocco Basilico, così come la definizione di alcuni commissari che potranno accedere ai lavori del cda.
No al dividendo
Non è passata la proposta di distribuire ai soci un dividendo superiore al livello minimo del 10% previsto dallo statuto della Delfin. A votare contro, come in passato, sono stati i soci Luca, Clemente e Paola che fin dalla scomparsa di Leonardo Del Vecchio hanno adottato una pratica ostruzionistica verso la successione. Non avendo potuto vendere le loro quote al prezzo di 5 miliardi che era stato pattuito in un contratto con Leonardo Maria, i tre sono tornati sulle loro posizioni iniziali. E dunque l’utile della Delfin rimane per il momento nelle casse della società e nessuno dei soci può avere benefici.
No al trasferimento delle azioni
I tre soci Clemente Del Vecchio, Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico avevano chiesto di poter trasferire le loro azioni, il 12,5% a testa della Delfin, in una scatola finanziaria direttamente controllata. Ma la richiesta, come a novembre quelle di Luca e Paola, non sono state accolte. Clemente ha preso 5 voti favorevoli, Basilico 4 e Leonardo Maria 2, ma per passare occorreva l’unanimità. Tuttavia i tre soci ora possono trasferire la loro richiesta al giudice lussemburghese entro tre mesi. In totale sono cinque su otto i soci che hanno intrapreso questa strada.
Si ai commissari
I soci Delfin hanno trovato un’intesa sulla nomina dei commissari sui conti anche se si sono divisi sui nomi da eleggere. L’assemblea degli azionisti ha dato il suo via libera all’avvocata Lara Forte (specializzata sui fondi d’investimento nello studio Mourant) e al commercialista Fabio Scoyni, mentre non è passato il manager Marco Talarico, braccio destro di Del Vecchio jr ed ex amministratore delegato del suo family office Lmdv Capital.
La lettera di Del Vecchio jr: “Non ci sono le condizioni”
Nella lettera, Del Vecchio jr ripercorre le tappe di avvicinamento all’assemblea di oggi. Partendo da quella di fine aprile quando “sei soci (sette su un punto specifico) avevano votato a favore delle sue proposte di delibera”. Ma da allora “vari fattori sono cambiati”. Leonardo Maria lamenta di non aver mai ottenuto “accesso a documentazione aziendale indispensabile anche per le interlocuzioni con le banche finanziatrici”. Di più, non avrebbe mai ricevuto un riscontro scritto ma solo risposte telefoniche.
Per settimane, alcuni membri del Board “si sono limitati a sollevare eccezioni generiche su presunti limiti legali”, senza mai approfondire nel merito la richiesta. Mentre il board “rimaneva silente – ricostruisce Lmdv nella lettera – Per settimane, alcuni membri del Board si sono limitati a sollevare eccezioni generiche su presunti limiti legali, senza mai approfondire nel merito la richiesta”.
La battaglia persa di Lmdv contro Rocco
Nonostante le richieste di Lmdv di non far partecipare il socio Rocco Basilico all’assemblea, il cda di Delfin non ha ritenuto di dover intervenire al riguardo avendolo già ammesso a libro soci nel 2022 dopo una procedura accurata sottoscritta dal notaio. Il board in assemblea ha difeso questa posizione e infatti Rocco ha partecipato direttamente e con il suo avvocato Fabio Trevisan votando tutti i punti all’ordine del giorno.