la Repubblica, 30 giugno 2026
Comcast separa reti tv e parchi dalle attività tlc
Addio alle sinergie forzate: meglio dividere le pere dalle mele, i media dalle telecomunicazioni. La pensano così a Comcast, il gigante statunitense proprietario anche di Sky Italia, che assesta un colpo alla convergenza tra i contenuti editoriali e gli strumenti per distribuirli.
Nel nuovo approccio, Comcast si organizzerà in due società distinte (entrambe quotate in Borsa). La prima, riservata ai media e all’intrattenimento, avrà in pancia gli studios Universal, le reti Nbc e Telemundo, Peacock (la tv del gruppo via streaming), Bravo (il canale dei reality), i parchi a tema e Sky (attiva oggi nel Regno Unito, in Irlanda e in Italia).
Una seconda società si occuperà invece della banda larga, della telefonia mobile e dei servizi alle imprese. Con il marchio Xfinity, Comcast ha 28,65 milioni di famiglie abbonate alla sua banda larga e 9,74 milioni di linee mobili (soprattutto per telefoni e tablet).
Agli investitori
Brian Roberts, ad e presidente di Comcast, conferma agli investitori il senso dell’operazione. «Le nostre attività tecnologiche e quelle media hanno davanti a loro opportunità distinte, che è meglio perseguire con un focus dedicato». Approccio che piace ai mercati.
Quello di Comcast non è il primo pentimento. Nel 2018, AT&T compra Time Warner per costruire un gigante integrato tra telecomunicazioni e contenuti. La logica è chiara: ti vendiamo la connessione a Internet e anche i contenuti da vedere. Poi, nel 2022, la retromarcia. AT&T scorpora WarnerMedia fondendola con Discovery.
Già allora, e ancora di più oggi, entra in crisi il modello dei grandi conglomerati verticali.