Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  giugno 30 Martedì calendario

Attentato a Monaco, tre feriti: gravissimi l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev e la compagna

Una bomba è esplosa lunedì sera, intorno alle 21, davanti all’ingresso di un edificio residenziale nel Principato di Monaco. 
Le videocamere di sorveglianza hanno ripreso un individuo mentre lasciava uno zaino, che è esploso mentre lui fuggiva a piedi in direzione di Beausoleil, in territorio francese. 
Vadim Ermolaev, un oligarca 58enne di origine ucraina che nel 2017 ha rinunciato alla nazionalità diventando cipriota, e la compagna sono ricoverati in ospedale in gravissime condizioni: l’uomo è gravemente ustionato, mentre la donna ha perso entrambe le gambe e resta in pericolo di vita. Ferito, ma in modo meno grave, anche uno dei quattro figli, un adolescente di 13 anni.
L’ordigno esplosivo conteneva bulloni e pallini di piombo, «a mia conoscenza è la prima volta nella storia che un atto del genere si verifica nel Principato», ha dichiarato il capo del governo del Principato di Monaco, Christophe Mirmand. 
Ermolaev, che Forbes pone al 23° posto nella classifica dei 100 più ricchi dell’Ucraina, secondo Nice Matin è diventato negli ultimi anni un assiduo frequentatore dei casinò della Costa Azzurra, dove si presenta in Bentley.  Possiede uno yacht e una grande villa nei pressi di Saint-Jean-Cap-Ferrat. Secondo le autorità monegasche, «il comportamento della famiglia prima di rientrare nel proprio palazzo non sembrava mostrare segni di preoccupazione da parte loro. Erano in abiti estivi, rilassati e non sembravano particolarmente circospetti». Non si hanno notizie, al momento, di minacce specifiche giunte a Ermolaev o alla sua famiglia.
L’uomo è indagato in un vasto caso di riciclaggio di denaro che coinvolge tra Estonia e Ucraina, e dal 2023 è oggetto di sanzioni da parte del governo ucraino per gli affari del suo Alef Group nella Crimea occupata dai russi e per i sospetti legami con la Russia.
Quando ha rinunciato alla nazionalità ucraina optando per quella cipriota ha spiegato «voglio beneficiare di una protezione internazionale, il sistema giudiziario ucraino, a dir poco, è ben lontano dall’essere perfetto, e l’amministrazione fiscale non è obiettiva». 
Ha comunque continuato a fare affari in Ucraina e nel 2021 ha ripreso, con la sua società Alef, la costruzione di un complesso immobiliare a Dnipro. Nello stesso anno ha inaugurato la più grande centrale termica a biomassa del Paese.
Secondo i servizi ucraini fa parte del «battaglione Monaco», ovvero del gruppo di miliardari che allo scoppio della guerra sono fuggiti nel Principato.
Come indicato da Guido Olimpio qui, «l’intelligence ucraina è nota per non porsi limiti nelle azioni all’estero: ma un attacco nel principato rischia di crearle problemi con la Francia, paese molto amico. Per giunta l’azione è avvenuta in un luogo ad alta risonanza internazionale. 
Il modus operandi – un ordigno lasciato vicino all’ingresso del palazzo – ricorda gli attentati ucraini contro alti ufficiali russi a Mosca. Il Principato ha rete di sorveglianza elevata, chi agisce prende dei rischi».
Le forze dell’ordine stanno dando la caccia al principale sospettato: secondo quanto riportato dalle autorità monegasche, sembrerebbe «partito per la Francia». 
Il principe Alberto II ha condannato in un comunicato «un crimine odioso» che rappresenta «uno shock per tutta la comunità monegasca». Monaco ha a lungo mantenuto l’immagine di un’oasi di pace particolarmente sicura. «Il Principato di Monaco rimarrà unito e determinato di fronte alla violenza e al crimine. La sicurezza della nostra comunità è sempre stata una priorità», ha promesso il principe.
L’edificio preso di mira dall’esplosione conta sei appartamenti, ma i tre feriti erano le uniche persone presenti in quel momento. Le scale dell’edificio, dopo la deflagrazione, erano fortemente danneggiate e macchiate di sangue, e le inferriate del palazzo sono state deformate dalla detonazione.