Corriere della Sera, 30 giugno 2026
Milano, via al risiko del centrodestra per il sindaco
A cena il centrodestra inizia a discutere delle sorti di Milano. A tenere banco, il presidente del Senato Ignazio La Russa. Accanto a lui, i coordinatori regionali dei partiti. Un vertice blindatissimo, dopo le indiscrezioni che ci sono state la scorsa settimana, alla vigilia dell’incontro programmato a Palazzo Madama, e che hanno portato la coalizione a rimandare il tavolo. Perciò stavolta massima riservatezza.
L’appuntamento è intorno alle 20.30 in un ristorante in pieno centro. Oltre alla seconda carica dello Stato, al tavolo siedono Alessandro Colucci (Noi moderati), Carlo Maccari (Fratelli d’Italia), Alessandro Sorte (Forza Italia) e Massimiliano Romeo (Lega). È il primo passo nella costruzione del percorso verso Palazzo Marino, targato centrodestra. L’obiettivo è strappare la città al centrosinistra dopo 15 anni di dominio. E per farlo bisogna iniziare a ragionare sui nomi sul tavolo, senza bandierine di partito. «Il centrodestra unito», questo è lo spirito dell’incontro, con la consapevolezza che sarà il primo di altri, che non sarà risolutivo e che la parola finale poi spetterà al tavolo dei leader nazionali a Roma. Intanto però si inizia.
La prima questione che si pone è il profilo del candidato. Forza Italia durante la cena ribadisce la sua posizione: un civico che possa allargare la coalizione verso il centro, abbracciando anche Azione. Nei giorni scorsi gli azzurri hanno osservato con attenzione il profilo dell’economista Carlo Cottarelli, una candidatura che per il leader di Forza Italia Antonio Tajani «potrebbe essere vincente». Tuttavia, il suo nome non è condiviso da tutti gli alleati, a causa del passato da senatore all’interno del Pd. Come nome politico, invece, sarebbe sotto la lente degli azzurri il profilo di Pietro Tatarella, l’ex consigliere comunale di Forza Italia, reduce da una lunga e dolorosa vicenda giudiziaria dalla quale è uscito assolto. «Un bravo ragazzo», lo definisce il presidente La Russa, parlando con i cronisti, qualche ora prima di incontrare i coordinatori regionali a cena. E in effetti una parte di Fratelli d’Italia guarderebbe di buon occhio la candidatura di Tatarella. Il presidente La Russa però non ha mai nascosto il suo appoggio al leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Un politico di lungo corso, che conosce la città e la macchina amministrativa, essendo stato anche in Consiglio comunale. Tuttavia il nome di Lupi non metterebbe d’accordo tutta la coalizione.
Se per Forza Italia serve un civico e per Noi Moderati è scoccata l’ora della politica, la Lega spinge sulla necessità di un candidato trasversale. Anche ieri sera il Carroccio avrebbe proposto agli alleati due profili che la Lega ha sondato: l’ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada e il giornalista Giovanni Terzi, assessore al Commercio nella giunta di Letizia Moratti. Nel mazzo, tra le carte in mano, non manca però il profilo politico: la vincitrice delle primarie organizzate dalla Lega poche settimane fa, la vicesegretaria Silvia Sardone.
Ma i nomi sul tavolo sono tanti. Resta in campo Antonio Civita, il patron della catena Panino Giusto. A disposizione della coalizione il presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano Antonino La Lumia. Nelle scorse ore, si è aggiunta anche l’autocandidatura di Luca Bernardo, lo sfidante di Beppe Sala alle passate amministrative nel 2021. L’ingorgo di nomi nel centrodestra non si differenzia tanto da quello degli avversari politici. Nel centrosinistra la prima a uscire allo scoperto, a dicembre del 2025, è stata la vicesindaca Anna Scavuzzo. Nei giorni scorsi si sono aggiunti alla corsa anche l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte e l’attivista Tommaso Goisis. Si vocifera di un interesse anche da parte del giornalista Mario Calabresi e del capogruppo dem al Pirellone Pierfrancesco Majorino. Ora resta da capire se la scelta del candidato avverrà con le primarie o meno. Ipotesi che sembra non convincere, invece, il centrodestra.