Corriere della Sera, 30 giugno 2026
Commissione Covid, FdI sfida Conte. E lui : pronto a essere sentito
Una partita a scacchi: lo scontro politico tra maggioranza e opposizione torna a convergere sulla Commissione Covid. Sia il M5S sia FdI provano a smarcarsi. Con mosse quasi parallele, in cui entrambe le forze sostengono d’aver giocato d’anticipo. Da un lato Fratelli d’Italia chiede che venga ascoltato Galeazzo Bignami su questioni di cui «è stato testimone principale». Il capogruppo di FdI, così come Giuseppe Conte, è uno dei membri della Commissione d’inchiesta sulla pandemia e la prassi in teoria prevede che chi ne fa parte non venga audito. Bignami si dimette e i meloniani auspicano che la mossa sia da esempio per Conte. «Dimettendomi viene a cadere l’incompatibilità di cui altri si fanno scudo, per rispondere a tutte le domande che i commissari vorranno pormi».
Dall’altro lato, il leader Cinque Stelle prova a sfidare la maggioranza con una strategia quasi analoga. Il presidente stellato aveva già deciso che carte giocare da qualche ora. Con una lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato, il leader dei Cinque Stelle chiede di essere ascoltato e auspica una moral suasion nei confronti del presidente della Commissione Marco Lisei. «Non appena conosciute le modalità con cui avverrà la mia libera audizione e una volta concordata la data in cui mi sarà consentito presentarmi, farò pervenire, immediatamente prima dell’audizione, le mie dimissioni da componente della Commissione», scrive l’ex premier nella missiva.
Il leader stellato, che svela la sua mossa a Quarta Repubblica, chiede anche che, una volta terminata la sua audizione, «non siano frapposti ostacoli al mio tempestivo reinsediamento in Commissione»: non vuole rinunciare a firmare la relazione di minoranza conclusiva. «Non posso rimanere oltre ostaggio di una campagna denigratoria che, prima ancora che indirizzata a colpire la mia persona e il mio operato, svilisce le istituzioni parlamentari», conclude il leader stellato.