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 2026  giugno 29 Lunedì calendario

Biografia di Eleonora Abbagnato

Eleonora Abbagnato, nata a Palermo il 30 giugno 1978 (48 anni). Ballerina classica.
Vita «Sin da bambina mi piaceva essere al centro dell’attenzione» [a OperaLife] • Suo padre Elio è stato dirigente del Palermo negli anni Ottanta, suo zio Pietro Lo Monaco ha fatto il dirigente sportivo, suo nonno materno è stato un calciatore della Sampierdarenese • Sua madre era «una genovese che aveva seguito mio padre in Sicilia per amore» [a Leonetta Bentivoglio, 2014 Rep]. «Doveva andare a lavoro a Palermo, mi parcheggiava nella scuola di danza della sua amica Marisa Benassai. Assistevo alle lezioni da mattina a sera. E da lì tutto è iniziato» […] Ancora ragazzina, si permetteva di dire all’insegnante di non prendere un’altra danzatrice, perché non era brava… «Ebbene sì. Avevo 8 anni ed ero già la prima ballerina della scuola, ma la mia non era cattiveria, né invidia nei confronti delle compagne. La competizione è naturale nel nostro mestiere, per confrontarsi con gli altri e crearti una tua dimensione» [a Emilia Costantini, Cds] • «Alle mie Barbie, invece di coccolarle, tiravo le gambe per simulare esercizi e spaccate» [a Bentivoglio, cit.] • «Ho iniziato a ballare da sola. Mio padre e mio fratello trascorrevano intere giornate guardando le partite di calcio. Io, invece, vivevo in un altro mondo, con il mio televisore e i miei video di danza classica. Non mi pento di non aver giocato con le bambole. Ho fatto quello che volevo» [a Cafe Babel 2009] • «I filmati inediti della sua infanzia a Palermo e delle sue prime prove testimoniano di una determinazione fuori del comune: le sue compagne la temevano e lei non faceva niente per non farsi temere» [Aldo Grasso, Cds]. «Mi comportavo un po’ male con le altre» dice, e la prima maestra di danza a Palermo conferma: «Eleonora era il terrore delle altre bambine, perché lei doveva già essere la prima. La consideravano quasi una “boss”, perché lei manovrava le compagne. Riusciva pure a convincerle a abbandonare il corso di danza» [dal documentario biografico Una stella che danza, Rai3] • Nel 1989, a 10 anni, fa uno stage alla scuola di Marika Bresobrasova a Montecarlo. «Ricordo i pianti per la distanza da mamma e papà. […] Nei momenti bui, mi tenevano compagnia le canzoni di Baglioni. […] Va poi aggiunto che ero così determinata, motivata e appassionata di quel che facevo che praticamente si sentivano obbligati» [a Piera Anna Franini, 2017 Giornale] • A 13 anni Roland Petit la scelse per il ruolo della piccola Aurora ne La bella addormentata. «La mia prima insegnante a Palermo Marisa Benassai. Fu lei a fare il mio nome quando i francesi cercavano Aurora per La bella addormentata. Allora ero alla scuola della Bresobrasova a Montecarlo, la quale reagì infuriandosi» [Cds] • «Roland Petit: straordinario, a volte molto violento. Se non realizzavo quello che lui voleva, volavano le sedie addosso, e anche parole pesanti... oggi sarebbe da denunciare, però mi ha rinforzato» [a Costantini, cit.]. «Dice a mia madre “Sua figlia non è abbastanza elastica, deve praticare la ginnastica artistica”. E fa pressione sulle mie ginocchia. Ne avevano paura tutti, non io. Io ero solo felice. Mi facevo “massacrare” da chiunque con quell’esercizio» [Cds] • Che cosa vide Petit in lei? «Non avevo paura di lui, anche perché non mi era chiaro chi fosse. Ero diretta e sveglia. In un minuto imparavo la parte. Lui era severo. E geniale. Per lo spettacolo mi tinsero i capelli di nero. Dovevamo tutte assomigliare alla sua musa, Zizi Jeanmaire» [a Simona Antonucci, 2020 Mess] • «A 14 anni sono entrata alla scuola dell’Opéra di Parigi […]. Sono partita col cartellino col mio nome appeso al collo» [a Valerio Cappelli, 2023 Cds] • «A 14 anni ero già autonoma, mi cucinavo, badavo a me stessa. […] Durante i week end mi trasferivo nella mia famiglia di accoglienza dove c’erano altri quattro bambini» [a Antonucci, cit.] • «La disciplina si impara, ma il carattere ce l’hai o non ce l’hai. Ed è quello che ti salva, perché devi saperti difendere. Io l’ho capito presto, quando sono arrivata all’Opéra di Parigi». Aveva 14 anni… «Sì. Ed ero l’unica italiana. All’inizio non capisci bene cosa succede, poi senti che devi dimostrare qualcosa in più». Ha sofferto di solitudine? «Sì, molto. Mi chiamavano la petite mafieuse. Prima pensi che sia uno scherzo, ridi anche tu. Poi capisci che è un modo per dirti che sei diversa». Come reagisce una ragazzina a quell’età? «A 14 anni non hai gli strumenti per difenderti, quindi trasformi tutto in lavoro. È stata dura, ma mi ha costruita» [a Irene Carmina, 2026 Rep] • «Ricevetti persino una lettera anonima, dove c’era scritto: liberiamoci della mafiosa siciliana» [a Costantini, cit.] • «Nei miei primi anni parigini alle nove a letto. Aspettavo la telefonata di mia mamma in una cabina. Se sforava di un minuto, dovevo rientrare». «Soffrivo tanto la lontananza della mia famiglia, ma se piangevo, lo facevo di nascosto» [a Monica Coviello, 2024 Vanity] • «La mia maestra di Parigi mi bucava i glutei con l’ago perché inarcavo troppo la schiena, ce l’ho molto elastica. I grandi maestri entravano in classe col bastone: non per darcelo in testa, era il senso dell’autorità. Comunque intimorivano. Era un’altra epoca» [a Cappelli, cit.] • «L’incontro più importante è sicuramente stato quello con Pina Bausch, coreografa e ballerina tedesca. A diciotto anni mi ha affidato il ruolo di Elettra: un’esperienza indimenticabile. Con lei ho ballato in Orfeo e Euridice. Lei ha scombussolato tutto: aveva la capacità di tirare fuori la personalità» [a Coviello, cit.]. «Ero già a Parigi. Pina fece della audizioni senza tener conto del grado. Io ero una delle tante. Ma volle me per la sua Sacre du Printemps. Lavorare con lei era come stare in perenne seduta psicanalitica. Mia madre restava turbata quando mi vedeva ballare quel brano. Non mi riconosceva» [a Antonucci, cit.] • Su Carla Fracci: «Mi ha dato uno slancio in più come Roland Petit. Siamo state insieme in tour per un anno e mezzo ero piccola e lei mi indirizzò verso Parigi. Mi disse che era praticamente impossibile. Ci riuscii» [nel docufilm] • Nel 2001, a 23 anni, quando la nominano première danseuse, si compra casa a Montmartre. A 28 anni è una dei dieci non francesi sui 150 ballerini del corpo di danza del Balletto dell’Opéra di Parigi. «Qui viviamo rinchiusi in uno studio, ballando tutto il santo giorno, isolati dalla vita reale del mondo esterno» […] Perché non va alla Scala di Milano? Perché a dieci anni c’era già stata. E non le è piaciuto. «Penso che manchi di organizzazione e di fondi. Ci si allena di meno, alla Scala. E so benissimo cosa mi sarei persa, se avessi preferito Milano a Parigi. Qui abbiamo i migliori coreografi e le migliori strutture, oltre a un pubblico folto e fedele come in nessun’altra città europea» [a Cafe Babel 2009] («tutta colpa di alcune suore cattive se Eleonora Abbagnato non è diventata étoile della Scala. Era finita a Milano, in un pensionato di suore, per seguire i corsi della Scuola di ballo del teatro alla Scala. Era piccolina, dieci anni, e la sua mamma si era premurata di pagare le suore perché la mandassero a scuola accompagnata e invece, quelle furbastre, le avevano comprato solo il biglietto del tram» [Grasso, cit.]) • «Quando invita gli amici a cena nella sua casa di Montmartre prepara pasta con il “broccolo arriminato” (rimescolato). Nel tempo libero legge, “sempre e solo Amélie Nothomb”. Appena può, corre a mangiare da Angelo, ristorantino in rue Saint Honoré: “La migliore cucina italiana di Parigi”. Se non fosse diventata ballerina avrebbe fatto la casalinga: “Pulire, seguire i bambini e preparare la cena”» [Sergio Trombetta, 2009 Sta] • «“Mi sono presa un weekend di relax e divertimento culminata con il mio compleanno”, racconta Eleonora Abbagnato, che ha festeggiato i suoi 31 anni al Billionaire Beach con tanti amici. “Il regalo più bello? L’arrivo di mamma e papà”. Presenti: Renzo Rosso, patron della Diesel e suo padrino, Simona Ventura, Camilla Crociani, Flavio Briatore, Marta Marzotto, il ballerino Samuel Peron, Raffaella Zardo, Elisabetta Gregoraci, Chiara Geronzi, Fabrizio Lombardo, Dean e Dan, stilisti di Dsquared2, Fawaz Gruosi, presidente di De Crisogono, Tommaso Buti, Giuseppe e Ferruccio De Lorenzo. Grande assente il fidanzato Rolando Bianchi» [Chi 2009] • Nel 2013 diventa étoile dell’Opéra di Parigi: è la prima donna italiana – dopo Carlotta Zambelli a fine Ottocento – a ricoprire il ruolo, che detiene fino al 2021. «Sono stata nominata étoile che avevo appena partorito. [Ma] sono donna di poche parole. E molto schietta. L’ho pagata. Avevo un rapporto teso con la direttrice di Parigi proprio per la mia franchezza. Infatti ho aspettato 12 anni prima di diventare étoile» [a Tamburrino, cit.] • Dal 2015 dirige il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Nel 2016 Giulia Di Stasi, che le inviò lettere offensive perché la riteneva colpevole di assegnare a sua figlia solo ruoli marginali, è stata condannata a due anni per calunnia. Una delle lettere anonime, scritta al computer, iniziava così: «Padre nostro liberaci della Abbagnato» • Il 30 giugno 2020 é scaduto il suo contratto da étoile dell’Opéra di Parigi. Per lei si chiude un ciclo: andrà in pensione a 42 anni, limite della carriera a Parigi sia per le donne che per gli uomini. «Sì, è l’età giusta per salutare il pubblico parigino, anche se molti di noi sono così in forma che potrebbero andare avanti fino a 45 anni. In questi giorni, i ballerini dell’Opéra stanno scioperando contro la riforma nazionale delle pensioni: come potrebbero continuare a danzare fino a 65 anni?» [a Valeria Crippa, 2019 Cds].
Amori «Quando voglio un uomo…Zac! Me lo prendo» [a Cafe Babel 2009] • Prima dei trent’anni è stata fidanzata con un ballerino dell’Opéra per sei anni e mezzo. «Fra noi c’era stima reciproca, ma anche una sorta di competizione nascosta. Se lui otteneva un ruolo e io no, ci divideva una rivalità malsana. Una volta chiusa la relazione mi sono detta “mai più con un ballerino”. Non posso vivere con qualcuno 24 ore al giorno. Non so come facciano gli altri. È così triste!» [a Cafe Babel 2009] • Ha avuto relazioni con l’attore statunitense David Charvet, con i calciatori Rolando Bianchi, Marco Borriello e Fabio Galante, con Lapo Elkann, con Matteo Marzotto • Nel 2010 incontra Federico Balzaretti, 44 anni, palermitano come lei, all’epoca calciatore del Palermo (poi giocherà nella Roma, ora lavora come dirigente sportivo). Come vi siete conosciuti? «Grazie a Nino, il nostro parrucchiere di Palermo. A me diceva che aveva il tipo giusto da presentarmi, a Federico che gli serviva una brava ragazza come me. Una sera abbiamo fatto una cosa all’antica: sono venuti tutti e due a cena». Colpo di fulmine? «Mi è piaciuta la sua sincerità, ma dopo tante delusioni ci sono andata cauta. E poi i biondi non mi piacevano. Ci siamo scambiati i numeri. Poco tempo dopo è morta mia nonna, e Federico mi ha mandato un messaggio stupendo. Ho capito che avevamo la stessa idea di famiglia. E l’ho messo alla prova» [a Giovanni Audifreddi, Vanity] • Il 13 giugno 2011 Abbagnato e Balzaretti si sposano nella Cappella Palatina del palazzo dei Normanni di Palermo. «“Guardavo Federico e non riuscivo a smettere di piangere. […] Era bello come il sole. Lo guardavo e mi sembrava su un altro pianeta. Era posato, calmo e mi diceva: ‘Amore, non piangere, amore: basta piangere. Eleonora, stai tranquilla!’. E io? Piangevo ancora di più. Un po’ per l’emozione e un po’ […] a causa delle scarpe strette […], mi facevano un male assurdo”. Vestito della sposa di Dolce e Gabbana: classico bustier per il corpetto e la gonna, lunga e multistrati, di tulle e pizzo. Velo in tulle e dettagli di pizzo. Testimoni dello sposo: Giorgio Chiellini, suo compagno di squadra alla Juventus e Mattia Cassani, con lui al Palermo. Per la sposa, Benjamin Pech, suo partner all’Opèra di Parigi, e il fratello Giuseppe. Menu di nozze curato dagli chef palermitani Filippo La Mantia e Natale Giunta: anellini palermitani alla Norma, sedanini con la bottarga, tamburello di tonno, doppio filetto di maialino. Per finire, piccola pasticceria tipica, con cassate e cannoli preparati al momento. Le torte erano tre. La principale, 20 chilogrammi, era in Pan di Spagna agli agrumi di Sicilia con crema di pistacchio di Bronte e fragoline di Ribera. Sui tre piani, ricoperti di cioccolato bianco, le parole amore, fede, verità, rispetto, fedeltà e sincerità. Al party di nozze, Mattia Cassani (giocatore del Palermo) ha rubato le scarpe al prete e le ha indossate per ballare al ritmo di Lady Gaga» [Gabriele Parpiglia, 2011 Chi] • «Lo risposerei altre cento volte. Mi dà equilibrio, fa tutto bene. Mi fa venire voglia di tornare a casa il più presto possibile. Di stare insieme, di viaggiare insieme. Se l’amore esiste è per sempre. Abbiamo fatto sacrifici, abbiamo tanto lavoro tutti e due ma le rinunce non pesano quando si è insieme» [a Michela Tamburrino, 2019 Sta] • Il 13 giugno di quest’anno, a 15 anni dal matrimonio, ha rinnovato le promesse con il marito con una cerimonia in chiesa seguita da una festa nell’orto botanico di Palermo • È gelosa? «Focosa sì, gelosa anche. Però con gli anni un po’ meno» [a Carmina, cit.] • «A Milano, tempo fa, mi capitò di incontrare la Leotta che, lavorando a Dazn con Federico, mostrava di avere con lui una confidenza eccessiva. Scattai subito e mi presentai in modo formalissimo: “Piacere sono sua moglie”. Diletta ha quelle curve che io non ho ma furono i meme che giravano sul web, raffiguranti lei e mio marito in love, a farmi diventare matta. Rispetto mio marito, non so usare il modello di cellulare che lui ha, né ho mai pensato di trafugare la password, per spiare le sue conversazioni. Mi fido, mi ama come quando ci siamo conosciuti, ma stiamo insieme cosi bene anche perché io sono attentissima a ogni cosa che possa alterare la nostra intesa» [a Monica Setta in Storie di donne al bivio weekend] • Ha due figli biologici – Julia, nata a Palermo il 24 gennaio 2012 (che ha avuto per padrino Renzo Rosso, patron della Diesel) e Gabriel, nato a Roma il 3 gennaio 2015 – e fa da madre alle due figlie più grandi che il marito ha avuto da un precedente legame e che sono sempre vissute con il padre: «Di Lucrezia e Ginevra non sono la mamma naturale, ma le ho cresciute io. È una storia particolare, Federico ha avuto l’affidamento esclusivo. La loro mamma biologica aveva altro da fare. Io le amo come se fossero figlie mie. .La piccola mi chiama mamma, la grande mi chiama Ele. Aveva un anno e mezzo quando l’ho vista la prima volta. È legatissima a Federico, che è un padre fantastico. Ed è stato sincero fin dal primo giorno. La prima cosa che mi ha detto, il giorno che ci siamo conosciuti è che la sua priorità erano le figlie. Io ero guardinga, era diventato padre così giovane, a 21 anni... Ho saputo dopo che per le figlie aveva rinunciato a trasferirsi al Milan e al Napoli. Federico lo risposerei ogni mese» [Cds] • Che tipo di mamma è? «Sono esigente, come ritengo sia giusto essere. Bisogna impegnarsi e studiare, curare l’igiene della propria vita. I giovani hanno bisogno di istruzioni e di sapersi occupati: lo devono fare per il loro futuro. E io sto educando i miei figli seguendo questi principi». Anche i suoi genitori avranno fatto sacrifici, accettando di “lasciarla andare” lontano così presto. «Sicuramente il sacrificio è stato anche loro. Lo sto sperimentando anche io, adesso, con mia figlia Julia, che è entrata nel mondo della danza. È molto complicato, ma i genitori devono lasciare volare i propri figli. Ai miei, che hanno saputo accompagnarmi lasciandomi andare, io devo tutto» [a Coviello, cit.] • «Sono tornata in Italia per stare vicina a mia figlia Julia e se lei volesse partire all’estero, le direi di no. So quanto è difficile stare da sole. Se il talento ce l’ha, può farlo crescere anche qui» [a Verissimo].
Corpo «Siciliana stirpe normanna, bionda, bella» [Tamburrino, cit.] • «Un metro e settanta per 52 chili. […] “Sono sempre stata molto magra e proporzionata. Non ero apertissima, quindi ho dovuto lavorare molto su questo, in compenso ero elastica” […]. Quante ore dedica all’allenamento? “Circa sei. C’è la lezione di un’ora e mezza del mattino, poi due ore e mezza di prove, quindi altre due”» [a Franini, 2017 cit.] • La magrezza. «Una ballerina sa che le è richiesta. Fa parte del mestiere» [2024 Cds] • «Devi rimodellare il corpo in direzione opposta rispetto a quella che ti ha dato Dio. Noi siamo nati con le anche in parallelo? La ballerina deve averle aperte. Ti spacchi le ossa per riuscirci. Ha idea di cosa si fa per avere il collo del piede della ballerina? Io chiedevo a mia mamma di sedersi sulle mie punte. Oppure li mettevo sotto il calorifero» [a Federica Furino, 2010 Gioia] • A chi guarda la danza suggerisce gioia e leggerezza; in realtà è fatica e dolore quotidiano: fanno male i piedi, i muscoli… «Anche per questo ho deciso di ballare un po’ meno: dopo i 30 anni non è facile. Ma il dolore è ancora peggio quando smetti. L’allenamento è nel corpo ormai, non credo che sarei capace di fermarmi all’improvviso: il riscaldamento quotidiano è come una pillola mattutina. Anche incinta ho sempre continuato; sono andata in scena fino a 4 mesi e mezzo di gravidanza e due dopo il parto già ricominciavo. Con Giulia mi ero presa qualche mese in più, era il primo cesareo e non sapevo come avrei reagito. Ma stavolta ci tenevo tanto a Manon… I medici mi hanno seguito molto bene. Però sì, credo sia un record». Quando parla di dolore nel lasciare la danza si riferisce anche a quello psicologico? «No, fisico: artrosi, infiammazioni. L’idea di smettere non è così drammatica» [a Anna Maria Speroni, 2015 iOdonna] • Che rapporto ha con le sue gambe? «Essendo ballerina, sono la cosa più importante, ma le considero anche strumento di seduzione. Fortunatamente possiedo una muscolatura forte e non devo sottoporle a troppi allenamenti che talvolta le ingrossano». Le ha assicurate? «Sì, ancora per 10 anni, come il contratto con l’Opéra». Come le mantiene belle? «Bevo molta acqua, faccio un massaggio una volta la settimana con olii essenziali e poi tanto stretching per allungare i muscoli». Usa creme? «Sì, sono molto importanti per avere una pelle morbida e ben idratata». Che cosa fa la sera per dare sollievo alle gambe? «Dormo e lavoro: oltre allo stretching, faccio pilates». Cellulite, capillari colpiscono anche le ballerine? «È molto raro tra le ballerine e neppure io ne soffro». Gambe vellutate, le ballerine fanno tutte la depilazione definitiva con il laser? «Sulle bionde non funziona. Io faccio la ceretta orientale al miele». Gambe belle: il segreto? «La caviglia sottile, che è un dono di natura, dà slancio alla gamba e la valorizza molto. Trovo che anche la muscolatura contribuisca molto a rendere seducenti le gambe». Il complimento più bello? «Abitualmente non indosso abiti, ma quando mi capita di farlo per una serata speciale, mi fanno sempre molti complimenti per le mie gambe toniche e per la mia pelle che dicono straordinariamente vellutata» [a M.T.V., 2010 Cds].
Altro «Sono una siciliana vera, più araba che italiana» [a Irene Maria Scalise, 2009 Rep] • Sostiene che gli uomini nella danza siano molto meno competitivi delle donne • «Non mi sono mai ubriacata» […] È superstiziosa? «Se vedo un gatto nero cambio strada. Prima di andare in scena devo fare sempre le stesse cose: arrivare in camerino a una certa ora, essere già truccata a una certa ora. La stessa cipria di sempre, la solita vitamina da trent’anni. Ogni cosa è precisa. Sembrano sciocchezze, ma mi tengono in asse. E poi il riposino». Dorme prima di uno spettacolo? «Sì, venti o trenta minuti. Devo spegnere il cervello, anche quando sono agitata. Poi mi sveglio e riparto» [a Carmina, cit.] • Nel 2009 Rizzoli ha pubblicato la sua autobiografia Un angelo sulle punte • Ha fatto la coach di danza in un programma di Maria De Filippi. «Un giorno una ragazza entusiasta la ferma per strada: “Ma tu sei la ballerina di Amici!”. “Avrei voluto morire sospira Eleonora Abbagnato – Trent’anni sulle punte e mi riconoscono perché ho fatto la giurata per Maria De Filippi?”» [Paolo Scotti, Giornale] • Nel 2007 ha recitato nel film comico Il 7 e l’8 con Ficarra e Picone, siciliani come lei • Nel 2009 ha condotto Sanremo con Paolo Bonolis. «Mi terrorizzava: saprai scendere le scale? Caro: le ho già scese in Cenerentola e Romeo e Giulietta, gli risposi» [a Scotti, cit.]. Venne pagata 15 mila euro • È apparsa nei video clip di Vasco Rossi per Ad ogni costo e in uno di Renato Zero • Ha un fratellastro, Luca, che vive in Brasile e che la madre ha avuto da un’altra relazione • A lei piace Berlusconi? «Sì, sì. L’ho sempre votato. Anche se di politica ne so poco, lo difendo e difendo l’Italia» [a Furino, 2010 cit.]. Nel 2023 è stata eletta presidente del Consiglio Superiore dello Spettacolo. Per caso ha qualche velleità politica? «Assolutamente no. Noi artisti non possiamo. Non seguo le battaglie politiche. Ho accettato con entusiasmo perché vedo una volontà concreta di aiutare i giovani e difendere la danza. Questo governo ha intenzione di riaprire i corsi di Ballo frettolosamente chiusi in passato. Spero che i miei conterranei possano studiare a casa loro, senza dolorosi distacchi dalla famiglia» […] Hobby? «Il cinema e le serie tv. Sono abbonata a tutto. Adoriamo Emily in Paris e Le ragazze del centralino. Mi piace il grande cinema, mi piacerebbe lavorare con Ozpetek, uno dei miei registi preferiti» [a Tamburrino, cit.] • Colleziona angeli da quando aveva 17 anni. «Avevo diciassette anni e vidi su un libro la riproduzione di un putto di Michelangelo. Fu una specie di colpo di fulmine. Un incantesimo. Scelsi di averli sempre vicini […]. Nella camera da letto della mia prima casa parigina ce n’era uno dipinto sul muro. Mi contemplava durante il sonno. M’ispirava» [a Bentivoglio, 2014 cit.].