30 giugno 2026
Tags : Pamela Anderson
Biografia di Pamela Anderson
Pamela Anderson, nata a Ladysmith (Columbia Britannica, Canada) il 1° luglio 1967 (59 anni). Attrice (37 produzioni per il cinema, 90 per la televisione, 2 per il teatro); scrittrice (8 libri); modella; attivista.
Titoli di testa «Sono state le mie tette ad avere una carriera, io facevo solo parte del pacchetto» [Pamela Anderson, Pamela Anderson, A Love Story].
Vita Il nonno paterno, Juho Hyytiäinen, era nato in Finlandia. Raggiunto il Canada nel 1908, cambiò il proprio cognome in Anderson. Boscaiolo di mestiere, poeta e appassionato narratore di fiabe per diletto, per Pamela bambina «era la persona più vicina della mia vita» [Clare McInerney, Vogue Scandinavia] • La famiglia materna, anch’essa immigrata in Canada (nel 1901) ha origini russo-tedesche [Victoria Time Colonist] • Suo padre, Barry, lavora come tecnico per le caldaie. Carol, la madre, si barcamena spesso con più mestieri contemporaneamente, ma principalmente lavora come cameriera. Ha un fratello minore più piccolo di lei di quattro anni, di nome Gerry [Erik Hedegaard, Us Weekly] • Già alla nascita riceve le attenzioni dei media canadesi: viene al mondo nel giorno del centesimo anniversario della fondazione dello stato: è una Centennial baby [Alex Johnson, Cbc News] • Nata nel paesino di Ladysmith, nell’infanzia si trasferisce nell’altrettanto piccolo paese di Coxton. Purtroppo a casa la situazione familiare non è facile: i suoi genitori litigano spesso furiosamente e il padre ha problemi di alcolismo, che lo portano a picchiare sia la moglie che la figlia. Sfortunatamente dopo ogni litigio i due tornano insieme: «Per quanto fossero volubili, erano sempre molto romantici. Mio fratello e io ci sentivamo sempre in mezzo alla loro relazione, perché erano talmente passionali». Entrambi i genitori sono ancora in vita [Roman Farrow, Interview] • Come se non bastasse, crescendo Anderson subisce più volte delle violenze sessuali: tra i 6 e i 10 anni viene molestata dalla sua babysitter, a 12 viene stuprata da un uomo di 25, e al primo anno delle superiori viene violentata in gruppo dal fidanzato e da sei suoi amici: «Mia mamma piangeva sempre. Non potevo spezzarle il cuore più di quanto si stava già spezzando. Mi sono tenuta questi avvenimenti per me (…) non ero sicura del perché fossi viva» [F. Brinley Bruton, nbcnews.com] • Nonostante questi traumi, e il suo essere «un maschiaccio» e «una ribelle» riesce a diplomarsi senza troppi problemi nel 1985 [Anderson, Love, Pamela] • «Alle superiori era una promettente pallavolista e altrettanto promettente scrittrice creativa. Ma, in realtà, non aveva ambizioni. Secondo l’annuario scolastico, la sua unica aspirazione era quella di “fare la scansafatiche sulle spiagge della California”. (…) “Non volevo fare nulla”». Nonostante questi propositi, nel 1988 si trasferisce a Vancouver, dove trova lavoro come istruttrice di fitness [Hedegaard, cit.] • Nell’agosto dell’anno successivo, mentre lavora come cameriera e in un centro estetico, arriva l’evento iniziale che sarà il detonatore per la svolta della sua vita. «Ero a una partita di football dei B.C. Lions, con addosso una maglietta della birra Labatt, perché così entravi allo stadio gratis. Il cameraman ha “zoomato” su di me e sono apparsa sul jumbotron. Mi hanno urlato “alzati”, io l’ho fatto, e siamo andati avanti così tutta la sera. E il giorno dopo hanno trasmesso le mie immagini su Monday Night Football». Cogliendo al volo l’opportunità, i dirigenti della Labatt l’assumono come ragazza immagine. Diventa la Blue Zone girl [A Graham Norton, The Graham Norton Show] • La sua improvvisa notorietà la porta all’attenzione della rivista Playboy, che la convoca subito a Los Angeles per un servizio fotografico. «Era la prima volta che prendevo un aereo». Siccome da Playboy si sono scordati di mandarle il visto lavorativo, finisce per andarci in pullman [Tonya Mosley, thepublicsradio.org] • «Ero una ragazza dolorosamente timida e odiavo questo aspetto di me stessa. Lo odiavo. Era debilitante. Era paralizzante. E dovevo fare qualcosa per liberarmene. Ed è per questo che ho detto sì a Playboy. Era solo una copertina. Non era nudità o altro. Solo dopo, una volta arrivata a Los Angeles e fatta la copertina, mi convinsero a diventare una Playmate. Ricordo di aver chiamato mia madre e lei mi disse: “Fallo. Io lo farei”» [Ibid.] • «Ero così timida che mi era venuta la nausea. Per scattare la foto della copertina ci è voluto tutto il primo rullino perché ero in lacrime e pensavo: “Oh mio Dio, questa donna mi ha toccato una tetta, non fa per me”. Poi, dopo un po’ di scatti, mi sono sentita così a mio agio che hanno dovuto interrompere prima che uscissi dallo studio nuda». Quanto ci è voluto? «Una settimana!» [Simon Hattenstone, The Guardian] • Appare subito sulla copertina del numero di ottobre [James Franco, Playboy] • Hugh Hefner, il fondatore della rivista, rimane folgorato da lei. Dichiarerà: «In paradiso spero proprio di sedermi tra Marilyn Monroe e Pamela Anderson: le mie ex conigliette preferite» [Alessandra Farkas, Cds] • «Hef è stato il primo gentiluomo che abbia mai incontrato. La prima persona a parlarmi così: “Tesoro, tesoro”. (…) Era misterioso e istrionico. Non ero mai stata nemmeno lontanamente in un posto dove si indossasse una cravatta». E per di più le dà uno stipendio adeguato: quando viene selezionata come Playmate of the month nel febbraio del 1990 e appare in copertina riceve 15.000 dollari [Charlotte Edwardes, The Guardian] • «Playboy mi ha dato potere. Mi ha davvero salvato la vita. Per me è stata la svolta» [Michelle Falls., Us Weekly] • «Era tutto così glamour, così cavalleresco, c’erano talmente tante persone che erano così intelligenti, e poi l’attivismo, e l’arte. Mi manca un po’tutta quella gente e noi, quelle ragazzine che ridacchiavamo e correvamo per la villa mezze nude, cercando di attirare l’attenzione di tutti» [Alex Ungerman, etonline.com] • Anderson stabilirà il record per più apparizioni sulla rivista: 15 (di cui 14 in copertina). L’ultima sarà nel gennaio del 2016, quando viene scelta per la copertina dell’ultimo numero con delle foto di nudo. «L’avvocato di Hef mi ha chiamata e mi ha detto: “Non vogliamo nessun’altra. Non c’è nessun’altra”». [Ungerman, cit.] • Nel 1990 si trasferisce negli Stati Uniti per proseguire la sua carriera di modella. Poco dopo arriva la decisione per il suo primo intervento di mastoplastica additiva (in totale finirà sotto i ferri del chirurgo altre tre volte: un’ulteriore aumento, poi la rimozione delle protesi nel 1999, e poi, nel 2004, un nuovo aumento). «Ricordo che ero nella palestra della villa, con Kimberley Hefner; stavamo guardando delle foto delle modelle e io dissi: “Mio Dio! Guarda che corpi... sono fantastici”. Lei mi rispose: “Beh, sai, hanno il seno rifatto” e io: “Cosa?!”. Non riuscivo a crederci. Dissi: “Segnatevi anche il mio nome, perché non è giusto. Non stiamo giocando ad armi pari”, e nel giro di due settimane l’ho fatto”» [Hattenstone, cit.] • Grazie alle sue copertine su Playboy diventa all’improvviso celebre e desideratissima: produttori, imprenditori, Fidel Castro, Sylvester Stallone la riempiono di regali per poterla incontrare. «“Ero ingenua”. La sua capacità di svicolare da certe situazioni dipese più da una cieca fortuna anziché dal savoir faire» [Edwardes, cit.] • Mentre continua la sua carriera da modella (stringe in particolare una forte e duratura amicizia con Vivianne Westwood), nel 1991 si trasferisce dalla California a Los Angeles, e decide di mettersi alla prova con la recitazione. Comincia a fare audizioni per delle particine televisive» [McInerney, cit.] • Arriva così il primo ruolo: un’attrice ha rinunciato a una parte minuscola nella serie comica Quell’uragano di papà, che le viene affidato. [Jeff Sheldon, yesteryearretro.com] • Ma il vero successo, che renderà Anderson un’icona famosa in tutto il mondo, arriva nel 1992. I produttori della serie televisiva Baywatch, in onda dal 1989, decidono che il programma ha bisogno di rilanciarsi. Si opta quindi per dei cambiamenti nel cast; alle audizioni si presenta anche l’avvenente attore David Charvet, accompagnato dalla fidanzata: Pamela Anderson. «Era così carino. Ci rimase male perché avevano dato una parte a entrambi. Non è stata una cosa pianificata. Non dovevo essere lì. Non sapevano nemmeno cosa farsene di me. Così mi hanno infilata in costume da bagno e mi hanno chiesto della mia vita e, sul serio, C.J. Parker ero praticamente io: una vita alla hippy bohémien, una ragazza che ama gli animali e vuole stare in spiaggia. Era chi ero io» [Vassi Chamberlain, Net-A-Porter] • Rimane nella serie per i successivi 5 anni. Baywatch ha un successo incredibile: nel 1996 è la serie televisiva più seguita al mondo, con più di un miliardo di telespettatori in 142 paesi. Già celebre, Anderson diventa un’icona, la sex symbol degli anni ’90 per eccellenza [guinnessworldrecords.com] • «Nel cuore sono sempre la ragazza di Baywatch: il rock ‘n roll che era la mia vita si fece ora più pesante, ora più leggero, ma non cambierei quei momenti per nulla al mondo» [Anderson, cit.] • «Non mi piace essere una sex symbol. (…) Penso che tutti aspiriamo a essere sexy nelle nostre relazioni, ma sexy per il mondo, non lo so. Mi ha portato tanta attenzione che non mi piaceva, ma odio dirlo perché non me ne sto lamentando, però sento che si prende una china scivolosa quando ti presenti al mondo in questo modo e ricevi indietro quell’attenzione» [How To Fail With Elizabeth Day] • Sono anni molto movimentati: Anderson è sempre inseguita dai paparazzi, che non perdono occasione per scrivere (o inventare) articoli su di lei, che a sua volta non si aiuta, coltivando un’immagine da party girl ben precisa: Guardando al passato, fino a che punto pensi che questa tua immagine cartoonesca (…) sia stata un atto di auto-creazione da parte tua? E fino a che punto pensi che ti sia stata imposta senza alcuna autonomia? «La colpa è mia» -ride- «Ho creato un personaggio, e lui ha nutrito il mostro. Quindi non mi sento una vittima. Mi sento fortunata. Stavo ricevendo attenzione. La gente mi amava. Avevo delle rock star che mi inseguivano. Ho pensato: “Wow, ho davvero centrato qualcosa e ottenuto più di quanto avessi chiesto”» [Furvah Shah, Elle] • Sfortunatamente i progetti che affianca a Baywatch per non restare incastrata nel ruolo di bagnina sexy hanno scarso (Raw Justice, 1994) o nessun successo (Barb Wire, 1996. Un fiasco clamoroso che le fa vincere un Razzie Award come «Peggiore nuova star» e che diventa famoso come uno dei film più brutti di sempre) [rottentomatoes.com] • La mazzata finale arriva nel 1997, quando un video intimo che Anderson aveva girato con il marito Tommy Lee viene diffuso via internet in siti pornografici. La cassetta contenente il filmato era stata rubata alla coppia nel dicembre del 1995 da un carpentiere che lavorava alla ristrutturazione della loro casa, infuriatosi per essere stato licenziato. Nonostante Anderson e Lee facciano causa a riviste e siti internet, il video fa subito il giro della Rete. Retrospettivamente verrà notato come la vicenda sia stata un prototipo del futuro concetto di «viralità» [Andrea Minuz, Foglio] • «Il momento peggiore della mia vita. Non mi sono mai del tutto ripresa». Nello stesso anno lascia Baywatch, decidendo di concentrarsi sul crescere i suoi figli, sentendosi indignata per la disparità di trattamento economico rispetto ad altri membri della serie e per delle audizioni segrete tramite le quali si tentava di trovare un’attrice per sostituirla [A Howard Stern, The Howard Stern Show] • Negli anni successivi, a parte un paio di serie non molto conosciute (V.I.P. e Stacked) e il film Borat, in cui interpreta l’immagine stereotipata di sé stessa, non recita con continuità; proseguono invece le collaborazioni con le riviste patinate. Nel 2006 le viene dedicata una stella nella Canada Walk of Star di Toronto [unitedpressinternational.com] • Negli anni ’10 comincia a partecipare a numerosi reality show in giro per il mondo, tra cui Dancing with Stars negli Stati Uniti e in Francia, il Grande Fratello in Australia e in Germania. «Avevo dei conti da pagare. Sai, è così che li pagavo: partecipando a dei reality show. Mi ero ritrovata in una situazione difficile con la costruzione di casa mia e mi sentivo un po’ sopraffatta» (…) Perché c’è stato un periodo in cui hai avuto problemi con il fisco… «Tutto è iniziato con la casa e i lavori di costruzione. Sai come vanno certe cose: la situazione può sfuggirti di mano; poi non ho pagato le tasse in tempo e ho dovuto saldarle a rate... insomma, è spiacevole che tutto questo sia finito sui giornali. Ma la mia posizione ora è completamente in regola (…) Ho dovuto farmi un mazzo tanto» [Howard Stern, cit.] • A partire dal 2022, però, ha avuto un potente rimbalzo di carriera, cominciato con il debutto a Brodway in Chicago, e proseguito in Pamela’s Garden of Eden, un programma incentrato sul suo ritorno alla casa d’infanzia, in Canada. La serie si rivela popolare, tanto da essere rinnovata per una seconda stagione [today.com] • Il vero trampolino per rilanciarsi arriva però l’anno successivo, quando escono sia il documentario Pamela, A Love story, distribuito da Netflix, che la sua autobiografia, Love, Pam. Entrambe (ma soprattutto la scrittura del libro) si rivelano come delle esperienze catartiche e liberatorie, in cui Anderson narra le vicende della sua vita (e ne scrive con il suo stile, che finisce invariabilmente per sconfinare nella poesia; gli editor si devono impegnare per costringerla alla prosa) [Roman Farrow, Interview] • C’è una spettatrice in particolare che rimane molto colpita da Pamela, a Love Story: è Sofia Coppola, che cerca una protagonista per il suo nuovo film, The Last Showgirl • Come ha scelto Pamela Anderson? «Quando ho letto la sceneggiatura ho pensato subito a Shelly come un tipo alla Marilyn Monroe, ma non trovavo un’attrice che corrispondesse a quell’ideale, cercavo qualcuno che avesse abbandonato la sua immagine di donna sexy alle spalle, per abbracciare una fase diversa della sua vita. Poi ho scoperto il documentario Pamela, a love story e ho notato delle similitudini, ho visto come Pamela si sia sbarazzata della maschera che aveva sempre indossato per poter vivere una vita più semplice e a contatto con la natura. Una mossa che trovo audace e coraggiosa, perché molte donne dopo una certa età temono di essere giudicate negativamente se decidono di invecchiare in modo naturale. Non è facile trovare un’attrice disposta a esporre la propria intelligenza e cultura, invece che la perfezione fisica» [Roberto Croci, il venerdì] • Anderson ottiene la parte quasi per miracolo: Coppola aveva inviato la proposta al suo agente, che però la respinge in neanche 20 minuti. Fortunatamente la regista intuisce che Anderson non possa aver avuto il tempo di leggere il copione; così contatta uno dei suoi figli, e ripresenta l’offerta. Che viene accettata al volo [Shah, cit.] • «Nessuno mi ha mai offerto un ruolo così. E quando Gia Coppola mi ha proposto The Last Showgirl le ho detto: “sei sicura che vuoi proprio me?”» (…) «Gran parte della mia carriera si è basata sull’aspetto fisico, per cui ho cercato di fare un esperimento con me stessa e pensare a chi sono davvero, invece di lasciarmi definire dagli altri, come è accaduto molto a lungo» [Marco Consoli, Marie Claire] • «È il ruolo che ho aspettato per tutta la carriera». Nello sconcerto generale, Anderson recita in maniera superlativa: «è una rivelazione». Per la sua performance, l’attrice riceve una nomination ai Golden Globe del 2024 [Pete Hammond, Deadline] • I suoi progetti futuri comprendono l’uscita al cinema di tre film in cui ha recitato tra il 2025 e il 2026, e la partecipazione una produzione teatrale che debutterà West End di Londra nel 2027. «Mi sento come se avessi appena raschiato la superficie (...) Come se fosse solo l’inizio» [Shah, cit.].
Curiosità Negli anni si è battuta con grande forza come attivista per un vasto numero di cause; in particolare: a favore dell’ambientalismo e dell’animalismo (è vegana), contro la pornografia, e in difesa di Julian Assange, presentatole da Vivianne Westwood [Farrow, cit.].
Amori Ha avuto una vita sentimentale molto complicata: il suo primo fidanzato cercò di buttarla giù da un’auto in corsa. [Ibid.] • Stephen Dorff: «Pam era la mia vicina a Malibu e siamo stati insieme quattro mesi. Una tipa pericolosa. Parecchio strana. Stare con lei era un po’ come vivere in un circo ventiquattrore su ventiquattro». [Raffaele Panizza, Panorama] • Il 19 febbraio del 1995 sposa Tommy Lee, batterista della band Mötley Crüe, in una spiaggia di Cancùn, Messico. Si erano conosciuti solo 4 giorni prima, a una festa. Lui, smaltita la sbornia, la chiama decine di volte, fino a quando non lei non gli risponde. Prima del matrimonio altra festa con ecstasy e champagne. Abbigliamento della cerimonia nuziale: un bikini bianco per lei, bermuda per lui. «Non riesco a credere a metà delle cose che ho fatto nella mia vita. Mi viene da ridere, perché non è che ci abbia mai speso molte riflessioni. Era un bikini, era bianco, ero in spiaggia. E mi sono detta: “Sposiamoci”» [Taylore Scarabelli, Interview] • Il matrimonio è abbastanza infelice: Tommy è gelosissimo, e in diverse occasioni si presenta sul set di Baywatch dando in escandescenze per le scene che deve girare la moglie. Il matrimonio dura 3 anni, in cui nascono due figli (Brandon Thomas, nel 1996, e Dylan Jagger, nel 1997) e si susseguono liti e riappacificazioni. Lui le attacca l’epatite C quando si tatuano condividendo lo stesso ago, non sterilizzato. Finché, nel 1998, lei lo denuncia per maltrattamenti e aggressione, lui passa sei mesi in prigione, e divorziano [Farrow, cit.] • Anche il secondo matrimonio è con un musicista: il cantante Kid Rock. Si conoscono durante un concerto nel 2001 e si fidanzano l’anno successivo. Si dividono nel 2003, salvo poi ritrovarsi, sposandosi nell’agosto del 2006. L’unione dura 122 giorni. Divorziano per «differenze inconciliabili» [Isabel Jones, instyle.com] • Terzo matrimonio con il giocatore di poker e playboy Rick Salomon, che conosceva da lungo tempo. La prima volta in cui vanno a letto insieme è un puro do ut des: lui le promette che le cancellerà un debito di gioco. Si sposano a Las Vegas nell’ottobre del 2007 e si separano dopo due mesi. Anderson chiede che il matrimonio sia annullato per frode [Usa Today] • Cinque anni dopo i due riprendono a frequentarsi e si sposano alla fine del 2013. Divorziano dopo un anno • Tra il 2017 e il 2019 ha una relazione con il giocatore di calcio francese Adil Rami. Per stare assieme a lui si trasferisce a Marsiglia. Si lasciano tra le accuse, da parte di lei, di essere «un bugiardo» [Women’s Health] • Alla Vigilia di Natale del 2020 sposa la sua guardia del corpo, Dan Hayhurst. Il matrimonio dura un anno [Ibid.] • «Al momento sono sola nella vita, ma lo devo essere per poter fare il lavoro che sto facendo. Non potrei recitare in questi film se avessi una relazione, non con il tipo di uomini che ho frequentato. Per ora questo mi basta; non so cosa accadrà in futuro, ma sto davvero bene da sola, dato che in passato non ho mai avuto spazio per stare con me stessa» [Shah, cit.].
Titoli di coda «Si può trasformare tutta la merda della vita in fertilizzante e far crescere un nuovo giardino» [ibid.].