il Fatto Quotidiano, 29 giugno 2026
Un ex questore è indagato per una soffiata a Occhiuto
Giuseppe Cannizzaro, Commissario Straordinario di Governo per le persone scomparse, già Questore di Cosenza fino al dicembre 2025, è indagato per rivelazione di segreto per una conversazione con il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. La Guardia di Finanza nella primavera del 2025 intercettava Occhiuto nell’indagine per vari reati nei suoi confronti, tra i quali la presunta corruzione, di cui il nostro giornale si è occupato a più riprese. Così, quando il questore Cannizzaro va a parlare con il Presidente della Calabria nel suo ufficio a Catanzaro le microspie registrano tutto. Secondo i pm di Catanzaro quel giorno il Questore avrebbe detto cose che non doveva dire su un giornalista denunciato per i suoi articoli da Occhiuto: Gabriele Carchidi, direttore del sito internet Iacchité.
I due si conoscono bene e parlano di tante cose quel giorno, anche dell’indagine sul giornalista dei pm di Cosenza. Il Questore, per i pm, non aveva titolo per interessarsene e soprattutto per parlarne con Occhiuto. Di qui l’ipotesi accusatoria avanzata dai pm di Catanzaro: rivelazione di segreto. Cannizzaro ha ricevuto un invito a comparire a dicembre 2025 e – su suggerimento dei suoi legali – si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ovviamente la presunzione di non colpevolezza va garantita, soprattutto a un rappresentante dello Stato con una carriera di tutto rispetto.
Cannizzaro è nato a Messina 62 anni fa ed è cresciuto professionalmente nei posti più pericolosi della Calabria: la locride, Cittanova, Gioia Tauro e Reggio Calabria. Stimato dall’attuale capo della Polizia Vittorio Pisani e dal ministro dell’interno Matteo Piantedosi, il Questore è stato nominato Commissario del Governo proprio a dicembre. Il sostituto Stefania Caldarelli e l’aggiunto Giulia Pantano non hanno ancora deciso se archiviare o notificare l’avviso chiusura indagini in vista della richiesta di rinvio a giudizio.
Comunque vada, la storia sembra fatta apposta per riattizzare la contesa tra il giornalista Gabriele Carchidi e Occhiuto, non indagato, in quanto mero recettore delle notizie, non istigatore della rivelazione.
Iacchite.blog è una testata di Cosenza diretta da un giornalista atipico: Gabriele Carchidi, 61 anni. Scrive articoli durissimi contro i potenti locali ma, per i tanti denuncianti e talvolta anche per i giudici, più di una volta supera i limiti. Vanta infatti un numero elevato di querele ed è stato già condannato definitivamente più volte per diffamazione. Solo nei primi mesi del 2026, sul sito della Cassazione, risultano una mezza dozzina di sentenze contro di lui. A seguito delle denunce di Occhiuto per numerosi articoli, a suo dire diffamatori, con decreto del 18 febbraio 2026, il gip Letizia Benigno, su richiesta della Procura di Cosenza, ha disposto l’oscuramento del sito Iacchite.blog perché avrebbe superato più volte i limiti della “continenza”. Come riporta lo stesso sito Iacchité, oggetto delle lagnanze del politico sono “145 articoli pubblicati tra ottobre 2024 e fine ottobre 2025, di cui 87 tra agosto e ottobre”. Il gip stigmatizza il superamento del limite formale della continenza che passa dalla critica all’attacco personale con linguaggio volutamente aggressivo.
Accogliendo però il ricorso dell’avvocato di Carchidi, Nicola Mondelli, il Tribunale, presidente Marco Bilotta, ha ribaltato tutto disponendo il dissequestro del sito il 21 marzo 2026 anche con questa motivazione alata: “L’efficienza causale della penna (anzi, del dito sul pc) perde vigore tenuto conto del ridotto numero di articoli realmente diffamatori, è evidente al collegio che articoli del tenore di quelli richiamati non possano causare stati d’animo così intensi e pregiudizievoli nei confronti di un uomo pubblico, che si mette in gioco, che si espone e si deve esporre alle critiche della minoranza, peraltro ben consapevole dell’appoggio della maggioranza dei cittadini calabresi, che lo hanno eletto e lo hanno rieletto. I contenuti critici hanno sempre ad oggetto la veste pubblica di Roberto Occhiuto, la sua persona in quanto coinvolta in fatti di pubblico interesse”.