il Fatto Quotidiano, 29 giugno 2026
Starmer lancia la candidatura al dopo Rutte come capo Nato
Secondo il suo biografo e amico Tom Baldwin sull’Observer, il premier britannico dimissionario Keir Starmer starebbe puntando al posto di Segretario generale della Nato, vacante nel 2028. Una scelta che smentirebbe la promessa di tornare a fare il parlamentare, per proseguire con la linea atlantista di cui è un convinto sostenitore. I tempi coincidono con la conclusione del mandato di Mark Rutte e la rivelazione, probabilmente concordata con Baldwin per sondare le reazioni, arriva a pochi giorni dal vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio. Starmer ha assicurato che il piano decennale di investimenti per la Difesa britannica sarà pubblicato proprio prima del summit, nonostante le tensioni interne. L’ex ministro della Difesa John Healey si è dimesso proprio perché considerava il Dip inadeguato alle minacce attuali. Al suo posto è arrivato Dan Jarvis, che in pochi giorni ha ottenuto circa un miliardo di sterline in più e ha promesso di finalizzare e pubblicare il piano prima del vertice Nato. Starmer punterebbe così a lasciare un’eredità di riarmo e alleanze rafforzate che gli faccia da trampolino di lancio per il ruolo di leader Nato. La probabilità di ottenere l’incarico non è scontata, ma è realistica: dipenderà dal sostegno del successore (verosimilmente Andy Burnham) e dal consenso degli alleati. A suo favore giocano l’alta considerazione tra i leader Ue, emersa al G7, e il rapporto strettissimo con Volodymyr Zelensky: secondo il Guardian i due si sentono così spesso che capita loro di chiamarsi per errore. Londra ha confermato a Kiev 3 miliardi di sterline all’anno fino al 2030/31 e oltre, “finché è necessario”. Nel marzo 2026 Starmer e Zelensky hanno firmato un accordo che unisce l’esperienza bellica ucraina alla base industriale del Regno Unito per sviluppare e produrre droni, missili e tecnologie avanzate. Include la creazione di un centro IA a Kiev (500mila sterline), il programma Lyra per droni intercettori e un contratto da 1,6 miliardi di sterline per migliaia di missili air defence prodotti in Uk. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la difesa di Kiev e rendere l’Ucraina fornitore tecnologico di lungo termine per la sicurezza euro-atlantica.