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 2026  giugno 29 Lunedì calendario

Intervista a Carol Alt

«Negli Anni 80 la vita era molto più semplice. Sono così grata, ogni giorno, per il periodo favoloso che ho potuto vivere allora». Attrice, modella, nata a New York nel 1960, Carol Alt, premiata dell’ultimo Taormina Film Festival, ha conservato intatto negli occhi quel lampo di allegria che caratterizza chi ha vissuto una giovinezza folgorante, piena di sogni realizzati. Un po’ come un marchio di fabbrica, che, nonostante le ferite dell’età adulta, resta sempre lì, incancellabile. Anche ora, quando dichiara di aver amato profondamente due uomini, il pilota Ayrton Senna e l’ex-compagno, Alexei Yashin, di vivere da sola con due gatti, di dedicare molte energie al benessere degli animali, di non temere il tempo che passa: «Non importa quanti anni hai. Puoi apparire sexy e sentirti benissimo, e questo non deve essere un privilegio riservato solo ai giovani. Può essere un dono a qualsiasi età, anche per gli anziani, qualunque cosa si intenda oggi con questo termine».
In Italia è diventata attrice, grazie all’incontro con Carlo Vanzina. Che cosa ricorda di lui?
«Gli ho voluto talmente bene, era una persona incredibile, e dire che il nostro rapporto non è iniziato per niente nel migliore di modi. Anzi. La prima scena che ho girato con lui è stato un vero disastro».
Cosa successe?
«Eravamo sul set di Via Montenapoleone. Credo che tutti e due abbiamo pensato la stessa cosa nello stesso momento, e cioè “Mio Dio, ci tocca passare ancora due settimane insieme”. Io ero in difficoltà e anche Carlo, deve aver detto “questa è terribile, come facciamo a fare il film?”. Poi sa come è andata? Alla fine di quei quattordici giorni, Carlo mi ha chiesto di girare con lui I miei primi 40 anni. Insomma, ci siamo capiti così profondamente che non avevamo nemmeno bisogno di parlarci, io sapevo quello che voleva in un attimo, bastava che facesse un gesto, e per lui era lo stesso. Carlo mi ha dato una tale fiducia in me stessa».
Siete sempre rimasti in contatto?
«Si, 30 anni dopo quella prima esperienza, stavamo girando il film per la tv Piper, lui mi stava inquadrando con la macchina da presa e a un certo punto mi ha detto “Carol, è incredibile, la tua faccia non è cambiata nemmeno un po’”. Sono stata così felice, ho continuato a pensarci per tutto il giorno».
Non è facile andare avanti con gli anni. Qual è la sua ricetta?
«Su questo tema il mio modo di pensare è cambiato, e vorrei che fosse così per tutte le altre donne. Il tempo passa, ma per me non è un problema. Anzi, sa che cosa le dico? Non vorrei affatto avere vent’anni oggi, se li avessi sarei obbligata ad apparire favolosa su Instagram e a condividere tutto della mia esistenza…E poi si parla tanto di necessità di supportare i giovani che iniziano a fare cinema, ma sono convinta che tutte le generazioni abbiano bisogno di sostegno, che ogni attore, sceneggiatore, regista, debba essere sostenuto, a prescindere dall’età. Più è alta l’età e più la loro esperienza può diventare un insegnamento».
Ha vissuto i favolosi Anni ’80 in America, iniziando il suo percorso di modella. Com’erano quei tempi?
«New York era fantastica, incredibile, molto diversa da quella di oggi. L’altro giorno ho letto una notizia, diceva che tantissimi ragazzini di 12 anni guardano porno su Internet. I bambini hanno bisogno di essere bambini e di vivere felici. Bisogna limitare la diffusione di certe immagini, vediamo massacri ogni giorno, sappiamo che cosa sta succedendo, ma, ogni tanto, c’è bisogno di tirare il fiato, e questo vale anche per me».
Per le donne, nel mondo dello spettacolo, che cosa è cambiato rispetto a quel periodo?
«Qualcosa è cambiato, c’è molta più informazione, soprattutto per quello che riguarda gli abusi sessuali. Negli Anni 80 esisteva ancora il cosiddetto “casting couch”, il “divano del provino”, adesso finalmente tutto questo è superato, le persone che si comportavano in quei modi sono state individuate. C’è ancora, però, il problema delle differenze salariali. Una cosa importante, che ho capito in ritardo».
Cioè?
«Ho iniziato come modella e quindi ho sempre guadagnato molto di più degli uomini. Le top model possono far vendere tutto e per questo sono adeguatamente pagate. Ho compreso solo dopo quanto, in altri settori, le donne siano sottopagate e ancora vittime di pregiudizi, soprattutto se sono single e hanno figli da mantenere. Me ne sono resa conto quando ho iniziato a fare altre attività, scrivere libri, creare linee di bellezza, realizzare show, esiste ancora una grande disparità tra uomini e donne. Il soffitto di cristallo è ancora da abbattere, c’è bisogno di molto impegno per raggiungere i nostri obiettivi, ma ci riusciremo».
Le è mai capitato di trovarsi in una situazione spiacevole, di dover mettere a posto qualcuno che non si comportava in modo corretto?
«Sì, ma io sono terribile. C’è stato un momento, mentre giravo uno dei miei film, in cui è stata piazzata su una parete un’immagine di me nuda. Sono arrivata sul set, dovevo fare una scena di semi-striptease, l’ho vista, ho subito chiesto che fosse levata, ma si sono rifiutati di farlo. È stata l’unica volta, in tutta la mia carriera, in cui ho abbandonato un set. Sono andata via, sono entrata nella mia macchina, l’autista si è rifiutato di portarmi in albergo, siamo rimasti lì fermi per un po’, fino a quando è arrivato il produttore e abbiamo trovato un compromesso. Lui ha accettato che quell’immagine fosse un po’ coperta e allora ho detto ok, va bene. Il punto è che per me quella sequenza era già molto difficile».
Che cosa la imbarazzava?
«Non mi sono mai sentita una persona sexy, mi considero, piuttosto, un maschiaccio, e questo mi è sempre piaciuto, essere una donna che fa cose da uomo».
Che cosa consiglierebbe a Carol Alt ragazzina?
«Due cose. Rilassati, divertiti. E poi forse una terza, tratta tutti gli altri con rispetto, a prescindere da come loro trattano te. L’amore, più di qualunque altra cosa, cambia sempre le persone».
Qual è il segreto della bellezza?
«Avere fiducia in sè stesse».