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 2026  giugno 29 Lunedì calendario

Arriva il liceo matematico: la nuova sperimentazione di Valditara

Dopo quello del Made in Italy, il governo Meloni ci riprova e avvia la sperimentazione del liceo matematico. Dove si studieranno anche gli origami. La platea dei licei si allarga quindi con un nuovo arrivato. E contribuisce a realizzare l’idea del ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, che ha più volte espresso la volontà di trasformare l’intero panorama degli indirizzi del II grado in licei: “Dobbiamo ragionare – ha detto di recente il ministro – nel senso che certamente, se colui che ha pensato al liceo parlava di liceo anche quando trattava l’agronomia o la zoologia, perché non parlare di liceo agrario o di liceo chimico e via dicendo?”.
Il nuovo liceo
È lo stesso decreto che lancia la sperimentazione in 100 istituti superiori italiani a partire dal prossimo mese di settembre a chiarire di cosa si tratta. Il liceo matematico sarà un liceo scientifico o classico con l’aggiunta nel curricolo di due ore al primo biennio e un’ora al triennio di Laboratorio matematico. Il tentativo è quello di rendere l’insegnamento della matematica più accattivante per mezzo di attività di laboratorio dove si sperimenteranno le applicazioni della matematica, come lo studio delle coniche e delle geometrie non euclidee. Oppure lo studio degli origami applicato alle mappe geografiche, che unisce l’antica arte della piegatura della carta alla cartografia. Questa tecnica permette di trasformare fogli bidimensionali in oggetti tridimensionali, come mappamondi geometrici, o di piegare grandi cartine in formati compatti e interattivi, facili da aprire e chiudere con un solo gesto. Tutto questo, si legge in uno degli allegati al decreto, “permette di analizzare criticamente il concetto di assioma e getta ponti con la filosofia, ma anche con l’arte e la letteratura”. Una matematica nuova molto diversa da quella ex cathedra preferita da tanti docenti.
La finalità
Il nuovo percorso è “finalizzato a ridefinire il ruolo della matematica nella formazione liceale valorizzandone la dimensione interdisciplinare e favorendo una visione unitaria della conoscenza, in modo da sostenere lo sviluppo delle capacità critiche, argomentative e riflessive delle studentesse e degli studenti”.
Una società “sempre più matematica”
In una società ipertecnologica come quella di oggi, con l’intelligenza artificiale che ormai attraversa molteplici attività umane, con gli algoritmi che gestiscono tutti i siti e i portali con i quali i cittadini fanno i conti giornalmente e non solo. E con la prospettiva che il futuro sarà ancora più matematizzato, le popolazioni non possono fare a meno di avere una preparazione minima di base per orientarsi del mondo che le circonda. E il liceo matematico va proprio in questa direzione: recuperare l’appeal di una materia che è alla base dello sviluppo della conoscenza umana perché trasversale a tutte le cosiddette scienze esatte: fisica, chimica, astronomia. Ma anche con la filosofia.
I risultati dei test Invalsi
Il nuovo liceo cerca anche di recuperare una carenza di competenze che sta diventando preoccupante. I test Invalsi parlano chiaro: nel 2025, nonostante il titolo acquisito, più del 50 per cento dei diplomati italiani (50,8 per cento) mostra scarse competenza in matematica. Il 28,7 per cento di questi diplomati mostra competenze molto scarse: paragonabili a quelle dei ragazzi di terza media. E il trend è in peggioramento. Nel 2024, la quota di diplomati con scarse competenze in matematica era del 47,5 per cento e la percentuale dei ragazzi con competenze molto scarse era del 25,5 per cento.