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 2026  giugno 29 Lunedì calendario

Voli, nel 2025 spariti 2.500 bagagli al giorno: perché l’Ue ha il record negativo

L’anno scorso 2.500 bagagli sono spariti nel nulla, ogni giorno, negli aeroporti di tutto il mondo e non sono stati più ritrovati. Persi chissà dove (o portati via da chissà chi) una volta lasciati dai passeggeri ai banchi del check-in e destinati alle stive degli aerei. Poi ci sono quelli consegnati in ritardo o danneggiati, oltre 63 mila al giorno. Sono questi alcuni dei dati più interessanti che emergono dalla nuova edizione del rapporto Sita «Baggage IT Insights» realizzato dall’organizzazione tecnologica del trasporto aereo.
Cosa migliora
La buona notizia, su scala globale, è che nel 2025 il tasso di bagagli mal gestiti è sceso di quasi un quarto rispetto all’anno precedente, arrivando a 4,9 ogni mille passeggeri trasportati. Il volume totale dei trolley «mal gestiti» è calato del 19%, da 30 a 24 milioni. Sono i livelli più bassi mai registrati al di fuori del periodo pandemico, quando il crollo del traffico aveva semplicemente svuotato gli aeroporti.

Cosa non va bene
La cattiva notizia, per gli europei, è che il continente svetta come l’area più problematica: con quasi 12 milioni di valigie «disguidate». Metà degli effetti personali vengono insomma persi o consegnati in ritardo dalle nostre parti, con un tasso di 10,5 ogni mille viaggiatori. Dove? Sui voli internazionali, soprattutto. È bene ricordare che questi sono trolley destinati alle stive, non quelli portati a mano in cabina.
La progressione rispetto al 2007
Tornando alla fotografia mondiale, il calo è ancora più significativo se visto in prospettiva storica: nel 2007 il tasso era di 18,9 bagagli mal gestiti ogni mille passeggeri. In quasi vent’anni, l’industria ha tagliato quel numero di quasi tre quarti, pur trasportando il doppio dei passeggeri. I costi complessivi sono scesi di conseguenza del 17%, da 7,7 a 6,3 miliardi. Un risultato positivo, ma che lascia comunque sul tavolo una cifra di proporzioni industriali.
L’impatto economico
Per capire la portata di quella cifra, basta un confronto: il profitto totale dell’industria aerea per il 2025 è di circa 41 miliardi di dollari. I bagagli mal gestiti da soli erodono il 15% di quell’utile. «Considerando che il profitto netto medio per passeggero è di appena 8 dollari, ogni valigia smarrita equivale ai ricavi di oltre 30 biglietti venduti», sostiene David Lavorel, ceo di Sita, in una nota. «Cinque bagagli persi possono azzerare il guadagno di un intero volo».
I costi dei problemi con le valigie
Il costo reale di un bagaglio mal gestito è oggi di 260 dollari in media. Una valigia in ritardo ne costa 245, una danneggiata 255. Una smarrita definitivamente? Ben 635 dollari. I bagagli danneggiati incidono per il 20% dei costi (1,3 miliardi) e per il 21% del volume. I bagagli definitivamente persi – il 4% dei casi – generano il 10% dei costi totali, per via degli indennizzi che possono raggiungere in media 420 dollari per pratica.
Dai ritardi agli errori tecnici
I ritardi sono il problema dominante: rappresentano il 75% del volume totale (18,2 milioni di bagagli) e il 70% dei costi, ovvero circa 4,4 miliardi di dollari. La causa principale? I trasferimenti. Nel 2025, il 39% di tutti i casi di mal gestione ha avuto origine nel momento in cui un bagaglio non ha fatto in tempo a essere trasferito su un volo in coincidenza – in leggero miglioramento rispetto al 41% del 2024. Seguono gli errori di biglietteria e sicurezza (18%) e i mancati caricamenti (16%).
Aeroporti nuovi, meno problemi
Non tutte le aree soffrono allo stesso modo. L’Asia-Pacifico registra il tasso più basso al mondo (3,41 bagagli mal gestiti ogni mille passeggeri) e il costo unitario più contenuto, 210 dollari a pezzo. Il Medio Oriente si posiziona bene, con un tasso di 5. Entrambe le aree beneficiano di infrastrutture più recenti e di un’adozione precoce delle soluzioni tecnologiche. L’Europa e il Nord America soffrono di più (costo medio di 295 dollari per bagaglio).
Il ruolo della tecnologia
Per ridurre ulteriormente il numero, i vettori e gli aeroporti stanno puntando sui sistemi di intelligenza artificiale che già oggi sono in grado di reindirizzare automaticamente i bagagli quando un volo cambia gate o viene cancellato, ottimizzare i flussi sui nastri trasportatori, prevedere i guasti meccanici prima che si verifichino, stimare i tempi di arrivo e segnalare anomalie in tempo reale. A questo si aggiungono le tecnologie personali come l’AirTag di Apple.