Corriere della Sera, 29 giugno 2026
Faro del Quirinale sul ddl caccia
Sul nuovo disegno di legge sulla caccia approvato al Senato e ora all’esame della Camera, che aumenta le specie abbattibili, estende le aree in cui è consentita l’attività e allunga i calendari, è alta l’attenzione di Commissione europea, Quirinale e anche del Vaticano.
Durante il ponte (oggi a Roma si festeggiano San Pietro e Paolo), gli uffici legislativi del Colle sono ovviamente chiusi eppure tra i parlamentari di Avs e Pd si spera che la moral suasion di Mattarella riesca a convincere la maggioranza a frenare l’iter per aprire una riflessione. Ma Lega e FdI spingono per correre verso l’approvazione finale. Al Quirinale non confermano contatti con i vertici dell’esecutivo per limare il testo, però fonti parlamentari si dicono certe che il governo abbia già fatto qualche ritocco per non incorrere nella censura di Bruxelles per problemi di compatibilità con la disciplina Ue. Il faro del Quirinale è acceso e puntato sulla legge. Già domani gli uffici diretti da Daniele Cabras riprenderanno l’esame degli articoli e anche il presidente Mattarella di certo guarderà con attenzione il testo. Se verranno accertate violazioni del diritto comunitario, i giuristi della Presidenza della Repubblica potrebbero chiedere al governo di sbianchettare eventuali passaggi a rischio di incostituzionalità.
Il 18 dicembre scorso la Commissione Ue aveva inviato una lettera di quattro pagine al direttore generale della Tutela della biodiversità e del mare e per conoscenza al Dipartimento amministrazione generale, pianificazione e patrimonio naturale, entrambi del ministero dell’Ambiente. La Commissione europea evidenziava diversi possibili conflitti con il diritto dell’Ue, in particolare con la Direttiva Uccelli e la Direttiva Habitat. La deroga ai calendari venatori suscitava alcune perplessità perché le Regioni potrebbero autorizzare la caccia oltre i periodi compatibili con i cicli biologici delle specie, si rischierebbe di autorizzare attività venatoria durante migrazione e riproduzione e verrebbe indebolito il ruolo della valutazione scientifica. Quanto all’uso di dispositivi ottici ed elettronici per la caccia agli ungulati, la modifica sarebbe incompatibile con la Direttiva Habitat, in particolare per specie come il camoscio. Dubbi anche sull’uso di richiami vivi perché in Italia esiste già un problema di traffico illegale di uccelli e falsificazione degli anelli identificativi e le nuove regole potrebbero rendere più difficile contrastare il commercio illegale. Presenterebbe delle criticità anche l’estensione della caccia negli agriturismi venatori.
Da settimane scienziati e associazioni ambientaliste lanciano appelli al capo dello Stato perché vigili sugli equilibri ecologici e costituzionali che la legge, ancora in itinere, secondo le opposizioni starebbe violando. La Lipu ha scritto al Papa, che ha risposto. L’attore Alessandro Gassman ha chiesto a Mattarella di intervenire. In Aula alla Camera durante il question time il verde Angelo Bonelli ha incalzato Pichetto Fratin sul rischio che il nuovo provvedimento violi le norme europee. E ci sono voci critiche anche all’interno della stessa maggioranza, guidate dalla deputata di Noi Moderati, Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali.