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 2026  giugno 29 Lunedì calendario

Continuano le ricerche del marito di Roccella. Un caso gli hater.

 La superficie è increspata, i volti incupiti. Lo scandaglio a 18 metri di profondità è servito solo a confermare gli ostacoli. Fango, alghe e melma sul fondo del lago di Vico. Tutto, incluso il ponente che soffia ostinato, è nemico di questo recupero. L’onda di commozione, bipartisan, che raggiunge Eugenia Roccella, tra colleghi che le inviano un abbraccio e politici che sperano ancora, si interrompe solo per gli avvelenati commenti di qualche hater : Luigi Cavallari, l’ottantaquattrenne marito della ministra della famiglia, è sparito dal pomeriggio di sabato, dopo un tuffo dalla barca in queste acque profonde. Scudate da nickname, sono state veicolate sui social frasi come «se l’è andata a cercare», «poteva rimanere a casa come noi comuni mortali», e anche peggio. Si pronuncia il presidente del Senato Ignazio La Russa: «Odio ideologico e mancanza di umanità». Ma soprattutto interviene Giorgia Meloni: «Commenti ignobili e disumani. C’è un limite che non dovrebbe mai essere superato, quello del rispetto dovuto alla sofferenza umana». Uno «schifo», lo definisce la premier, «frutto di un clima avvelenato» e che «dovrebbe indignare tutti, senza eccezioni e senza ambiguità».
La giornata trascorre, intanto, inutilmente ma si cerca anche di notte. Si immergono senza fortuna le squadre di sommozzatori di Napoli e Firenze e, infine, i colleghi di La Spezia. Mentre sulle rive del lago arrivano i i vigili del fuoco e la finanza, i carabinieri e la polizia municipale, la protezione civile e altri volontari, tutti coordinati dalla prefettura di Viterbo. Il caldo rallenta i riflessi. La domenica pure. Così lungo il perimetro del lago di Vico dramma e relax convivono contraddittori: si pranza e si brinda al ristorante, in una dimensione festosa, mentre di fronte si intensificano le operazioni di soccorso. Quando, infine, calano in acqua «Gov 20» emerge tutta la drammaticità della situazione: l’ecoscandaglio serve a individuare fonti di calore e a monitorare il fondale per trovare oggetti o persone che modifichino lo scenario sottomarino. Un super equipaggiamento per le ricerche. Non servirà neanche quello.
Il lago di origine vulcanica ha i suoi tempi, dicono qui: un anziano della protezione civile si affida alle sue conoscenze: «A volte occorrono giorni, sono acque difficili». Il passato del lago dà i brividi: «Più di dieci anni fa un giovane di Firenze cadde in acqua. Il padre era qui con i sommozzatori che lo cercava. Lo trovarono quarantadue giorni dopo. Era sulla sponda opposta, le correnti lo avevano fatto viaggiare. Il padre non potè riconoscerlo» spiega Severino Fabrizi, operaio in pensione. Il lago è il suo luogo del cuore («Mio figlio pesca qui») ma l’amore ha sposato la prudenza: «Restate dove si tocca, dico io, questo non è il mare».
C’è poi la memoria locale che pesa quanto un’antica maledizione. Si racconta di quaranta morti a Santa Lucia, uno dei punti di maggiore profondità del lago, proprio nei pressi del luogo in cui si è immerso Cavallari. Ma era l’inzio del Novecento e, certo, da allora, la conoscenza dell’ambiente naturale avrà fatto progressi.
Roccella si è rifugiata nella sua casa nel Viterbese attraversata da molti pensieri e, forse, qualche senso di colpa. «Ero lì anch’io. Non ho potuto far nulla». E nulla sembra arginare l’odio social che monta mentre Cavallari viene ufficialmente iscritto tra i dispersi: ancora insulti nei confronti della ministra. I soccorsi andranno avanti per tutta la notte. L’odio molto di più.