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 2026  giugno 29 Lunedì calendario

Venezuela, dopo il sisma cresce il duello tra il presidente e Machado

La sua terra trema. Lei la vede tremare dall’esilio. Può parlare solo dal suo nascondiglio María Corina Machado. La leader dell’opposizione venezuelana continua ad ascoltare le notizie strazianti su morti e desaparecidos sepolti dal terremoto. Ma adesso, appoggiare i venezuelani a distanza, non le basta più. Ieri in un’intervista a Fox News ha fatto un annuncio: «È arrivato il momento, è mio dovere stare al fianco del mio popolo. Abbiamo bisogno di stare insieme, abbracciarci, piangere la perdita di una persona cara, ma anche darci forza a vicenda. Tornerò presto in Venezuela. Ora la priorità assoluta è salvare vite».
Sono mesi che María Corina Machado vuole tornare in Venezuela. Avrebbe chiesto aiuto più volte agli Stati Uniti di agevolare gli spostamenti. Scrive il New York Times che secondo due funzionari della Casa Bianca, le autorità americane provano frustrazione nei confronti della leader a causa delle ripetute sollecitazioni. Gli Usa pretendono prudenza. María Corina Machado, invece, insiste. I funzionari americani le hanno sconsigliato di tornare subito in patria. Appoggeranno il suo ritorno, ma non adesso, in un futuro prossimo, per evitare tensioni con l’attuale governo venezuelano. La premio Nobel esplicita il bisogno e l’urgenza di stare vicino al pueblo. Sa che può contare sul sostegno popolare. Punta su quella leadership che alle elezioni di luglio 2024 ha consentito il trionfo di Edmundo González Urrutia, candidato dell’opposizione, oggi esiliato a Madrid. María Corina Machado non tocca il suolo venezuelano dallo scorso dicembre. Se n’era andata travestita, con una parrucca, attraversando una schiera di check-point militari e rischiando il tutto e per tutto nella missione segreta «Dinamita dorada», per raggiungere Oslo e ritirare il Premio Nobel per la Pace. Poi, a gennaio, la stessa leader ha consegnato la prestigiosa medaglia a Donald Trump come «riconoscimento per il suo impegno straordinario a favore della nostra libertà», dopo la cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro.
In questo momento, la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez vive una situazione complessa. La gente reclama più aiuti. I fischi, nella sua prima apparizione pubblica dopo le scosse, agitano i consensi della «tigre» del petrolio. Le pressioni di Machado sembrano non turbare Trump. Washington ha allentato alcune sanzioni, mobilitato squadre di soccorso e stanziato 150 milioni di dollari in assistenza. Il presidente degli Stati Uniti non ha intenzione di voltare le spalle a Rodríguez.