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 2026  giugno 29 Lunedì calendario

Choc dell’Oms sull’Europa: qui il picco di riscaldamento

Persino il Papa ne ha parlato ieri, al termine dell’Angelus: «Vi ringrazio perché siete venuti in piazza con questo gran caldo». In quel momento a Roma c’erano 37 gradi. Una linea del fronte alta. Ma non altissima. C’è stato di peggio. Ad esempio nel Brandeburgo. Ai confini tra Germania e Polonia è accaduto che la temperatura sia salita a 41,7 gradi. Un evento che solo un decennio fa gli abitanti della regione avrebbero considerato fantascienza.
Quella di ieri è stata l’ennesima storica giornata. Storica perché il caldo estremo ha colonizzato tutta l’Europa, frantumando record di temperature tanto delle massime diurne che delle minime notturne. Sempre ieri, l’Oms ha fatto sapere che «dal 21 giugno sono stati registrati più di 1.300 morti legati alle alte temperature». Secondo il capo dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, «l’Europa è il Continente che si sta riscaldando più rapidamente sulla Terra, il doppio rispetto alla media globale».
Così 191 milioni di persone in Europa (in particolare in Germania, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca) fanno i conti con l’afa record e anche ieri la cronaca italiana ed europea è stata ricca di nuovi picchi, di bollini rossi e morti (vedi i casi di ieri a Bari, un 75enne che faceva jogging o a Rimini, dove è deceduto un turista di Bolzano 68enne).
Record europei
In Francia, il dipartimento del Basso Reno per la prima volta ha infranto il muro dei 40 gradi, con punte di 43,8 gradi a Pissos; in Svizzera, Basilea ha registrato il record di 40 gradi; a Bratislava, Slovacchia, è stata la notte più calda di sempre con ben 26,3 gradi; a Londra è stato il giorno più impegnativo nella storia del servizio ambulanza: 8.869 chiamate di emergenza in 24 ore, una richiesta che ha superato persino il picco del Covid-19.
Sempre in Francia, uno dei Paesi più colpiti, l’agenzia sanitaria nazionale ha fatto sapere che da mercoledì sono stati circa un migliaio i decessi: il fenomeno ha colpito principalmente gli over 65, con un aumento del 40% delle morti tra le mura di casa.
Assalti a musei e piscine
Anche da noi afa e caldo, di giorno come di notte, hanno reso la vita difficile a molte persone. A Roma sfiorati i 41 gradi in alcune zone del centro, dove fontane e nasoni sono stati presi d’assalto dai turisti. Sono diventati virali sui social i video dell’asfalto a 100 gradi che si è squagliato.
Ennesimo record a Torino: alle 6:30 di ieri la città ha registrato la minima più alta dal 1753, con 27,2 gradi. L’ondata di caldo subsahariano ha spinto i cittadini a caccia di refrigerio: affollate le spiaggette del lungofiume e i parchi, mentre i 2.500 posti delle uniche 7 piscine comunali aperte (su 18) sono andati esauriti già a metà giornata. D’altra parte, si sono rivelati insufficienti i rifugi climatici: attivi solo 7 centri d’incontro su 19, per appena 300 posti complessivi. Nel pomeriggio la massima ai Giardini Reali ha toccato i 38,5 gradi.
Chi non dispone di aria condizionata a Milano ha riempito le oltre 60 strutture comunali sparse per la città nate per offrire attività di supporto ad anziani e persone fragili.
In Veneto alle 14 nel comune di Barbarano Vicentino c’erano 39 gradi. In tutte le province la colonnina non è scesa mai sotto i 34 gradi. A Verona e Venezia centinaia di spazi pubblici, tra cui biblioteche musei, centri civici e aree verdi, sono stati vissuti come oasi climatiche e rifugi con acqua potabile. Il gran caldo si è fatto sentire anche in Friuli-Venezia Giulia e in Trentino. A Gorizia e Cividale termometro oltre 37 gradi, mentre Bolzano ha trascorso la sua notte più calda dal 1956.
Picchi di 40° e vittime
Firenze si è confermata tra le città più roventi d’Italia: bollino rosso nel fine settimana, 40 gradi sfiorati e appelli di Regione e Comune a non uscire di casa durante le ore più calde. Non sono mancati i problemi: in alcuni musei, come gli Uffizi e quelli civici, per noie agli impianti di climatizzazione, le sale sono diventate veri e propri forni. Critica la situazione in Emilia-Romagna, come certificato dal codice di allarme massimo dell’Arpae, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, e dalle temperature con picchi di 40 gradi sfiorati lungo tutta la via Emilia. Intanto si teme per i fenomeni estremi, che potrebbero seguire ai giorni di gran caldo. Primi assaggi ieri a Torino e in Alto Adige, dove si sono registrati violenti temporali. Mentre in Belgio, a La Hulpe, un uomo è stato schiacciato da un albero.