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 2026  giugno 28 Domenica calendario

Treni, la giungla dei rimborsi

Non è facile trovare quanti rimborsi vengono riconosciuti ai passeggeri per i disagi vissuti a bordo treno. Se si consultano le relazioni sulla qualità dei servizi degli operatori e dell’Autorithy di regolazione trasporti (Art), si scopre la modalità di rendicontazione. Italo quantifica, nero su bianco, un dato trasparente: nell’ultimo anno disponibile, ovvero il 2024, la compagnia ha indennizzato 751.322 viaggiatori per un importo totale di dieci milioni e 335 mila euro. Il picco massimo a luglio, quando le compensazioni hanno sfiorato i due milioni.
Per Trenitalia, un riferimento sono i reclami pervenuti nel 2025: 76.042 per la media e lunga percorrenza e 44.066 per i servizi regionali. In entrambi, la doglianza più gettonata è la voce “ritardi, perdite di coincidenze e soppressioni”.
L’altro punto è offerto dalle conciliazioni “assistite”, tramite l’intervento delle associazioni di consumatori, per chi sceglie una risoluzione alternativa delle controversie. Le domande erano appena 307 nel 2009 mentre ora sono arrivate a 2.990 in un anno (con proposta accettata da 1.866 passeggeri). Ma si tratta di numeri infinitesimali rispetto ai volumi del traffico e ai disagi patiti quotidianamente da migliaia di cittadini. Basti pensare che un’indagine effettuata da Altroconsumo l’anno scorso, su 54 tratte con oltre 28 mila rilevazioni, ha certificato che quasi un Frecciarossa su tre arriva in ritardo a fronte di una volta su cinque di Italo.
Ma ad avere la peggio è chi viaggia in carrozza sugli Intercity: ebbene, nelle 24 tratte monitorate, il treno è arrivato in ritardo nel 41% dei casi. Analoghe conclusioni aveva tirato il dossier “Altra velocità 2025": la mancata puntualità affliggeva il 66% dei 90.425 treni alta velocità osservati nel corso dell’anno.
Quanti viaggiatori ottengono un ristoro? La stima dello studio, applicando le regole di indennizzo in vigore, porta a un valore di 90,3 milioni di euro: 73,1 milioni per ritardi e 17,2 per le cancellazioni
. Ma chissà. «Gli operatori non rendono facilmente pubblici questi dati e c’è più di una criticità», spiega Maurizio Amerelli, esperto di trasporti per Altroconsumo. «La principale è che, pur riconosciuto, il rimborso è troppo modesto e non copre il disagio del passeggero. Inoltre, fa fede l’orario registrato dall’operatore ed è difficile verificare. Spesso capita, per esempio, che il treno risulti in ritardo di 35 minuti ma, a poche fermate dall’arrivo, si riduce a 29».
La manciata di minuti non è neutra: le norme attuali non garantiscono nulla sotto la soglia dei 30 minuti. La regola generale è il 25% del prezzo del biglietto per un ritardo compreso fra 60 e 119 minuti e il 50% per un ritardo di almeno 120 minuti. Ma, poi, i rimborsi variano anche in base alla tipologia di treno: fra i 30 e i 60 minuti scatta il bonus ma solo sulle frecce. Un deterrente? «Serve riconoscere rimborsi più alti, su tutti i treni e farli scattare a partire da 15 minuti di ritardo per l’alta velocità, 30 per gli altri», conclude Amerelli.
Le “circostanze eccezionali”, poi, non danno più diritto al rimborso. Fra queste, possono rientrare anche gli eventi meteo estremi. Come la canicola di questi giorni che, però, in Francia ha spinto la compagnia Sncf ad annunciare il cambio gratuito dei biglietti e i rimborsi per i servizi Tgv. «Le condizioni meteo sono circostanze eccezionali che non danno vita agli indennizzi a favore di chi subisce disservizi», sottolinea Stefano Zerbi, portavoce Codacons. «Ma, visto il caldo estremo, crediamo debbano essere allargate le maglie dei rimborsi, concedendo bonus a chi decide di rinunciare alla partenza o consentendo agli utenti di posticipare gratis il biglietto. Le nostre società ferroviarie possono adottare misure straordinarie analoghe a quelle della Francia».
Per il malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione è possibile richiedere un “bonus aria condizionata” di importo pari al 25% del prezzo del biglietto. Ma il diritto vale solo se non esiste una sistemazione in un’altra carrozza, non è cumulabile con quello per il ritardo (pure se uno ha patito entrambi) e non per tutti i treni.
Eppure, la Cassazione ha stabilito che i ritardi possono causare anche un danno esistenziale risarcibile, oltre all’indennizzo del biglietto, se il disagio è tale da peggiorare la qualità della vita del passeggero. Il caso in questione riguardava un gruppo di pendolari bloccati sulla Roma-Cassino durante una nevicata prevista dal meteo. In quel caso, il malcapitato gruppo rimase intrappolato nelle carrozze al gelo per quasi 24 ore. Un’esperienza decisamente da non augurarsi.