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 2026  giugno 28 Domenica calendario

Intervista a Romina Power

Arrivano le grandi star, ma la più richiesta è lei, Romina Power. Ieri sera al Filming Italy Sardegna Festival ha avuto il premio alla carriera, recitato una sua poesia e cantato un brano scritto dalla figlia Cristèl.
Il cinema lo lasciò presto.
«Dal 1966 al 1970 girai 14 film. Non ho rimpianti, è più il tempo che aspetti di girare una scena, e devi sottostare a quello che vuole il regista. Però mi piacerebbe lavorare per Paola Cortellesi. Ho avuto una bella esperienza con Guillermo Del Toro che mi ha voluta come comparsa affettuosa per La fiera delle illusioni, remake del film con mio padre Tyrone Power negli Anni 40».
Sul set ha trovato Cate Blanchett e Bradley Cooper.
«Lui cadde incidentalmente sul mio piede, avevo Bradley ai miei piedi, mica male. Sergio Leone in C’era una volta in America mi voleva come Deborah da adulta, ho rinunciato perché c’era una scena di nudo, che poi hanno tagliato. Se avessi accettato, oggi farei il cinema d’autore ma non sarei così tranquilla come persona. Nel ’66 girai per Luciano Salce Come imparai ad amare le donne: nel manifesto, che era in tutte le strade, c’ero ero io sdraiata al sole con un fiocco sul sedere. Un trauma».
La dipingono onirica, meditativa, spirituale.
«Sono nata lo stesso giorno di Gandhi, il 2 ottobre. E con Sting, che non ho mai conosciuto. siamo dello stesso anno e giorno. Credo nella reincarnazione, penso di aver vissuto in India. Fu il viaggio della mia vita, ricordo i racconti di George Harrison e di Paul McCartney che era così alla mano (ma che disordine la sua casa), si divertiva a farmi ascoltare le sue canzoni nelle altre lingue. In India diressi il mediometraggio Upaya con mio figlio. Cercavo una vita contemplativa, da piccola pensavo di farmi suora. Dovrei essere più tosta di carattere...».
Non riusciamo a immaginarla che si arrabbia.
«Succede succede. Per le ingiustizie, le volgarità, le cattiverie gratuite, e non parliamo degli strafalcioni che fanno delle mie canzoni su Spotify, testi tutti sbagliati che cambiano il significato».
Il Festival di Sanremo?
«Mi diverte di più vederlo che andarci. Non mi è mai piaciuto. Il caos giorno e notte, le malignità di certi giornalisti… Non mi piacciono le sfide, la competizione, mettere una canzone contro l’altra».
Come passa le giornate?
«Quando non sono nella mia masseria in Puglia, dove faccio il miele con 95 mila api, dipingo quadri materici su grandi tele, a volte paesaggi ideali o figure di spalle. E scrivo: il mio nuovo libro si intitola Pensieri profondamente semplici, l’abbecedario della mia vita. Adoro la privacy».
Nell’immaginario siete ancora Al Bano e Romina.
«Ancora più che in Italia siamo amati in Russia dove a un imprenditore venne in mente la reunion, nel 2013, per i 70 anni di Al Bano. E poi in Sudamerica, in Spagna, in Polonia... In Iran all’aeroporto vedemmo migliaia di persone, ci guardammo intorno, chissà chi aspettano. Erano lì per noi due. Sul palco tra noi va tutto bene, abbiamo un’intesa naturale, le nostre voci si fondono bene».
Il «Ballo del qua qua» sta alla musica come «Cicale Cicale» e «Tuca Tuca».
Sorride: «La melodia, partita dall’Olanda, girava in più Paesi. Avevo due figli piccoli, perché non farla? Non immaginavo che potesse diventare una hit al Carnevale di Viareggio. Poi mi proposero Il ballo della coda (di Topolino). Mi sono detta, passi il “Qua Qua”, ma adesso basta».
Il tempo che passa?
«Sono serena, si scoprono tante cose. Il buddhismo mi dà tranquillità, i figli che crescono, di cui sono fiera. Sono una nonna sbaciucchiona».

È vero che gli uomini non le interessano più?
«Una bugia. Finché non trovo chi mi interessa…».

E dalle difficoltà che insegnamento ha tratto?
«La donna deve essere subito indipendente. E sei hai un sogno, non aspettare. Lo diceva mio papà».
Tyrone Power.
«L’ho perso a 7 anni, ce ne ho messi 25 a raccogliere materiale su di lui, con cui condivido la bontà, l’amore per il mare. Mia madre, Linda Christian? Le piacevano le feste. Ho perdonato le sue assenze, le fui accanto negli ultimi anni».
Sogna di rivedere Ylenia, scomparsa nel 1993?
«Mia figlia è viva, ne sono convinta. Ne ho parlato con un prete che ha il dono di vedere oltre. L’unica che si fece sentire fu Sophia Loren, gran donna».
La felicità è «un bicchiere di vino con un panino», come cantavate nel 1982?
«No, la felicità è tranquillità, serenità e libertà».