Corriere della Sera, 28 giugno 2026
False accuse a Pete Buttigieg: figli allontanati per un giorno
L’accusa si è rivelata falsa, e già in partenza sembrava strampalata, ma è e bastata per fargli passare una notte lontano dai figli, Joseph e Penelope, mentre i gemelli di 4 anni venivano ascoltati dalla polizia. Pete Buttigieg, democratico, ex ministro dei Trasporti con Joe Biden e nel 2020 primo politico apertamente gay a candidarsi alle primarie presidenziali, ha scritto su Substack che sono state «le ore più buie della mia vita». In Michigan, Stato a maggioranza democratica dove l’ex «sindaco Pete» vive con il marito e i due figli, la polizia ha presto escluso la fondatezza della denuncia anonima arrivata ai Cps (Child Protective Services), poche ore dopo che Buttigieg aveva postato sui social immagini felici della Festa del papà di domenica. È stato lo stesso politico, «con un misto di rabbia e tristezza», a raccontarlo nei dettagli: «Qualcuno ha chiamato dicendo che i miei figli erano a rischio, e millantando di avere raccolto la testimonianza di una donna che diceva di avermi incontrato a una conferenza in Alabama molti anni fa, dove io le avrei confessato di avere commesso indicibili violenze».
L’agente che ha bussato a casa Buttigieg ha fatto subito presente che doveva trattarsi di una denuncia «politicamente motivata». Ma comunque la procedura ha previsto un colloquio dei servizi sociali coni bambini e l’allontanamento del genitore. «Spreco di denaro pubblico e stress inutile per loro», dice Buttigieg, per cui non è un caso che tutto questo sia avvenuto nel mese del Pride. Una parte della comunità Lgbtq ha sempre criticato l’ex ministro accusandolo di essere privilegiato e «non abbastanza gay». Abbastanza per indurre Kamala Harris a non sceglierlo come vice nella corsa del 2024. Pete ha rifiutato la candidatura al Senato nel 2026. Pare abbia l’idea di riprovarci alle presidenziali del 2028.