Corriere della Sera, 28 giugno 2026
«Filo diretto» tra Pentagono e pasdaran: colloqui di persona
Diceva Roosevelt che nei negoziati va bene parlare gentilmente, ma è comunque meglio portarsi un grosso bastone. Com’è noto, JD Vance (e il suo faro Donald Trump) ha un’idea opposta del bastone e della carota: randellare agli occhi del mondo e poi, nei faccia a faccia, conversare softly. L’ennesima conferma, il vicepresidente americano l’ha data al termine dei colloqui di Lucerna. Mentre gl’iraniani protestavano per gli ultimi raid del comando militare americano Centcom, che turbano le trattative, e mentre Vance li liquidava sprezzante («se avete disaccordi, potete alzare il telefono e chiamarmi...»), dalla stanza degl’incontri svizzeri ecco la notizia: proprio lì, gli Usa han deciso segretamente d’istituire in Qatar un canale di comunicazione diretto fra Centcom e Guardiani della rivoluzione iraniana, in modo da «risolvere le controversie» e ridurre il rischio di nuove escalation. La risposta è stata positiva: ci sarà un telefono rosso fra Usa e pasdaran, un filo diretto per annullare le tensioni. «Ridurre il conflitto era uno dei nostri obbiettivi – ha confidato Vance a una testata inglese, UnHerd – e ci siamo riusciti».
È il ruolo da poliziotto buono che il numero due della Casa Bianca sta adottando in molti dossier internazionali: «Washington – dice Vance – riconosce la volontà dell’Iran di cambiare radicalmente le relazioni con gli Usa e con il resto del mondo». Ne è sicuro: «Stanno offrendo soluzioni radicalmente diverse rispetto al Jcpoa», ovvero all’intesa nucleare con l’Iran che Obama architettò a Vienna nel 2015, e «avremo un regime d’ispezioni molto più rigoroso, con l’eliminazione delle attuali scorte d’uranio arricchito della Repubblica islamica». E i negoziatori di Teheran? «Ci han detto: ok, invieremo qualcuno delle Guardie rivoluzionarie a Doha per incontrare qualcuno del Centcom. Ed è così che risolveremo molte di queste controversie».
Dai negoziati Jpcoa agl’incontri segreti di Vienna, dai colloqui in Oman ai memorandum d’Islamabad, non è la prima volta che s’istituisce un canale riservato Washington-Teheran. Ma è la prima volta che ad aprirlo sono i loro generali: nel mezzo del duello, che si parlino i duellanti.