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 2026  giugno 01 Lunedì calendario

Biografia di Walter Nudo

Walter Nudo, nato a Montréal (Quebec, Canada) il 2 giugno 1970 (56 anni). Ex attore e personalità televisiva (5 produzioni per il cinema, 20 per la televisione), dal 2019 si dedica al life coaching.
Titoli di testa «I sogni vanno coltivati e vanno creduti, nel momento stesso che tu lo vedi, lo visualizzi è già molto potente: ci devi credere» [a Caterina Balivo, La volta buona].
Vita Entrambi i genitori sono italiani emigrati in Canada: il padre, nato nel 1925, è calabrese «Ha avuto il primo paio di scarpe quando aveva 16 anni, prima andava in giro scalzo. Si alzava alle 4 del mattino per andare a zappare i campi con i fratelli». La madre, nata nel 1935 in Toscana, «È un’artista mancata. Avrebbe tanto voluto cantare, esibirsi». Entrambi i genitori sono ancora in vita [ibid.] • «Mio fratello ha 12 anni più di me, è nato nel ‘58. E c’è un motivo per cui ci sono 12 anni tra me e mio fratello, perché mia mamma, per motivi suoi, non voleva più altri figli». Quindi tu non eri voluto? «Diciamo che lei lottava molto, ha sempre lottato e lotta tutt’ora, con le aspirazioni di un’artista mancata, che forse non ha fatto la vita che voleva fare, ma questo l’ho capito col tempo. Ma all’epoca ero un solo un bambino che voleva l’affetto della madre, l’esser visto da mia madre (…)» [A Nunzia De Girolamo, Ciao Maschio] • «Quando sono nato pesavo 4, 5 chili e sì, ero cicciottello e sono rimasto cicciottello per un bel po’. Quando avevo cinque anni balbettavo» [ibid.] • Quando ha sette anni la famiglia torna in Italia, stabilendosi a Genova, nel quartiere di Sestri Ponente [Patrizia Albanese, Secolo XIX] • Il padre apre un bar e Walter comincia immediatamente a dare una mano in famiglia: a 8 anni il padre girava le cassette del Crodino per far sì che potesse salirci sopra e arrivare alla macchina del caffè [Monica Setta, Generazione Z] • La vita scolastica di Walter, per tutta l’infanzia e l’adolescenza, è durissima: «Da bambino ero bullizzato (…) io sono dislessico, all’epoca pensavo semplicemente di essere più stupido degli altri. E venivi bullizzato «Sì, anche dagli insegnanti (…) quando ero arrivato non parlavo bene la lingua, poi balbettavo, per cui l’italiano non mi riusciva; c’era un insegnante che, quando mi veniva da piangere, diceva: “piangi nella vaschetta” e poi: “piangi davanti a tutti” e quindi puoi immaginare la vergogna e l’umiliazione e i bambini ridevano. Ecco perché, quando avevo 12-13 anni ho pensato anche che il mondo sarebbe stato migliore senza di me (…)» Ma non parlavi coi tuoi genitori di questo tuo desiderio? «No: io parlavo con Dio, io parlavo solo con Dio. Quindi tu Dio l’hai sempre avuto, non l’hai ritrovato «Un amico. Un amico con cui parlavo, perché sentivo che c’era un qualcosa o qualcuno che mi stava ad ascoltare, che forse per lui andavo bene così (…)» [De Girolamo, cit.] • A 13 anni l’incontro con il karate, di cui si innamora e che lo porterà a vincere il campionato italiano di Kumite categoria 75 kg, nel 1987 [DiLei] • «Poi, attraverso lo sport, ho iniziato con il karate e poi il pugilato eccetera, mi ha dato la possibilità di esprimermi, di trovare una comfort zone, credere di più in me perché avevo le spalle strette, i fianchi larghi e quindi è partita da lì una trasformazione. Ho capito che non potevo cambiare il mondo fuori di me, ma potevo cambiare il mondo dentro di me. Quindi credere in più in me, fare delle cose, fare altre scelte, e questo mi ha portato a a trasformarmi. Non ero bravo nello sport, per niente, e quindi vedevo gli altri ragazzini che avevano più successo con le ragazze. Io ero un po’ il nerd, anche se non studiavo; quindi, ero uno un po’ in disparte, un po’ strano. Poi col tempo col karate ho iniziato a scolpire più il mio corpo, avere più confidenza in me, e guarda caso non avevo più bisogno di difendermi» [Setta, cit.] • «Poi sono andato in America, perché mio fratello viveva lì, a Los Angeles. E lì ho fatto il salto. A casa chiedevano: “Dove andrai, cosa farai, resterai qui?” No, io sognavo. Pensa che quando avevo 16-17 (…) prendevo il motorino e tutti i sabati sera e venerdì sera, mentre tutti andavano fuori, io andavo all’aeroporto a Genova. Abitavo lì vicino e guardavo l’aereo in decollo e dicevo: “Io un giorno sarò su quell’aereo e andrò a Los Angeles”. e infatti così è stato» [ibid.] • Con il diploma da perito chimico in tasca, nel 1989 parte, con l’ambizione di diventare attore: «Io sono entrato nel mondo dello spettacolo per via di mia mamma, e di uno dei pochissimi momenti in cui condividevamo, eravamo uniti, sentivo l’amore e percepivo che lei mi vedeva. Era alle 3 di notte negli anni ’80, nella mia stanza a casa con una piccola televisione guardavamo gli Oscar. Eh, Erano le 3-4 di notte perché era in differita e mi diceva “Guarda Walter, guarda come sono belli quegli attori”. E allora col tempo io ho registrato. Dico, “Se io sarò uno di loro, allora mia mamma mi amerà e mi guarderà come sta guardando loro”. E così io da grande mi sono buttato nel mondo dello spettacolo» [De Girolamo, cit.] • La permanenza oltreoceano si rivela molto impegnativa: «Ho cercato lavoro da subito, l’ho trovato in una pizzeria: Guadagnavo $500 al mese, ma ne pagavo 250 di affitto. Mi allenavo e non riuscivo a mangiare. Così, prima di fare le pizze mettevo dei tocchi di formaggio da parte in modo tale che li mangiavo» (…). Altri mestieri: giardiniere, sguattero, buttafuori» [Balivo, cit.] • A un certo punto, per sbarcare il lunario e continuare a pagare le tasse per i corsi di recitazione dell’Acting Class di Joe Palese e quelli del Theatre Laboratory della UCLA, comincia a lavorare come spogliarellista, entrando anche a far parte del gruppo della compagnia di danza dei Chippendales, con cui viaggia per tutti gli Stati Uniti [Marinella Vivarelli, Salotto dell’Immaginario] • Per farsi notare, comincia a fare la spola tra gli Usa e l’Italia, alternando da una parte la partecipazione a una serie di concorsi di bellezza (vincendo quello di Mister Italia nel 1995), e dall’altra il coinvolgimento «in diverse produzioni televisive, realizzando e producendo lui stesso dei cortometraggi ed esplorando gli States “in lungo e in largo”: visita il Texas, l’Arizona, il New Messico e l’Alaska» [Fabio Secchi Frau, mymovies.it] • I suoi sforzi vengono finalmente ripagati quando viene invitato (il 5 maggio 1995, e per i successivi otto mesi) al Maurizio Costanzo Show, per parlare della sua vita e delle sue esperienze negli States [ibid.] • Tra questi vissuti, spicca quello in cui viene beccato dall’ufficio immigrazione statunitense con il permesso di soggiorno scaduto, arrestato ed espulso il giorno dopo [a Barbara D’Urso, Domenica Live] • Sempre nel ’95 arriva il suo esordio cinematografico, nel dimenticabilissimo Ragazzi della Notte, con Jerry Calà. Fortunatamente la sua carriera non viene stroncata, rilanciandosi nel 1997-98 quando presenta, prima con Alessia Marcuzzi e poi con Michelle Hunziker il programma di successo Colpi di fulmine: «Porto sempre nel cuore quel programma e la gioia che mi ha dato, di aver girato l’Italia e conosciuto migliaia di ragazzi e ragazze dell’ultimo millennio che oggi sono padri e madri» [Instagram] • In questo periodo affida la sua immagine al manager dello spettacolo Lele Mora, entrando a far parte della sua potente azienda [a D’Urso, cit.] • Seguono alcuni anni di successo: nel ’98 prende parte a 6 puntate della fiction Beautiful e soprattutto, nel 2000, arriva la partecipazione come «postino» al programma C’è posta per te. Alterna queste attività a una breve carriera di pugilato dilettante: in quattro anni (tra il ’96 e il 2000) disputerà 10 incontri (7 vittorie, 2 pareggi, 1 sconfitta), rifiutando però un’offerta di passare tra i professionisti [Frau, cit.] • Sfortunatamente il periodo d’oro cessa: le offerte di lavoro si diradano, Nudo subisce un tracollo finanziario con investimenti sbagliati in borsa e nel 2002 arriverà il divorzio dalla moglie, che mette fine a un legame di 8 anni. Subentra una profonda depressione: Dal punto di vista proprio del tuo corpo che cosa ha rappresentato la maratona di New York in un momento molto difficile della tua vita? «(…) Ero veramente in grosse difficoltà: avevo solo debiti e nessuno credeva più in me. Io ero calato, ero andato giù in depressione, quella che non ti fa muovere, che ti paralizza. Ti paralizza la testa, ti paralizza il corpo e non riesci a fare nulla. Dal letto mi buttavo sul divano e passavo le giornate così. Allora c’erano i miei figli e mi sono detto: “Io devo puntare su di loro, solo loro mi possono salvare, solo l’amore per loro”. Allora mi costringevo la mattina a portarli a scuola, per buttarmi giù dal letto. Se loro arrivavano in ritardo, il dolore e l’imbarazzo che potevano provare mi feriva molto, quindi questo mi costringeva. A quel punto ho detto: “Quando sono fuori casa, qualcosa devo fare. Faccio una corsetta. Mi ha aiutato molto. A un certo punto, quando correvo, mi sono detto: “Corro, ma per cosa? (…) Bene, devo fare la maratona di New York”. Da lì ho iniziato ho iniziato ad allenarmi. È stata molto dura. Un mese prima della maratona mi prendo una storta (…). Tutti mi dicevano: “Walter basta, sei allenato, ormai pensa a lavorare. Pensa a cercare il lavoro (…)” Ma per me era importante L’importante era credere di nuovo in me stesso». Riuscirà a portare a termine la maratona con l’aiuto di un tutore. «Tagliato il traguardo mi sono detto: “Walter, se riesci a fare questo, puoi fare tutto”» [a Lorella Cuccarini, Domenica In] • E l’anno dopo arriva il rimbalzo: si rimette in contatto con Mora, il quale si attiva per farlo partecipare alla prima edizione di un nuovissimo reality show: L’Isola dei famosi. «All’ultimo momento, a L’Isola dei famosi edizione 2003, devono sostituire Ringo. Mi domandano se ho qualcuno e propongo lui. Lo avviso e gli do una maglietta: “Walter, vai e torna vincitore, però questa t-shirt non te la devi mai togliere”. In quel modo il marchio Datch fa il boom: il vero grande guadagno, in quel periodo, arriva con gli sponsor» [Alessandro Dell’Orto, Libero] • Dopo 57 giorni di permanenza sull’isola, Nudo arriva al primo posto. Vittoria schiacciante la sua: l’87 per cento dei voti, contro il 13 per cento di Giada De Blanck. «Ho cercato di essere sincero, onesto, di rispettare gli altri. E la gente lo ha capito». È vero che la cosa che più le è mancata sull’Isola è stato l’odore del pane caldo? «Me ne sono reso conto al rientro, a Malpensa. Mi hanno dato un panino caldo e prima di mangiarlo l’ho annusato per 5 minuti» [Maria Volpe, Cds] • Nel 2009 Lele Mora rivelerà, ai microfoni della trasmissione televisiva Striscia la Notizia di aver «comprato» i voti pagando 25.000 euro (anche se poi dirà di averne spesi il doppio) affinché dei call center sostenessero il suo assistito [Cds] • Nudo non lascia l’isola completamente indenne: «L’Isola ha intaccato i miei muscoli e anche i miei neuroni. Ho perso 20 chili in 50 giorni. Dopo ho avuto problemi, soffrivo di perdite di memoria. Ho dovuto fare esercizi per superarli, li faccio tutt’ora. Se ne sono uscito lo devo alla fiducia in me stesso, grazie anche ai miei figli e alla fede. Non mi vergono a parlarne, anche se la parola depressione in Italia è ancora un tabù» [Oggi] • La sua carriera si rilancia: viene notato da Maria Venturi, autrice della serie televisiva Incantesimo: «Nella nuova serie ho fatto mettere Walter Nudo. All’Isola dei famosi era talmente bravo nel ruolo di vittima...» [Maria Laura Rodotà, Amica] • «Io sono entrato dentro nella produzione di Incantesimo nel 2004». Che anni erano per Walter Nudo quelli? «Un periodo bello: facevo quello che ho sempre voluto fare, che è quello di fare l’attore e lo facevo come protagonista in una fiction importante come Incantesimo: storica, con degli addetti a lavori meravigliosi, straordinari registi e direttori della fotografia (…) un sogno che si realizzava». Continuerà fino al 2006, e nei due anni successivi avrà il ruolo di coprotagonista nella serie Carabinieri • Nel 2009 tenta il rientro oltreoceano, dove prenderà parte alle riprese del film indipendente Hopeful Notes, per il quale riceverà un premio al festival Icff di Toronto • Il suo successivo ruolo televisivo «importante» arriva nel 2015, quando prende parte al programma televisivo Tale e Quale show, condotto da Carlo Conti [Cds] • Nel 2018 arriva il secondo rilancio per la carriera di Nudo: viene selezionato per il cast del Grande Fratello Vip, condotto da Ilary Blasi. Dopo 78 giorni, il 10 dicembre 2018, ne esce vincitore. «Accettando il Gf, avevo lasciato ogni speranza. Invece, credo sia trasparsa la mia onestà, la sincerità che mi porto appresso». Una sincerità che, nella Casa, non ha avuto tanti eguali. Chi avrebbe voluto vedere vincere? «Chiunque potesse dirsi figlio dell’amore. L’unico mio obiettivo era quello di portare in Casa un po’ di armonia, un po’ di amore, di tolleranza e di pazienza. Chiunque abbia fatto altrettanto meritava di vincere» [Claudia Casiraghi, Vanity fair] • È sempre stato calmo e serafico. Qual è il segreto di una tale pazienza? «Sono due anni e mezzo che pratico la meditazione occidentale, due volte al giorno, il mattino e la sera. Non ho mai mancato, in questi due anni e mezzo, un solo giorno e così è stato anche nella casa. La meditazione aiuta a calmare tutti i bollori, a trovare la pace». Avrebbe potuto fare altri reality? «Assolutamente. Negli anni, me ne sono stati proposti tanti. Lo stesso Grande Fratello Vip mi è stato proposto tre volte prima che decidessi di accettare». E perché lo ha fatto? «Perché ero pronto. I miei figli hanno trovato la propria strada (…) Sono stato io, una volta in Casa, a vacillare». Invece, è andato tutto bene. «Sì, oltre ogni aspettativa. Io e i miei figli siamo riusciti ad esorcizzare quanto successo quindici anni fa. abbiamo rimpiazzato un ricordo brutto con uno bello» [ibid.] • La gioia per la vittoria finisce presto: l’8 aprile del 2019, a Los Angeles, viene colpito da due ictus al cervelletto: «Causati da una conformazione genetica al cuore e quindi mi hanno messo un uno stent, un ombrellino di titanio nel cuore. (…). Mi trovavo in un albergo e quella mattina alle 8.30 mi sono alzato per bere un bicchiere d’acqua e mi sono riseduto a fare meditazione. Ho chiuso gli occhi e ho sentito “puff” qui all’orecchio destro, e ha iniziato a girarmi fortissimo la testa come è mai successo prima. Il corpo era molto molle, il cuore credevo volesse uscire dal mio petto: credevo fosse un infarto, mai provato una cosa del genere, tutto girava fortissimo. Non avevo la forza di fare niente, ho fatto fatica a alzare il braccio sinistro, (…) barcollando sono andato in bagno, cercavo di vomitare. Mi guardavo allo specchio e vedevo quest’uomo, bianco come un cadavere con gli occhi rossi (…) non pensavo a tutte quelle cose che mi sembrava fossero importanti fino a quel momento, tipo carriera, soldi, figli. Anche i miei figli, che amo più di ogni altra cosa. Pensavo una cosa sola: mi guardavo e dicevo “Walter, Se questo è il tuo momento hai fatto tutto quello che dovevi fare, sei sulla strada giusta?” e la risposta è stata “No”. Di quello dobbiamo aver paura, perché arriveremo a quel punto tutti quanti. Ci arriveremo, prima di passare, e la risposta deve essere “Sì. Sì ho fatto quello che devo fare in questa vita” (…) Quello che ho capito è che volevo semplicemente essere d’ispirazione. Mi ha ha detto “Se tu l’hai superata, allora lo devi restituire agli altri”. Noi siamo qui per condividere non per prendere» [Balivo, cit.] • Con questa nuova consapevolezza, a giugno annuncia il ritiro dalle scene televisive per dedicarsi a tempo pieno al life coaching: «Ho capito quanto sia prezioso il mio tempo e ho deciso quindi di impiegarlo solo in campi e progetti attraverso i quali posso ispirare le persone ad essere sempre più consapevoli e responsabili della propria vita. Non giudico né i contenitori e né chi continua a fare tv, ognuno segue il suo percorso e questo semplicemente non è più il mio» [Nicola Bambini, Vanity Fair] • Nel 2021 viene pubblicato il suo libro La vita accade per te. «Per essere felici bisogna scoprire la propria natura e ascoltarla». E quale è la sua natura? «Ispirare le persone, tirare fuori il potere che c’è in loro. Ho sperimentato depressione, bancarotta, non camminavo più, mi sono operato al cuore, mi sono separato. Ora ho messo tutto questo a disposizione degli altri» • All’inizio di maggio 2026, in risposta a delle anticipazioni su una sua nuova partecipazione all’Isola dei Famosi, si sfoga in un video su Instagram: «Dopo 23 anni se devo tornare ancora all’Isola dei Famosi? Ho bisogno di soldi? Sì, cazzo. Sì che ho bisogno di soldi. (…) E forse me ne danno anche un bel po’. Ma il fatto di andare è la scelta giusta? (…) Questo mi domando io. In Nudo… ma si fa per dire racconto il fatto di tirare giù le maschere, di essere sinceri, di essere autentici, a 56 anni cazzo, ma se devo tornare in un contenitore che non è consumato, di più, dopo 23 cazzo di anni dall’Isola (…) ma se devo tornare ancora lì? La gente mi guarda in faccia, mi sputa: “Tu l’hai fatto per questo. Ma come? Vieni a teatro a spiegarmi come si vive in maniera autentica, e vai lì. Ancora?!”» [Instagram].
Amori Primo «grande imbarazzo» provato da Walter Nudo, a 14 anni: «Arrivò a casa la telefonata di una ragazzina che chiedeva di me e mia madre le rispose: “Walter è in bagno”. Io sprofondai dalla vergogna e le chiesi: perché hai detto così? E lei: “Ma dai, hai ancora la bocca sporca di latte”» [Irene Ghergo, Gente] • Tre le relazioni importanti: tra il ’94 e il 2002 con la ballerina Tatiana Tassara, dalla quale ha avuto due figli: Elvis, nel 1996, e Martin Carlos, 1999. Sono entrambi ballerini professionisti [Balivo, cit.] • Tra il 2004 e il 2008 ha avuto una relazione con la compagna di set di Incantesimo Samuela Sardo; nel 2010 ha sposato la stilista francese Céline Mambour, per poi divorziare nel 2017 [ilsussidiario.net] • «Quello che volevo era l’amore di mia mamma, sempre, con tutte le donne che ho avuto nella mia vita, con la ricerca delle donne. Con tutte le donne che hai avuto cercavi tua madre? Io cercavo mia mamma. Sì. E tu ne hai avute tante? Io ne ho avute tante e c’è stato un periodo anche che col sesso è stata una droga per me perché poi con questo l’ho rielaborato col tempo e lì ho capito che c’era una ferita profonda, che tutto quello che facevo e cercavo quella riconoscenza di mia mamma e quello che facevo spesso e le abbandonavo. Cioè io andavo con una donna e poi non volevo più vederla. Ah Cioè avevi un rifiuto? Avevo un rifiuto anche con tre o quattro donne in 3 ore 4 ore conosciute in quel momento lì» [De Girolamo, cit.].
Titoli di coda «Il dolore non è evitabile nella vita, la sofferenza sì. E tanti momenti felici fanno un giorno felice, tanti giorni fanno una settimana, tante settimane un mese, tanti mesi un anno e tanti anni fanno una vita felice. Possiamo averla tutti» [Chiara Maffioletti, Cds].