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 2026  giugno 08 Lunedì calendario

Biografia di Giuseppe Cipriani

Giuseppe Cipriani, nato a Venezia il 9 giugno 1965 (61 anni). Imprenditore, pilota automobilistico.
Titoli di testa «Credo di essere stato un pessimo amministratore, perché ho sempre investito soltanto nell’azienda. Quindi non ha mai diversificato? Sempre All-in? «Sì. Quando ho dei soldi li metto nella Cipriani» [Marcela Dobal, Forbes Uruguay].
Vita Il nonno «Giuseppe era nato a Verona il 4 novembre 1900 da una famiglia poverissima, ultimo di otto figli. [...] “Era figlio di un manovale che a Verona si spaccava la schiena per 80 centesimi al giorno. Nel 1904 decise di emigrare per fame in Germania”». Rientrati a casa allo scoppio della I guerra mondiale, Giuseppe venne arruolato. Fortunatamente scampò alla guerra e cominciò a lavorare come garzone nelle migliori pasticcerie veronesi. Successivamente «divenne cameriere nei migliori alberghi della città. Poi salì di grado peregrinando negli hotel di varie località fra Italia, Francia e Belgio» Infine arriva all’hotel Europa-Britannia. E lì incontrò Harry Pickering? “Sì, uno studente che abitava in albergo con una vecchia zia, accompagnata da un gigolò e da un cane pechinese”» [Stefano Lorenzetto, L’Arena] • Correva l’anno 1929, e il ragazzo chiese a Giuseppe dei soldi per rientrare negli Usa. Le 10 mila lire che ricevette si rivelarono un eccellente investimento: Pickering tornò due anni dopo, saldò il debito, e propose a Giuseppe di mettersi in società con lui. Così, nel 1931, nacque l’Harry’s Bar, in un ex magazzino di corde. Finita la II guerra mondiale, il locale diventò famosissimo presso il jet set internazionale: Hemingway ci scrisse Di là dal fiume e tra gli alberi; venne frequentato da Orson Welles, Truman Capote, Maria Callas, Gianni Agnelli e decine di altri grandi personaggi [Aldo Cazzullo, Cds] • L’Harry’s diventerà leggendario anche per il suo essere patria di due famose invenzioni culinarie: il cocktail Bellini nel 1948, che deve il suo nome all’esposizione di un’opera del Bellini alla Biennale di quell’anno; e il carpaccio, creato nel 1950 per rispondere alle necessità di una nobildonna che non poteva mangiare carne cotta (il nome ha la stessa identica genesi del Bellini) [Gianni Mura, Non c’è gusto. Tutto quello che dovresti sapere prima di scegliere un ristorante] • Nel 1932 nacque Arrigo, (il quale si sarebbe dovuto chiamare Harry, ma per l’Italia fascista i nomi stranieri erano proibiti), che, dopo un brevissimo tentativo di studiare Giurisprudenza, seguì le orme paterne, lavorando duramente «sei giorni alla settimana» e accrescendo sempre più la fama del locale, che nel 2001 verrà dichiarato Patrimonio Nazionale dal Ministero della cultura. Sua sorella Carla «Tinta», sarà l’amatissima moglie di Tinto Brass [Cazzullo, cit.] • Nel 1965 nasce Giuseppe jr. Arrigo Cipriani, tutti i suoi tre figli si occupano di ristorazione? «No, solo Giuseppe. Carmela è avvocata e scrive libri per l’infanzia, mentre Giovanna, anche lei laureata in Legge, è stata inviata della Rai. Intervistò Yasser Arafat e Tareq Aziz. Smise per fare la mamma. Ha aiutato il fratello per l’Harry Cipriani di New York» [Francesco Aliberti, Fatto] • Fin da bambino il giovane Giuseppe dimostra una precoce devozione per le sue grandi passioni: i viaggi e le esperienze all’estero, e l’automobilismo sportivo (un amore ereditato dal padre, che sognava di diventare pilota). A 11 anni, durante un soggiorno di studio in Inghilterra, assiste alla prima gara di Formula Uno disputata sul tracciato di Brands Hatch [Michele Lupi, Rolling Stone] • Hai avuto modo di ascoltare tuo nonno? È morto quando avevi 15 anni. E ricordi alcuni dettagli specifici che, senza saperlo all’epoca, ti sono stati utili in seguito, quando hai preso le redini dell’azienda? «Un giorno lo vidi fuori dal suo appartamento. Venezia è una città in cui si gira a piedi, no? Per cui è una città in cui si va in giro con una valigia. Ero con mio padre, che gli chiese: “Dove stai andando con quella valigia?” E lui rispose: “A Monte Carlo”. Mio padre chiese: “Cosa vai a fare a Montecarlo?” “Aprirò un ristorante, perché se fosse per te non andremmo da nessuna parte”. Ed è lì che ho imparato a viaggiare all’estero e a fare cose fuori dall’Italia. Così, a 19 anni, mi sono trasferito a New York, e là ho iniziato la mia carriera aprendo attività fuori dall’Italia» [Álex Milberg, Forbes Argentina] • Arrigo Cipriani, anche con suo figlio è stato un passaggio naturale? «Mio figlio ha avuto più o meno lo stesso mio passaggio perché anche lui aveva finito il liceo classico, però non aveva molta voglia di studiare» [Ad Annamaria Sirotti, CloseUp, San Marino Rtv] • Il primo, grande affare all’estero arriva nel 1985: l’apertura dell’Harry Cipriani a New York, organizzata da padre e figlio dopo una chiamata dal padrone dell’albergo Sherry-Netherland, rimasto affascinato dall’atmosfera del locale a Venezia. Per problemi relativi all’organizzazione e ai guadagni la collaborazione si interromperà nemmeno due anni dopo, ma nel frattempo i Cipriani hanno aperto un secondo locale, il Cipriani Bellini. Giuseppe si occupa in prima persona di tutta l’attività, dalle trattative all’organizzazione e gestione del bar [John Taylor, New York] • È il primissimo passo di un’avventura che, quarant’anni dopo, vedrà la Cipriani S.A. operare in 40 sedi diverse con 6000 dipendenti [Luca Zaia, il fienile, Youtube] • Arrigo Cipriani: «Quando ha iniziato gli dicevo: “Non fare questa o quella cosa, è troppo grossa, troppo grossa”, ma lui la faceva lo stesso, perché non mi sta a sentire. Vi posso assicurare che qualsiasi cosa faccia me la viene a chiedere, e io rispondo sempre: “Non saprei, dipende da te”. E lui la fa» [America Business Forum, Youtube] • «Non ci sono molti segreti in quello che facciamo: il letto deve essere molto comodo, il cibo deve essere buono, il servizio deve essere fantastico. Non c’è molto altro da aggiungere. Mio nonno mi diceva sempre: “Ricordati che passi molto più tempo a letto con le luci spente che con le luci accese; quindi, deve essere un buon letto” [ibid.] • Gli anni americani sono anche quelli in cui Cipriani comincia a dare sfogo alla sua ardente passione per le corse automobilistiche: nel 1988 prende parte a delle gare automobilistiche negli Stati Uniti. Rientrato in Italia, nel 1989-’90 corre nel campionato italiano di Formula 3. L’anno dopo fonda un team personale, il Barone Rampante, che iscrive al campionato di Formula 3000 Internazionale, la serie cadetta prossima alla Formula Uno [barone-rampante.com] • Cipriani, Barone Rampante, il nome della scuderia, perché pensate già alla Ferrari? «No, no, è un romanzo di Italo Calvino che mi piace moltissimo come scrittore. Ha scritto di questo personaggio che ha sempre vissuto al di sopra delle cose terrene, come un po’ il mondo della formula delle formule e forse è anche per questo che l’abbiamo chiamato così». Cipriani, un passato, diciamo, modesto da un punto di vista di pilota. Ma è allora il riconoscimento, facendo il titolare di una scuderia, della sconfitta come pilota? «Ah, forse sì, perché no? Adesso poi ho due figli, una moglie stupenda, per cui diciamo che guardo correre gli altri. Sì, è meglio» [ad Andrea de Adamich, Grand Prix] • 1991 «Cipriani cercava un pilota per il team Barone Rampante, mi proposi e mi presero. Forse perché l’anno prima lui correva in F3 e mi aveva visto affrontare una curva a Pergusa in modo fuori dal normale. “Ma come fai?”, mi chiese. “Se creo un team ti prendo come pilota”. Lo fece davvero» [Alex Zanardi, Sportweek] • Negli anni successivi correranno per la squadra Barrichello, Montermini, Lammers, Vandone [barone-rampante.com] • Nel 1992 Cipriani accarezza il sogno di debuttare in Formula 1: non avendo alle spalle un costruttore, tenta di acquistare le macchine della Tyrrell con dei motori Jaguar. Nel progetto entra anche Flavio Briatore, allora team manager della Benetton, per la quale il Barone Rampante sarebbe potuto diventare un junior team. L’operazione non va in porto [unracedf1.com] • Briatore e Cipriani si erano conosciuti proprio nell’ambiente delle corse. Durante un’indagine antimafia (che non otterrà alcun risultato), la Dia intercetta una chiamata di Briatore con un uomo d’affari siculo, Felice Cultrera: «Racconta Briatore che Cipriani sta cercando di entrare nel business della Formula 1, insieme a un certo Angelo Bonanno. Per convincere Flavio, Cipriani gli aveva squadernato le sue referenze: “Sono amico di Tommaso Spadaro, sono amico di Tanino Corallo”. Nomi pesanti, in Sicilia. Cultrera ascolta e poi consiglia a Briatore di prendere sul serio il giovane Cipriani: poiché Bonanno – dice Cultrera – “è uno pesante, inserito in una famiglia pesante”. Infatti è considerato uomo dei cursoti, clan mafioso catanese che aveva affari anche a Milano» [Gianni Barbacetto, Fatto] • Sebbene il progetto Tyrrell sfumi, il legame tra Cipriani e Briatore sopravviverà, e i due collaboreranno insieme in numerose operazioni legate all’ambiente alberghiero, turistico e ricreativo (Cipriani sarà anche invitato al matrimonio di Briatore con Elisabetta Gregoraci) [Messaggero] • Alla fine del 1993 Cipriani cessa le operazioni del Barone Rampante. La squadra verrà successivamente rifondata, permettendo al suo proprietario di correre, con alterne fortune, in vari campionati. Nel 2019, 2021 e 2024, alla guida di una Lamborghini Huracán, Cipriani vince il campionato International Gt Open nella classe Am [barone-rampante.com] • Perché Giuseppe Cipriani ama la competizione? «Amo la competizione, perché credo faccia parte della vita, e mi mantiene giovane. La competizione è un’ottima cosa, non importa dove la si trova. Nel mio caso, è più facile avere successo nel mondo degli affari, piuttosto che in quello delle corse, ed è per questo che voglio continuare a provarci: io non mollo mai» [World Series Formula V8 3.5, YouTube] • Le sue attività imprenditoriali negli Stati Uniti (possiede diversi locali a New York) lo hanno ripetutamente portato sulle prime pagine dei giornali: non solo per le notevoli operazioni immobiliari (Nel 1997 «Uscì sul Corriere della Sera la notizia “Cipriani compra il 55 di Wall Street”. Mi chiamò mio padre, che mi disse: “Come stai?” Dico: “Molto bene”. “Che è successo?” “Niente, perché?” “Hai comprato qualcosa?” Gli dico: “Come lo hai saputo? È uscito sul giornale, vero?” Non mi parlò per sei mesi» [Milberg, cit.]) ma anche per motivi molto più seri. Nel 2004 un sottoposto del boss mafioso John Gotti testimoniò che Giuseppe Cipriani gli aveva dato 120.000 dollari per «risolvere» dei problemi con il sindacato dei dipendenti di un suo locale, il Rainbow Room. Gli avvocati di Cipriani smentirono, e l’indagine non proseguì oltre [Geoffrey Gray, New York Magazine]; nel 2007, lui e suo padre si dichiarano colpevoli per l’evasione fiscale (relativa al 1998) da 3,5 milioni di dollari di alcune tasse specifiche di New York, patteggiando una multa di 10 milioni di dollari [Alberto Alfredo Tristano, il Riformista] • «Arrigo Cipriani, lei ha avuto problemi con la giustizia americana. “Sbagliai a patteggiare, e pagai dieci milioni al fisco. Avrei vinto la causa, perché ero in buona fede. Mi misero in gabbia con mio figlio, e ci fecero aspettare ore. Venne il prosecutor a scusarsi per l’attesa”. E Giuseppe: “Io invece la ringrazio: in tutta la vita non ho mai passato tanto tempo con mio padre”» [Cazzullo, cit.] • Nel 2021 viene citato in giudizio da una cameriera di un suo locale, il Downtown Socialista di Manhattan, per molestie sessuali avvenute tra il 2017 e il 2019. Cipriani si dichiara innocente e la questione viene risolta con un accordo extra-giudiziario. Nel corso della stessa vicenda, la donna definisce i locali di Cipriani come i “territori di caccia” di Harvey Weinstein, potente produttore cinematografico e molestatore incallito di donne, che sarebbe stato «amico» di Cipriani [David McAfee, Bloomberg Law News] • Nel 2026 il Dipartimento di Giustizia statunitense rivela che il nome di Cipriani appare 530 volte negli Epstein files, documenti che rivelano la ragnatela di rapporti con persone influenti intessuta dal multimilionario pedofilo Jeffrey Epstein, il quale si scambiava email con Cipriani relative a delle serate nei suoi locali. I due avrebbero avviato una collaborazione (dall’esito sconosciuto) per l’acquisto del locale londinese Rififi a 800 mila sterline, prestate da Epstein [therealdeal.com] • La conoscenza con Jeffrey Epstein nacque dai soldi che doveva prestarle? «Non mi ha mai fatto un finanziamento. Mai. Voleva investire in un nostro locale, vent’anni fa a Londra, ma non se ne fece niente. Anche quella è una grandissima balla, basta andare anche sugli Epstein file e vedere: c’è una corrispondenza fra avvocati suoi e miei che poi non s’è conclusa. Nei nostri ristoranti serviamo sette milioni di persone, delinquenti e presidenti, e ci veniva anche Epstein. Ma non è mai stato mio socio. Tra l’altro, non m’è mai stato neanche molto simpatico» [Francesco Battistini, Cds] • Nel giugno del 2018, con un’operazione finanziaria da 40 milioni, si è riappropriato delle quote degli altri soci della Cipriani SA, compreso il 16 per cento appartenente al fondo Blue Skye. Concentra così tutte le quote della Cipriani International SA nella holding lussemburghese C Management. Per liquidare Blue Skye, entrato alla fine del 2012 per sostenere i progetti di rilancio internazionale del brand Cipriani, sarebbero stati messi sul piatto 25 milioni di dollari, ai quali si sono aggiunti 15 milioni per estinguere il finanziamento contratto con Unicredit [retailinstitute.it] • Nel 2023 ottiene un maxi prestito pari a 267 milioni (tasso al 2 per cento, scadenza al 2029) da una società finanziaria appartenente a Xavier Niel, il patron di Iliad, fondamentale per proseguire le attività di sviluppo del gruppo nell’America Latina [Mario Gerevini, Cds] • Sempre nel 2023 viene risolto un annosissimo problema relativo all’appartenenza del nome «Cipriani», che affliggeva la società a partire dal 1958, anno della cessione dei diritti di sfruttamento del cognome da parte di Giuseppe Cipriani Sr. [Reuters] La battaglia legale ha generato, negli anni, decine di cause per milioni di dollari di risarcimenti, in cui la holding veneziana veniva spesso sconfitta. Viene dunque stipulato un accordo con il gruppo della moda e del lusso Lvmh, proprietario del marchio Belmond, che aveva a sua volta comprato l’albergo e il bar originali: «L’Hotel Cipriani resta uno e uno solo: quello di Venezia, che oggi è di proprietà di Lvmh. Poi, come in una specie di Monopoli, Lvmh e Cipriani si spartirebbero i territori per decidere chi comanda su una serie di insegne di ristoranti e club di lusso sparsi in tutto il mondo» [Sara Bennewitz, Rep] • Nell’aprile del 2026 viene coinvolto in un’altra vicenda giudiziaria, relativa al concessione della grazia da parte del Presidente della Repubblica alla sua compagna, Nicole Minetti, precedentemente condannata a scontare tre anni e undici mesi di carcere per favoreggiamento della prostituzione e peculato. La grazia, concessa a febbraio del 2026 per «motivi umanitari» è relativa alla cura di un bambino uruguaiano, nato nel 2017 e afflitto dalla sindrome della spina bifida, adottato dalla coppia nel 2023 [ibid.] • Il caso riceve ampia copertura mediatica quando viene rivelato dal giornale Il Fatto Quotidiano, e dalle trasmissioni televisive Mi manda Rai3 e Report, in cui si mette pesantemente in dubbio l’autenticità dei fatti a partire dai quali la Procura di Milano ha avviato la pratica per la concessione della grazia. In particolare, per quanto riguarda Cipriani, viene raccolta la testimonianza di una massaggiatrice che avrebbe assistito a delle feste, svoltesi nella tenuta «Gin Tonic», a cui avrebbero preso parte delle prostitute selezionate da Minetti, cosa che avrebbe reso improbabile l’adozione del bambino [Thomas Mackinson, Fatto] • La coppia reagisce negando completamente le accuse, e presentando al Fatto Quotidiano un’ingiunzione a desistere dalla produzione di ulteriori materiali sul caso e a cancellare tutti gli articoli fino ad allora prodotti. In caso contrario, avrebbe fatto causa al giornale chiedendo un rimborso pari a 250 milioni di euro [ibid.] • Non vi aspettavate le polemiche? «Nessuno poteva aspettarsi una bufera del genere. E queste poi non sono polemiche: sono bassezze. Tutta la vicenda non ha gambe per camminare, è una cosa pazzesca: non rispettare la privacy d’un bimbo, la privacy familiare... Credo che bisognerà trarre delle conclusioni e agire, quando le cose si saranno calmate. Chiederemo i danni. Dare la notizia va benissimo, ma qui s’urla al vento per cose che non esistono. Si danno le notizie e poi, però, s’ammette che non sono confermate». E le rivelazioni sul vostro stile di vita? Che cosa succede la notte, al Gin Tonic? «Che cosa vuole che succeda? È una casa normalissima, dove ricevo ospiti da trent’anni. Ci son passati tutti: bambini, attori, persone comuni, amici. Facciamo le feste? Vada su Instagram: le foto in cui son tutti vestiti in bianco, sono immagini d’un normale Capodanno» [Battistini, cit.] • In aprile la Procura di Milano affida all’Interpol delle indagini in merito alla fondatezza delle rivelazioni raccontate dal Fatto. In giugno le verifiche danno esito negativo, confermando la versione della coppia, che annuncia querela, mentre dal Fatto Quotidiano si conferma l’intenzione di proseguire nelle indagini sulla vicenda [Marco Travaglio, Fatto] • Nel dicembre del 2026 è prevista l’inaugurazione del suo nuovo hotel-casinò a Punta del Este, in Uruguay, un progetto colossale i cui lavori sono cominciati nel 2018. Accanto a questa struttura, nel decennio successivo, dovrebbe essere completata la costruzione di un complesso residenziale di lusso, strutturato in 3 torri che, una volta completate, raggiungerebbero il secondo posto nella classifica degli edifici più alti dell’America Latina [Dobal, cit.].
Amori Nell’agosto 1987 sposa Eleonora Gardini, figlia di Raul. Si separano nel 1996. Dalla loro unione nascono due figli: Ignazio (nel 1988), dal 2024 presidente della squadra di calcio del Ravenna; e Maggio (1989), che collabora con il padre • Dopo il divorzio ha avuto numerose relazioni, tra cui una con Carolina Parsons e una con Naomi Campbell (Novella 2000) • Nel marzo del 2008 dichiara: «non mi sposo più, una volta basta» [Jacopo Iacoboni, Stampa] • La relazione con Nicole Minetti ha avuto inizio nel 2012. Nel 2018 hanno avuto un figlio, di cui non si conosce né il nome né l’aspetto [Santo Pirrotta, Vanity Fair].
Titoli di coda Tra tutte le cose che hai fatto nella vita, di quale sei più orgoglioso? «Dei miei collaboratori, che sono quasi tutti molto orgogliosi di lavorare per questo marchio. Questo mi riempie di gioia, mi rende felice perché significa che ci teniamo, che ci mettiamo qualcosa di non comune» [Milberg, cit.].