13 giugno 2026
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Biografia di Giovanna Botteri
Giovanna Botteri, nata a Trieste il 14 giugno 1957 (69 anni), giornalista nota soprattutto per le sue corrispondenze di guerra
Vita Figlia del giornalista Guido Botteri, ex direttore della sede Rai Friuli-Venezia Giulia, originario di Strembo in Trentino Alto Adige, e di madre serbo-montenegrina, parla anche l’inglese e il francese, oltre che il serbo-croato • Si laurea in filosofia con il massimo dei voti all’Università degli Studi di Trieste, ottenendo poi un dottorato in storia del cinema alla Sorbona di Parigi • Dopo aver collaborato nel 1983 con i giornali Il Piccolo e l’Alto Adige, nel 1985 inizia a lavorare per la Rai di Trieste, prima alla radio e poi alla televisione • Nel maggio 1986 realizza uno speciale con Margherita Hack per Rai 3, poi diventa collaboratrice di Michele Santoro per il programma Samarcanda e nel dicembre 1988 entra nella redazione esteri del Tg3 • Sono gli anni della direzione di Sandro Curzi: in redazione, oltre a Santoro, trova Corradino Mineo, Federica Sciarelli e Bianca Berlinguer • Nel frattempo diventa professionista: dal 25 gennaio 1990 è iscritta come professionista all’Albo dei Giornalisti del Friuli-Venezia Giulia • Come inviata speciale ha seguito numerosi e importanti avvenimenti internazionali: nel 1991 il crollo dell’Unione Sovietica e l’inizio della guerra d’indipendenza croata, dal 1992 al 1996 la guerra in Bosnia ed Erzegovina e l’assedio di Sarajevo dove, assieme a Miran Hrovatin, ha filmato l’incendio della Biblioteca Nazionale, la strage del pane, il massacro di Markale e quello di Srebrenica • È stata in Algeria, Sudafrica, Iran e Albania, dove ha seguito la ribellione a Valona nel 1997, per poi documentare la guerra del Kosovo ed entrare a Peć assieme all’esercito italiano nel 1999 • Nello stesso anno torna a lavorare con Santoro per Circus e nel 2000 per Sciuscià • Dopo aver seguito il G8 di Genova nel 2001 è stata in Afghanistan fino al rovesciamento del regime talebano e, come inviata di Tg2 e Tg3, in Iraq prima e durante la seconda guerra del golfo • Non ha mai nascosto la propria passione per il lavoro di reporter: «L’11 settembre ero tornata a Roma. Quando mi arrivò la notizia ero in piscina con mia figlia, che allora aveva 12 anni. Il tempo di capire se era vero o no e sono partita per il Pakistan. Quando catturano Osama (10 anni dopo, 2 maggio 2011, ndr) invece ero a cena da Pj Clarke’s, a New York. Sul megaschermo c’era una partita. Ho detto: “hanno preso Bin Laden”» • «Ricordo sempre quando stavo per partire per l’Afghanistan insieme al convoglio in cui c’era anche Maria Grazia Cutuli, l’inviata del Corriere rimasta uccisa in quell’agguato. Mia figlia mi disse basta, torna, ho bisogno di te e io rinunciai a partire. Insomma, mi ha salvato la vita. Io avevo un motivo in più per stare attenta: dovevo tornare da Sarah». Ti sei mai chiesta: ne vale la pena? «Sì spesso, soprattutto quando hanno ucciso Ilaria Alpi in Somalia, la mia amica del cuore, la compagna di banco nella redazione del Tg3. Miran Hrovatin, morto con lei, era stato mio operatore. Io ero in Bosnia. Mia figlia con mio padre a Trieste. All’asilo, un’amichetta le dice: “Ho sentito che è morta un’inviata, è tua mamma?” Sono tornata di corsa a casa» [a Rio, cit] • Nell’ottobre 2002 ha seguito le ispezioni Onu alle prigioni e, assieme a Guido Cravero, ha filmato in esclusiva mondiale sia l’inizio dei bombardamenti su Baghdad il 20 marzo 2003 sia l’arrivo dei carri armati statunitensi il 9 aprile: «Il primo scoop della guerra all’Iraq è merito di Giovanna Botteri, inviata del Tg3 a Bagdad, che ha ripreso e trasmesso in diretta, nell’edizione di ieri sera, il bombardamento di due palazzi governativi proprio di fronte all’albergo che ospita buona parte dei corrispondenti stranieri. Il piccolo Tg3 ha battuto la grande Cnn» [Rondolino, Sta 21-03-03] • Dal 2004 al 2007 ha condotto l’edizione delle 19 del Tg3 • Dal 2007 al 2019 è stata corrispondente della Rai dagli Stati Uniti • Nel 2018 la Rai ristruttura pesantemente la sede di New Yorka: «I giornalisti per le testate dei Tg, Dino Cerri, Gerardo Greco e Giovanna Botteri, continueranno a fare i corrispondenti, avvalendosi però delle strutture della Associated Press, come riporta il comunicato dei lavoratori scesi in rivolta» [Maggi, Sta 02-02-18] • Qualcuno, per la permanenza americana, le fa i conti in tasca, anche se la Botteri non è mai entrata nella rosa dei superstipendi Rai: «Per le sue corrispondenze dagli Usa a Giovanna Botteri vanno 204.746 euro l’anno» [Roselli, Fatto 06-06-19] • Dall’agosto 2019 al novembre 2021 è stata corrispondente Rai in Cina • È in quel periodo che scoppia il caso del suo look: «Che Giovanna Botteri, corrispondente Rai da Pechino, nel raccontare la pandemia, si trucchi, si faccia la messa in piega, si cambi ogni giorno d’abito o scelga invece di indossare la stessa blusa, può essere un tema? In Italia sì. La giornalista da anni, sui social, è vittima di ironie a cui, fino a questo momento non aveva replicato. Qualche giorno fa però, sulla vicenda è intervenuta Striscia la Notizia, con un servizio che - nelle intenzioni del tg satirico di Antonio Ricci - era a favore di Botteri, ma in cui, oltre a riportare i commenti che deridevano il look della giornalista, si faceva anzi notare la sua “fresca messa in piega”, con Gaber in sottofondo che canta “quasi quasi mi faccio uno shampoo”. Satira che è diventata il detonatore degli attacchi, perché nel tentativo di far uscire la giornalista da una scatola – non è vero che non si fa la messa in piega – il programma l’ha messa in un’altra. Non a caso, proprio la corrispondente, questa volta, è intervenuta, proponendo di elevare il dibattito “prescindendo da me” per avviare una “discussione vera, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste, quelle televisive soprattutto, dovrebbero avere secondo non si sa bene chi. Le giornaliste della Bbc sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi. Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio. E nessuno fiata, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono”» [Maffioletti, Cds 04-05-20] • E c’è chi aggiunge: «Quando Giovanna Botteri è stata presa in giro per il suo abbigliamento essenziale e i capelli poco curati, non hai avuto mai il sospetto che una delle cose che non si possono più dire, e che forse è un peccato che non si possano più dire, è che lavorare con l’immagine significa anche attenersi a uno standard? “È innegabile che presentarsi in tv sia un fatto di statement. Giovanna Botteri lo ha così ben presente che ha scelto e studiato un’immagina precisa, che io amo molto, s’è creata una divisa, che è la sua ed è sempre la stessa da molti anni, ma è profondamente diversa da quella da chiunque altro”» [la conduttrice televisiva Mia Ceran a Sciandivasci, Foglio 25-05-20] • Da fine dicembre 2019 a ottobre 2021 si è occupata, sempre come inviata dalla Cina, della pandemia di Covid : «Di guerre ne hai raccontate tante, dai Balcani all’Irak, dall’Afghanistan al Kosovo, ma quella del Covid è stata diversa, subdola, incomprensibile “Vero. La differenza con i tanti altri conflitti che ho visto è che lì sapevi chi era il tuo nemico. Qui no. Può essere il tuo vicino, l’amico del cuore, un parente. Quando fai l’inviata, sai come comportarti, ti premunisci, cerchi di evitare pericoli, di metterti in salvo, con il virus non lo puoi fare, non ti puoi nascondere, non puoi scappare” […] “E all’inizio da fuori nessuno capiva quanto qui fosse terrificante. Non se ne aveva la percezione: 60 milioni di persone chiuse in casa, dalla sera alla mattina, le città vuote, le strade deserte. Non sapevamo niente, avevamo una grande paura. E, poi, abbiamo dovuto riviverla una seconda volta, quando c’è stato un nuovo focolaio”» [a Rio, Giornale 08-08-20] • Divenuta sempre più personaggio, la Botteri viene lanciata come conduttrice in alcune importanti occasioni: nella notte del 24 ottobre 2020 conduce su Rai 1 la serata finale del Premio Luchetta, I nostri angeli, con Emma D’Aquino • Nella notte tra il 3 e il 4 novembre conduce su Rai 3 lo speciale del Tg3 dedicato alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America • La sera del 7 novembre dello stesso anno prende parte allo speciale del Tg3 dedicato alla vittoria di Joe Biden alle suddette elezioni, condotto da Maria Cuffaro • Il 6 marzo 2021 arriva la consacrazione popolare: la giornalista co-conduce la serata finale del Festival di Sanremo, con Amadeus e Fiorello • Da dicembre 2021 a giugno 2024 è stata corrispondente da Parigi e responsabile dell’ufficio francese per i servizi giornalistici radiofonici e televisivi della Rai • Dalla Francia nel 2022 non smentisce il proprio impegno politico: «Collegata da Parigi con Le Parole - il programma di Massimo Gramellini in onda il sabato dalle 20.20 su Rai3 - la giornalista Giovanna Botteri si è tagliata in diretta una ciocca di capelli in segno di solidarietà con le donne iraniane, affermando: “Siamo tutte insieme”» • «Attimi di paura per Giovanna Botteri. Mentre era in diretta da Parigi e in collegamento con il Tg3 delle 19.00, la giornalista Rai si è spaventata per l’esplosione di un petardo avvenuta a pochi centimetri da lei. “Siamo a Place de la Nation dove il corteo è arrivato. Alle mie spalle c’è un ragazzo che è appena stato ferito da una granata. La situazione è davvero molto molto molto tesa”, ha detto Botteri mentre stava raccontando cosa stava accadendo durante la manifestazione organizzata in occasione del Primo Maggio. Nel Paese continuano le proteste contro la riforma delle pensioni voluta dal presidente Emmanuel Macron. Legge che alza l’età pensionabile da 62 a 64 anni» [La Presse 01-05-2023] • «Un appello per stabilire il principio che la stampa internazionale dovrebbe poter entrare in zone di guerra come Gaza per poter “fare il proprio lavoro” e documentare tutto ciò che accade. È stato firmato in soli 3 giorni da 520 giornalisti europei, molti dei quali italiani. Quella in corso in Medio Oriente, si spiega nell’appello, “è una guerra che ha ripercussioni in tutti i nostri paesi e sarà fondamentale per il nostro futuro”, ma per ora “possiamo raccontare quello che vi accade solo dall’esterno”. Da qui l’appello che è stato firmato anche da giornalisti italiani come Giovanna Botteri della Rai, Alberto Negri del Manifesto, Sigfrido Ranucci di Report, Giampaolo Cadalanu di Repubblica» [Ansa 02-11-23] • «“Ci sono giornaliste così preparate che diventano esse stesse icone di un mestiere. Così è per Giovanna Botteri che oggi ha raggiunto la pensione”. Lo scrive in una nota l’Usigrai» [Adnkronos, 15-06-24] • Ma la Botteri non esce di scena: dal 14 settembre 2024 entra a far parte del cast fisso della trasmissione di La 7 In altre parole.
Amori Ha una figlia, Sarah Ginevra nata nel 1980 dalla relazione con il giornalista e scrittore Lanfranco Pace, scomparso nel 2023, dal quale si è poi separata • «Non parla mai d’amore. “Si parla sempre d’amore, mia figlia è una figlia dell’amore” Sarah è nata dal legame tra lei e il giornalista Lanfranco Pace, ex leader di Potere Operaio, accusato di essere un fiancheggiatore del partito armato delle Brigate Rosse. Una storia complicata? “Lanfranco è mancato pochi mesi fa. Ci siamo conosciuti a Parigi: io studentessa universitaria, lui giornalista a Libération. Ci divideva tutto. Io sono arrivata molto più tardi rispetto a quel suo passato. Non so davvero cosa ci ha unito, credo che l’amore sia questo: non capisci, non c’è ragione, ma accade. Dal nostro amore è nata Sarah ed è la cosa più bella”» [A Volpe, Cds 22-06-24] • È legata alla sua città d’origine. Quando Trieste viene tagliata fuori dall’Alta velocità scende in campo: «“Ci si mette più tempo ad andare in treno da Trieste a Roma che in aereo da Roma a New York” ha scritto Giovanna Botteri sul Piccolo, che sta raccogliendo le testimonianze di triestini indignati» [Cazzullo, Cds 05-03-12] • «Adora i film di Kathryn Bigelow e ha una passione smodata per le serie tv poliziesche: “Sono una fan del primo Csi. Rivedo anche le repliche. Ma il massimo è Law & Order. Uno dei miei sogni è di scrivere la sceneggiatura di una serie come questa”» [da Sette Tv 08-05-12].
Titoli di coda «La paura della morte la porto sempre addosso: quando la respiri nei posti di guerra non te ne puoi più liberare» [a Rio, cit].