17 giugno 2026
Tags : Marco Borriello
Biografia di Marco Borriello
Marco Borriello, nato a Napoli il 18 giugno 1982 (44 anni). Ex calciatore. Attaccante. Oggi direttore sportivo dell’Ibiza. Ha giocato e segnato con 12 squadre diverse di Serie A, record condiviso con Nicola Amoruso. «Potrebbe fare mister universo, eppure è più bello dentro che fuori» (l’allenatore Davide Ballardini).
Vita Un’infanzia a San Giovanni a Teduccio, periferia est di Napoli e un padre, Vittorio, che prestava soldi a usura, ucciso dalla camorra: «Crescere senza una figura maschile di riferimento è stato duro. Per fortuna, abbiamo avuto una mamma (Margherita, ndr) che ci ha fatto anche da papà. Comunque è un’esperienza che mi ha rafforzato e reso più responsabile. Altrimenti non sarei andato via da casa a 14 anni» • «Suo padre Vittorio nel 1993 fu ucciso dalla camorra. Com’è stata la sua infanzia? “Non facile. Avevo 10 anni e mia madre è stata fondamentale per la crescita. Nel mio quartiere di Napoli, San Giovanni a Teduccio, c’è la più alta concentrazione di clan della città. Intendiamoci, non era una giungla, ma neppure Disneyland. Un bambino lì è costretto a essere sveglio per forza perché un anno lì ne vale dieci da un’altra parte. Il calcio, poi, mi ha aiutato a superare quella mancanza, però mi sarebbe piaciuto che mio padre avesse visto quello che sono riuscito a fare”. Si è detto però che fosse legato alla malavita. “Mio padre era incensurato (processato e assolto, ndr)”. Ha mai avuto la curiosità di sapere perché è stato ucciso? “Sì, ma l’ho saputo tanti anni dopo. Aveva prestato dei soldi a Pasquale Centore, ex sindaco di un paese del Casertano. Quest’uomo, legato al clan dei Casalesi, non glieli voleva restituire e in un raptus lo ha ammazzato”. Con queste premesse, come ha fatto a polemizzare con Roberto Saviano, accusandolo di speculare sulla camorra? “Ho sbagliato, non lo rifarei. Solo dopo ho saputo quello che ha scritto e come è costretto a vivere. La sua è una goccia nel mare, ma ha avuto coraggio”» (a Massimo Cecchini) • Cresce nelle giovanili del Milan, poi comincia la trafila nelle squadre di provincia: Triestina, Treviso, Empoli, Reggina. «Nel 2006 rientra a Milanello, ma la sua stagione migliore è al Genoa con 19 gol nel 2007-08, una performance che convince il Milan a riprenderlo e tenerlo fino al 2010. Poi Roma, Juventus, ancora Genoa, West Ham, ancora Roma e Genoa, Carpi, Atalanta, Cagliari, Spal prima di chiudere la carriera con l’Ibiza, in Spagna, a 39 anni» (Salvatore Riggio) • «Scelgo tre gol in A? Con la Juve a Cesena nel 2012: decisivo per lo scudetto. Con la Roma al Chievo: fissò il record delle 10 vittorie di fila. Con il Genoa a Udine: fu bellissimo (stop di petto, palleggio di coscia e giravolta), feci una tripletta e diventai capocannoniere. Quella sera a casa mi aspettava Belen» • Nel 2007, quando era in forza al Milan, subì una squalifica di tre mesi per doping (diede la colpa a una pomata contenente corticosteroidi usata nelle parti intime dall’allora fidanzata, la modella argentina Belen Rodriguez) • «Se pensa alla squalifica per doping avuta nel 2006-07, non si vergogna un po’ per gli alibi “sessuali” che le furono dati da Belen (pomate vaginali)? “Fu consigliata male ed esagerò con le interviste, ma non c’entrava niente. Quelle sostanze (metaboliti del cortisone, ndr) erano presenti solo in una pasticca per il mal di schiena che non ho mai preso. Ci crede che ancora non so cosa possa essere successo?”» (a Massimo Cecchini) • Nel 2008 due infortuni lo costringono a lasciare il campo («prima con il menisco e poi una lesione al flessore non vista che si è trasformata in uno strappo ricucito chirurgicamente. Ho trascorso nove mesi d’inferno») • Mancino naturale, l’allenatore giallorosso Rudi Garcia disse che ha un «sinistro di cannone». Il 31 ottobre 2013, contro il Chievo, ha segnato il gol che ha permesso alla Roma stabilire il record delle 10 vittorie consecutive dall’inizio del campionato: «Proprio lui, il centravanti, la punta generosa ma finora asfittica, che Garcia non ha mai smesso di lodare per l’interpretazione dei tanti ruoli in cui gli è stato chiesto di calarsi, soprattutto quello di panchinaro. Borriello se la sentiva “calda”». (Enrico Sisti). • Convocato da Donadoni per gli Europei 2008, non ha giocato neanche un minuto e nel 2010 Lippi lo lascia fuori dalla lista dei 23 partiti per il Sudafrica. Ultima partita con la Nazionale contro Germania nel febbraio del 2011, sotto Cesare Prandelli. In tutto sette presenze e zero gol in azzurro • «Io un top player? No, chiamatemi bel player» • «Fino a 18 anni andavo in giro in tuta e portavo gli occhiali spessi come fondi di bottiglia» • «“Quando ho smesso di giocare è arrivata la pandemia e ho trascorso due anni fra l’Italia e la Spagna. Poi ho iniziato a scoprire il mondo. Nel periodo invernale mi piace stare nei luoghi caldi, sono girovago, cerco di prendere il meglio di tutto finché posso” Insofferente anche da calciatore? “Sì, ogni sei mesi mi stufavo e partivo a caccia di nuove emozioni. Per sopportare la routine devo almeno stare con persone di mio gradimento. A Milano e al Milan ci sarei rimasto per sempre, ma non è stato possibile”. Come le piace vivere, invece? “Per stare bene non ho bisogno di lussi sfrenati, però devo avere la possibilità di fare sport, vedere gli amici, andare in un bel ristorante, essere nella natura. Poi se c’è l’opportunità di godere di un po’ di cultura è il massimo” (…) Da calciatore? “Ho girato 15 spogliatoi e sono sempre stato fra i più vivaci. Nel 2014 ero con la Roma a Mosca per una partita con il Cska. Un sito russo pubblicò foto di me e De Rossi che uscivamo da un night club. Con Daniele abbiamo salvato gli altri 15 compagni che uscirono dopo. Ero tra le spogliarelliste ma, giuro, ero andato lì solo a bere una Coca Cola”. Quanto ha guadagnato nella sua carriera? “A 18 anni prendevo 2000 euro al mese, poi certo dopo molto di più. Credo di aver guadagnato 30 milioni. Non mi sono fatto mancare niente, ho avuto una vita costosa e dispendiosa ma sono riuscito a salvare il patrimonio”. Bello e ricco, si sente invidiato? “In tanti quando mi vedono dicono “beato te”. Guardano la villa, la vista sul mare. Ho scelto uno stile di vita alto, ma devo lavorare per mantenerlo, mica sono nato ricco”. Di cosa si occupa adesso? “Ho scelto di non avere più padroni. Ho una piccola quota dell’Ibiza calcio: sono consigliere e ambassador del club. Mi piace anche il mondo della finanza e del real estate”» (a Monica Colombo e Monica Scozzafava) • «In carriera ha ottenuto meno di ciò che avrebbe meritato? “Potevo dare di più, ma non è stata solo colpa mia. Qualcuno a volte mi ha messo i bastoni tra le ruote, senza contare che ogni volta che ho fatto una grande stagione, subito dopo mi sono infortunato”. Con quale allenatore ha avuto i rapporti peggiori? “Baldini all’Empoli”» (a Massimo Cecchini) • «L’allenatore che l’ha valorizzata di più? “Gasperini. Con lui avrei fatto 15-20 gol a campionato. Un rivoluzionario. Vedrete, entro qualche anno porterà il portiere sulla linea dei difensori. Magari a volte litiga con i campioni, ma se sei un talento addormentato, lui ti risveglia: guardate Muriel, Ilicic, Gomez. Però devi lavorare”. La Roma l’ha delusa? “A Roma mi vogliono bene, è la proprietà americana che voleva mandare via Borriello mettendomi avanti chiunque: Destro, Osvaldo, Okaka, Borini. Mi mettevano alla porta, tornavo, muto in panchina, ripartivo. Mi ha danneggiato. Dicevano ‘er progggetto, er progggetto’, ma poi l’unico risultato di Pallotta sono state le 10 vittorie di fila. Arrivate grazie a un gol mio” (…) • Le piace la sua nuova vita? “Smettere è stata la decisione più bella che abbia preso. Ho scoperto la libertà, avevo tante passioni anche prima ma non il tempo di curarle. Mi piacciono l’architettura, l’interior design, l’arte. E ho scoperto il padel”. Anche lei? “Ne sono malato, giocherei tutti i giorni, ma con 4 operazioni al menisco devo accontentarmi di 3 volte a settimana. Miglioro, imparo. E mi atteggio”» (a Matteo Pinci).
Amori Per anni fidanzato con Belén Rodríguez: «Quando ho conosciuto Belén era una modellina sconosciuta: stando con me ha avuto più visibilità, anche se poi, avendo un grande talento, ha saputo crearsi da sola una carriera da showgirl». La loro relazione finì nel 2008, quando lei lo tradì con Rossano Rubicondi a L’isola dei Famosi (il suo allenatore di allora Carlo Ancelotti: «Spero che questa vicenda finisca in fretta, altrimenti quello non si allena più») • Poi ci sono state la modella Nina Seničar, l’étoile dell’Opera di Parigi Eleonora Abbagnato (poi sposata all’altro giocatore della Roma, Federico Balzaretti), Alessia Ventura, Nicole Minetti. Quindi una relazione con la top model di Victoria’s Secret Izabel Goulart, conosciuta a Cannes • «Quando ha fatto l’amore per la prima volta? E si ricorda con chi? “Ho sviluppato tardi, diciamo 17-18 anni. E sul ricordo... Più o meno”.Prandelli ha detto che il mondo del calcio è pronto per l’outing degli omosessuali. “Per noi calciatori non sarebbe un problema. Io poi ho anche alcuni amici gay. Ma non so come i tifosi la prenderebbero”» (a Massimo Cecchini) • «Le manca una compagna? “Macché, tutte le mattine mi alzo, mi guardo allo specchio e mi dico “ti amo” (ride). Ho avuto storie in passato ma ho scelto me e ho fatto bene. Quando ho voglia e l’occasione mi vivo l’emozione. In futuro vorrei lasciare il mio dna, un figlio è importante”. Lei è una mosca bianca in un ambiente dominato da calciatori che mettono su famiglia da ragazzi? “Si sposano giovanissimi e poi partono i tradimenti. Scoppiano tutti, restano i figli che sono la cosa più bella. Sarò anche egoista ma resto coerente con la vita che voglio avere”. Lei tradisce? “Quando sono stato fidanzato non l’ho mai fatto”. Quante donne ha avuto? “Non sono il tipo che con le donne fa ginnastica e conta. Le relazioni fisse si contano sulle dita di una mano. Poi ho avuto grandi passioni che non necessariamente sono finite sui giornali di gossip”. Cosa cerca in una donna? “L’aspetto estetico è il primo che mi colpisce. Ma in questa fase conta anche il fattore cerebrale”. Strategie di conquista? “Sono in una fase di consolidamento della vita. Penso più a conquiste immobiliari e finanziarie che a quelle sentimentali”. Cosa rappresenta per lei ora Belén? “È stata una storia d’amore acerba, immatura, fra due ragazzi. Se ci incontriamo a Milano la abbraccio, è una ragazza solare e divertente. Comunque è stata la relazione più importante della mia vita, è durata quattro anni e mezzo”» (a Monica Colombo e Monica Scozzafava) • «Sono un passionale, ma non sono un sesso dipendente: il sesso manca a chi non ce l’ha, io ho la fortuna di sapere che, se voglio, lo posso avere in qualunque momento».
Vizi Non è scaramantico («è una cosa per deboli»). Di sé dice di essere permaloso, un po’ vanitoso (usa tre profumi diversi, va dal parrucchiere ogni 15 giorni e spende un sacco di soldi vestiti, scarpe e intimo) • Adora le melanzane alla parmigiana, al vino preferisce la birra • Odia la matematica.