30 maggio 2026
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Biografia di Brooke Christa Shields
Brooke Christa Shields, nata a New York il 31 maggio 1965 (61 anni). Modella e attrice.
Titoli di testa «Sono una newyorkese fino al midollo. È qui che sono cresciuta e dove vivo tuttora. Questo significa che non sono stata costantemente a contatto con persone del mondo dello spettacolo: ho avuto dei veri punti di riferimento, circondata dalla famiglia di mio padre. Probabilmente è il motivo per cui oggi sono relativamente sana di mente» [dal suo libro autobiografico C’era una volta una bambina, 2015].
Vita Sua madre Teri era una venditrice di cosmetici di Newark che rimase incinta del figlio di un tennista abbastanza famoso (lui aveva sette anni in meno di lei, si sposarono ma divorziarono poco dopo). Alcolista, è morta nel 2012. «L’alcolismo di mia madre mi ha tenuto sulla retta via durante l’infanzia e l’adolescenza. Mi prendevo cura di una persona che beveva. Non potevo nemmeno prendere in considerazione l’idea di essere una sbandata anch’io: tutto ciò che volevo era prendere ottimi voti a scuola e tenere mia madre in vita» [ibid.] • «Una madre iper-puritana, newyorkese doc con sangue blu nelle vene (la nonna paterna era la principessa Marina Torlonia)» [Massimo Di Forti, 2005 Mess]. «Famosa a sua volta per la guardia implacabile imposta alla figlia in tutti questi anni. Fu lei a pretenderne la verginità fino a 25 anni e a sbandierarla poi con orgoglio in trasmissioni tv e interviste ai settimanali» [Alessandra Farkas, 1997 Cds] • Teri chiamava la figlia Brookie • A 11 mesi Brooke posa per il primo servizio fotografico, in braccio alla madre, per reclamizzare un sapone. Il compenso fu di 25 dollari • A 10 anni posò nuda per un progetto del fotografo pubblicitario Garry Gross, The Woman in the Child («La donna nella bambina»). «La madre firma un contratto che cede tutti i diritti delle immagini a Gross. Nel 1981, Brooke Shields ne vuole impedire l’uso. Ne nasce quindi una battaglia legale tra la Shields e Gross che si ritrova con una richiesta di indennizzo per un milione di dollari. La prima istanza di Brooke Shields viene rigettata poiché i tribunali considerano valido il contratto concluso dalla madre. Gli avvocati della modella querelano di nuovo Gross per danni alla sfera privata dell’attrice. Ma il nuovo Tribunale investito della vertenza ritiene che queste fotografie non siano “sessualmente suggestive”. Gross vince definitivamente la causa ma nel frattempo i processi lo hanno rovinato. Nel 1992, Gross cede i diritti di questa immagine all’artista contemporaneo Richard Prince che la toglie dal contesto precedente e la intitola Spiritual America. L’opera di Prince ha grande successo e viene venduta all’asta per 151 mila dollari» [Post] • Chiedete a Teri se la gente non potrebbe pensare che stia sfruttando sua figlia e avrete una reazione immediata. «In che senso? Io so che ci sono grandi cose in serbo per mia figlia». Si volta verso Brooke. «Verrai nominato all’Oscar, vero piccina?» [1977 New York Magazine] • A 11 anni interpreta una prostituta bambina nel film Pretty Baby di Louis Malle. Barbara Steele, che recitò con lei nel film, raccontò: «Non ho mai visto un bambino meno bambino di Brooke. È incredibile la pressione che riesce a sopportare alla sua età. Sembra un monaco zen, con quel viso tranquillo che mostra al mondo. Quando le parli ti dimentichi che ha 12 anni, ti relazioni da pari a pari. Una sera l’ho portata fuori a cena con mio figlio Jonathan e all’improvviso è tornata bambina, parlava di bambole» [1977 New York Magazine]. Nel film recitava anche Susan Sarandon, che sosteneva che una scena di schiaffi non può essere simulata, e perciò schiaffeggiò Shields in faccia per nove volte consecutive • La provincia canadese dell’Ontario vietò di proiettare Pretty Baby. «Non capivo tutto quel clamore. Mia madre era furiosa. Ricordo che mi disse: “Ti è piaciuto quello che hai fatto?”. Io risposi di sì, e lei disse: “Allora che si fottano se non riescono ad accettarlo”» [dal suo libro autobiografico C’era una volta una bambina, 2015] • «Il Festival di Cannes del 1978 è stata una delle peggiori esperienze della mia vita. Pretty Baby era candidato alla Palma d’Oro e ricordo che ero terrorizzata, in mezzo a una folla immensa vidi sbucare con la coda dell’occhio un paio di forbici: era una fan che cercava di tagliarmi i capelli» [ibid.] • Sia sincera: sua madre, che adesso non c’è più, fece bene a spingerla nello show business da bambina? «L’ho sempre giustificata perché mi ha protetto col suo amore […]». Nelle interviste le chiedevano se si sentisse sexy a 12 anni… «Alcuni giornalisti erano brutali, senza alcun rispetto per una ragazzina. Su quei set, però, io mi divertivo, e mia madre incuteva terrore a tutti. Al minimo problema chiamava gli avvocati». Nel suo primo film, Pretty Baby, interpretava una prostituta undicenne. Recitando diede il primo bacio: come fu? «Il mio partner, Keith Carradine [che allora aveva 29 anni], mi tranquillizzò: “Questo non conta come primo bacio”. Immagino sia stato difficile anche per lui. […] Ho ricordi bellissimi del film e mia madre non mi ha mai fatto saltare un giorno di scuola per girare» [a Andrea Palazzo, Mess] • A 14 anni diventa la più giovane modella a posare per Vogue • A 15 anni appare nuda nel film Laguna blu di Randal Kleiser, a 16 anni recita in Amore senza fine di Franco Zeffirelli • «Diciamo la verità, la mia recitazione in Laguna Blu non è stata esattamente eccezionale» [dal suo libro autobiografico C’era una volta una bambina, 2015] • Con il regista di Laguna blu, Randal Kleiser, come andò? «Per lui il film era un reality show sulla mia prima esperienza sessuale. Io gli urlavo: perché non mi fai recitare? Ma lui era innamorato dell’attore protagonista, proprio come accadde nell’81 con Zeffirelli nel suo Amore senza fine». Si è sorpresa delle accuse rivolte a Zeffirelli dai protagonisti di Romeo e Giulietta (girarono scene di nudo non previste, ndr)? «Per niente. Lui non rispettava gli attori. Era il Maestro e nessuno gli diceva no. Con me non si sarebbe permesso – mia madre lo avrebbe ucciso – ma ricordo una scena in cui per farmi simulare un orgasmo mi torse un dito del piede» [a Palazzo, cit.] • «Nel 1980 la foto della pubblicità dei suoi jeans indossati dalla quindicenne Brooke Shields [...] ha provocato uno scandalo planetario. Lo slogan diceva: “Sai che cosa c’è tra me e i miei Calvins? Niente”. Abc e Cbs, le due catene televisive più grandi di quegli anni, rifiutarono di mandare in onda gli spot, Vogue si rifiutò di stampare la pubblicità, i quotidiani gridarono allo scandalo, l’attivista femminista Gloria Steinem sporse una denuncia e il gruppo “Donne contro la pornografia” assegnò al designer il premio Pig of the Year (maiale dell’anno)» [Michele Ciavarella, 2017 Style] • Ha raccontato di essere stata violentata da un regista quando aveva poco più di venti anni. Perché non ha voluto fare il suo nome? «Gli darei la possibilità di difendersi. Dopo 30 anni ho superato il trauma, non fa più male» [a Palazzo, cit.] • Nel 1983 si prende una pausa dal lavoro per iscriversi alla prestigiosa università di Princeton, dove si laurea in letteratura francese. «Ero in grado di parlare autorevolmente per ore di letteratura francese, ma avevo perso i contatti con il mondo dello spettacolo e, mentre i miei compagni si avviavano verso Wall Street, e quindi la finanza, il marketing, la pubblicità e stipendi favolosi, io ero praticamente disoccupata» [a Paola De Carolis, 2005 Cds] • Nel 1993 inizia a frequentare il tennista Andre Agassi, di cinque anni più giovane di lei. Nel 1995 «raggiungendola sul set di Friends, il serial televisivo in cui Brooke recitava una parte, Agassi assistette a una scena in cui la sua ragazza doveva baciare un altro attore. Matt Le Blanc: e non solo baciare, gli leccava le dita, seduta con lui in un ristorante, e poi, davanti alla reazione più stupita che eccitata di lui, rideva maliziosamente gettando la testa all’indietro. Andre non disse niente: lasciò gli studi televisivi, guidò come un forsennato fino a casa e poi distrusse ogni singolo trofeo che aveva vinto nella sua già lunga carriera di successi» [d di Rep] • «Brooke, nonostante la sua riconosciuta bellezza, ha il complesso delle gambe: per lei, quelle perfette appartengono proprio a Steffi Graf [futura seconda moglie di Agassi]. Così strappa una pagina di giornale e l’appiccica come promemoria sul frigorifero della casa in cui vive con Andre» [Alice Corti, Oggi] • «Quando gli chiesi [ad Agassi]: “Mi amerai ancora se sarò grossa e grassa?” (riferendosi ad un eventuale aumento di peso durante una gravidanza), la risposta di lui fu categorica: “Ti amo troppo per lasciarti diventare grossa e grassa!”» [dal suo libro autobiografico A Brooke Shields non è permesso invecchiare, 2025] • Il 19 aprile 1997 Shields e Agassi si sposarono. «La cerimonia, segretissima, si è svolta nella chiesetta vittoriana di St. John Episcopal, Monterey, a 15 miglia dall’oceano Pacifico, circondata per l’occasione da un muro di quattro metri. Per tenere alla larga cameramen e paparazzi la Federal Aviation Administration ha proibito i voli a bassa quota. Le locande dove alloggiavano i 150 invitati sono state sorvegliate da centinaia di guardie di sicurezza, incaricate di buttare fuori chiunque non fosse munito di uno speciale braccialetto verde. Uniche indiscrezioni trapelate: la sposa indossava un abito lungo in pizzo color champagne, con strascico. Lo sposo era in smoking, forse per fare contenta la signora Teri, mamma della Shields, che all’inizio era ostile alla relazione e aveva detto che “Agassi è solo a caccia di dote”. In realtà chi guadagna di più dall’unione è proprio sua figlia: l’attrice vale dieci milioni di dollari, il tennista settanta. I due stavano insieme dal ’93, fu lei a fare la prima mossa con una lettera appassionata al tennista, che in fatto di donne si definisce “un imbranato”. Prima della Shields ha avuto solo due fidanzate: una compagna d’università e Barbra Streisand. Quest’ultima, che non ha mai mandato giù di essere stata mollata per una più giovane, si è rifiutata di cantare al loro matrimonio» [Cds 1997] • Il padre di Agassi, Mike, disse: «Sapevo che Brooke Shields non sarebbe stata la moglie giusta. Lei ripeteva che era vergine e che mi avrebbe fatto cambiare idea». Ma lei se ne è andato a metà festa di matrimonio. «Ero stanco. Avevo avuto una giornata orribile. Volevo dormire, buttarmi su un letto. E sì, non mi piace la gente di Hollywood e non mi piaceva l’idea che fossero sposi. Mio figlio non l’ha presa bene, i rapporti si sono molto raffreddati» [a Emanuela Audisio, 2015 Rep]. Il figlio e Shields divorziano nel 1999, dopo soli due anni di matrimonio • Agassi «della prima moglie Brooke Shields ha “perso completamente traccia”. Ce lo si poteva immaginare: in Open [l’auotobiografia di Agassi] l’ex ragazzina prodigio del film Laguna Blu appare come una socialite vivace e distratta, il cui segno più profondo è l’averlo convinto ad arrendersi alla perdita dei capelli, dare un taglio a parrucchini e mullet e celebrarne la rasatura con una cerimonia tra amici, nella loro cucina di Los Angeles» [Carlotta Magnanini, d] • Agassi disse: «Sposare Brooke fu un errore dal primo istante, avrei voluto farmi sostituire da un sosia già alle nozze» • Quando Shields e Agassi si lasciarono, a lei iniziarono a venire degli attacchi di panico, «al punto da non poter aprire la bocca per mangiare una mela». «Lui ha avuto un padre che ha cominciato a farlo giocare a tennis quando era ancora in culla, io una madre estremamente possessiva. Insieme eravamo come due bambini che avevano bisogno l’uno dell’altra. Non poteva durare» [a De Carolis, cit.] • «“Insieme siamo l’uomo più ricco e la ragazza più amata d’America: la gente impazzirà per noi due”. Così, nel 1999, Donald Trump si propose a Brooke Shields, che gli rise in faccia: “Grazie, ma la proposta non ha senso”» [Palazzo, cit.] • Nel 2001 sposa lo sceneggiatore Chris Hency, di un anno più vecchio di lei, conosciuto in una palestra negli edifici della Warner Bros. «Per celebrare il fidanzamento, avvenuto poche settimane dopo essersi conosciuti, l’attrice si è fatta tatuare sulla caviglia sinistra il piccolo disegno di un fiore, “un tributo al suo compagno”, ha detto l’artista che ha eseguito il tatuaggio. Brooke non ne ha mai svelato il significato, ma a noi non sfugge che si tratta di un ramo di mughetto, simbolo della felicità ritrovata» [Novella2000] • Lei e Hency hanno avuto due figlie, Rowan, 23 anni, e Grier, 21 anni, non prima di affrontare un aborto spontaneo e sette cicli di fecondazione assistita: «Ero così concentrata sull’avere un figlio che non riuscivo a vedere nient’altro. Ero diventata totalmente egoista» [dal suo libro autobiografico C’era una volta una bambina, 2015]. «Una maternità lungamente desiderata, arrivata sulla soglia dei 40 anni [...] dopo “una gravidanza serena, senza nausee, senza disturbi” ed esplosa in una depressione post parto terribile e violenta, un pozzo nero in cui l’attrice americana ha rischiato di perdersi fino ad accarezzare l’idea del suicidio. Un’esperienza raccontata coraggiosamente, con emozione e con crudezza, senza alcuna reticenza, in un libro E poi venne la pioggia diventato un caso internazionale, giunto in vetta alle classifiche Usa […]. Chi avrebbe mai pensato che l’ex incantevole pretty baby potesse avvertire “l’orribile tentazione” di lanciare la sua auto contro il guardavia mentre Rowan dormiva sul sedile posteriore o di scagliare la figlioletta contro il muro, per poi osservare “il suo corpicino scivolare giù, come in un videogioco”?... Chi avrebbe immaginato che Brooke Shields potesse scrivere: “questa bimba era cresciuta dentro di me, santo cielo, e non mi sentivo neppure sua parente... Questo mio profondo distacco mi faceva soffrire moltissimo, ma non sapevo come reagire. Ricordo che guardavo fuori dalla finestra della nostra camera e pensavo di buttarmi di sotto”. E biasimarsi impietosamente: “sono una madre che non vale niente... Mi odio, odio tutto... Mia figlia non mi vorrà mai bene”. Quella crisi di identità sembrava un incubo senza uscita. Invece, Brooke ce l’ha fatta. Sull’orlo di un abisso, ha capito che c’era la possibilità di vincere il male oscuro che la soffocava. Come? Parlando con persone a lei care, informandosi sulle ragioni della depressione che l’avviliva (soprattutto quelle derivate da alterazioni ormonali), discutendone con i medici fino ad accettare una cura farmacologica (alla quale, inizialmente, era contraria) e a convincersi che soffrire di una simile patologia “non significa non essere una buona madre e essere pazze”» [Di Forti, cit.] • Fu criticata pubblicamente da Tom Cruise per aver detto di aver curato la depressione post partum con farmaci anti depressivi • Nel 2009 a «Londra, la Tate Modern, dove stamane sarà inaugurata una nuova esibizione di pop art contenente tra le altre cose una celebre foto dell’attrice e modella americana, scattata quando aveva appena dieci anni [leggi sopra], in cui appare nuda e pesantemente truccata. Agenti di Scotland Yard hanno visitato il museo prima che la collezione aprisse al pubblico e hanno ammonito i responsabili della Tate che rischiavano un procedimento giudiziario se avessero lasciato l’installazione al suo posto. Dopo aver consultato il proprio ufficio legale, il museo ha ritirato l’immagine di Brooke dalla rassegna, e anche il catalogo che accompagna la mostra» [Enrico Franceschini, Rep] • Dall’inizio degli anni Duemila ha recitato con un buon successo nei teatri di Broadway, in musical come Grease, Cabaret, Wonderful Time e Chicago. A ottobre 2025 «gli attori di Broadway sono pronti a scioperare se nei contratti di lavoro non verrà inclusa l’assistenza sanitaria. A guidare la rivolta dei 900 attori, rappresentati dal sindacato Actors’ Equity, l’attrice Brooke Shields: “Chiedere ai nostri datori di lavoro di prendersi cura dei nostri corpi e di pagare la loro giusta quota per la nostra assicurazione sanitaria non è solo ragionevole e necessario, ma è un investimento che dovrebbero voler fare per il successo a lungo termine delle loro attività”. Lo sciopero di massa porterebbe alla chiusura di trenta spettacoli durante la stagione di punta» [Basile, Cds].
Altro È alta un metro e 81 centimetri • Nella sua carriera è apparsa su oltre 300 copertine, in molte pubblicità, in decine di film • Da giovane diceva di essere cattolica e praticante • Ha un tatuaggio sul braccio uguale a quello della figlia minore Grier, con scritto «and to a party». Grier alla cerimonia di diploma ha indossato il vestito da sposa della madre, quello del matrimonio con Agassi. Sempre Grier lavora un po’ come modella, anche se la madre preferirebbe di no: «Il suo primo lavoro è stato con Bruce Weber a Montauk. L’ho accompagnata lì e le hanno messo un incredibile, minuscolo vestito di Zac Posen. Me ne sono andata, poi, quando sono tornata, lei mi ha detto: “Mamma, mamma, mamma, mi fanno male le costole”. Io le ho risposto tipo: “Non so cosa dirti”. Lei ha detto: “Hanno finito con le foto”. Ma io le ho risposto: “Non hai finito finché il fotografo non dice che hai finito. E quando dice che hai finito, non muovere un muscolo. Aspetta che il suo assistente gli prenda la macchina fotografica. Poi scappa. Perché se non lo fai, metterà altri cento schede e ci vorrà un’altra ora”. E lei ha detto: “Sono molto stanca”. E io ho detto: “Sì, abituati a essere stanca!”» • Le sono state attribuite relazioni con il principe Alberto di Monaco, John Fitzgerald Kennedy Junior, John Travolta, George Michael, il Thorne di Beautiful Clayton Norcross, Dodi Al Fayed, Liam Neeson • Anche l’attuale imperatore del Giappone Naruhito si invaghì di lei: «Tutto cominciò quando il principe ebbe l’inaccortezza di farsi fotografare nell’85 nella sua stanza al Merton College di Oxford, dove ha studiato per due anni il sistema dei trasporti sul Tamigi nel Medioevo: alle sue spalle, campeggiava un manifesto di Brooke Shields. Non si sa se si fossero già conosciuti. Ma due anni fa [nel 1991] si incontrarono. Lei era a Tokyo per lavoro, e lui la invitò a Palazzo. Restarono insieme un paio d’ore. Che si sappia, è stato il loro ultimo, e forse anche il primo, incontro. Nel frattempo, il fratello minore del principe si sposava con una compagna d’università, rompendo la tradizione per cui è l’erede al trono a sposarsi per primo. Ma sembrava che nessuno volesse maritarsi col futuro Tenno. Quando lui […] dichiarò che si sarebbe fidanzato prima dei trent’anni, tra le fanciulle dell’alta borghesia in possesso dei requisiti richiesti ci fu una corsa al fidanzamento per evitare di farsi chiedere in sposa e finir prigioniera come imperatrice. […] Il principe lamentò di non poter avere frequentazioni come un comune mortale. […] Brooke Shields aveva i requisiti richiesti dal governo e da una casa imperiale apertasi al nuovo dopo la fine della divinità imperiale: vergine, colta, borghese, non chiacchierata, malgrado il suo mestiere. Tutti meno uno: non è giapponese. Impensabile, sul trono del Crisantemo, una imperatrice senza gli occhi a mandorla, ancorché bellissima» [Fernando Mezzetti].
Titoli di coda Era molto amica di Michael Jackson, quando morì disse di essersi sentita per un po’ uno «zombie». Che reazione ebbe quando il suo amico Michael Jackson dichiarò a Oprah Winfrey che eravate fidanzati? «Non ne sapevo nulla. Forse aveva bisogno di inventare una storia per i suoi fan e immaginava che avrei capito, perché eravamo molto legati» [a Palazzo, cit.]. «Entrambi siamo diventati adulti molto presto, ma quando stavamo insieme, eravamo due bambini che si divertivano».