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 2026  maggio 23 Sabato calendario

Biografia di Priscilla Presley

Priscilla Presley, nata a New York City (Stati Uniti d’America) il 24 maggio 1945 (81 anni). Ann Wagner Presley. Attrice, doppiatrice, produttrice (5 film per il cinema, 14 produzioni televisive, 1 produzione teatrale); imprenditrice; scrittrice (2 libri, entrambi autobiografici). Tra il 1967 e il 1973 è stata sposata al cantante Elvis Presley.
Titoli di testa «Ancora oggi amo Elvis. È stato l’amore della mia vita» [a Tamron Hall, Tamron Hall Show].
Vita Il nonno materno era nato in Norvegia. Emigrato negli Stati Uniti, conosce e sposa una donna di origini irlandesi: dal loro matrimonio, nel 1926, nasce Anna [George Simpson, Express] • Nel 1941 Anna comincia a frequentare James Wagner, giovane pilota della Marina, con cui tre anni dopo decide di convolare a nozze. Nove mesi più tardi nascerà Priscilla. Sfortunatamente, James morirà quando la bambina ha appena sei mesi, in un incidente aereo [ibid.] • Nel 1948 la madre si risposa con un ufficiale canadese in servizio presso l’aeronautica statunitense, Paul Beaulieu, e la bambina ne adotta il cognome. Nel giro di pochi anni diventerà la sorella maggiore di quattro fratelli e una sorella [Los Angeles Times] • Passa alcuni anni della sua infanzia nel Connecticut [Andy Warhol, Interview Magazine] • Tuttavia, a causa dei trasferimenti legati alla professione paterna, la famiglia è costretta a traslocare spesso: «Ci spostavamo molto, e non riuscivo a rimanere in una scuola abbastanza a lungo per poter fare delle vere amicizie. Ero molto timida da bambina, e il pranzo a scuola mi angosciava: mangiavo spesso da sola» [Marc Myers, Wall Street Journal] • Nel 1956 la famiglia trasferisce in Texas, dove rimane per tre anni. Nel 1959 la famiglia si deve trasferire oltreoceano: il padre è stato assegnato alla base di Wiesbaden, in Germania Ovest [Priscilla Presley, Elvis and Me]Arrivata in agosto, la giovane Priscilla si reca spesso nello spaccio della base, l’Eagles Club, per scrivere lettere piene di pianto alle amiche rimaste ad Austin. Dopo qualche giorno un soldato nota l’abbattutissima quattordicenne: «Mi disse qualcosa del tipo: “Ti vedo sempre così triste, volevo sapere se fosse tutto ok”. Gli risposi brevemente che ero appena arrivata, non avevo amici e bla bla bla. E allora lui se uscì con un “Ti piace Elvis Presley?” E io risposi di sì: a chi non piaceva? Mi disse: “Mia moglie e io andiamo da lui tutti i sabati [...] ti piacerebbe incontrarlo?”» [The One Show] • Presley è in Germania da circa un anno: presta servizio come carrista • «Dissi che avrei dovuto chiedere ai miei genitori, e che a mia mamma non piaceva. E che non pensavo di poterci andare. Lui disse: “Posso parlare con i tuoi genitori?” [...]». Il soldato, facendo leva sulla tristezza della ragazzina e sulla presenza della moglie riesce a strappare il permesso. Quella stessa sera raggiungono la casa del cantante. «Lo vidi seduto su una sedia e, con tutta la sua spavalderia, mi disse: “Oh, chi abbiamo qui?” [...]. Mi girai per vedere se parlasse con qualcun altro dietro, e fece: “No, no, no. Tu, come ti chiami?” E da lì cominciò tutto”» [Planet Comicon Kansas City, YouTube] • Lui ha dieci anni più di lei: «Vidi un Elvis Presley molto, molto innocente e vulnerabile: uno che aveva perso l’amatissima madre un anno prima, molto insicuro per la sua carriera e per i suoi film. Io sapevo qualcosa di lui, ma non al punto di conoscere davvero la sua musica. Ero tanto, tanto, tanto nervosa [...] non volevo sapesse che andavo solo in prima superiore. [...] Mai e poi mai, nemmeno nei miei sogni più sfrenati pensavo di poter far colpo su di lui [...] Ma pochi giorni dopo mi arriva una telefonata: lui voleva vedermi ancora» [Entertainment Tonight, YouTube] • «La nostra relazione fiorì e si saldò a partire dalle sue paure e timori, e da me che non potevo offrire molto a parte compassione, ed essere un’ascoltatrice. Non sapevamo che la nostra relazione stesse crescendo. I miei genitori ovviamente lo sapevano: non riuscivano a capire di cosa volesse parlarmi, erano pietrificati. E non gliela rendevo semplice, perché Elvis mi chiamava regolarmente, e facevamo chiacchierate lunghe ore, con me che ridacchiavo, ridevo, o m’intristivo e piangevo. Un vero scompiglio per loro» [ibid.] • «Si è detto molto del nostro decennio di differenza. Ma non era una cosa così inusuale nel Sud. Anche se Elvis e io iniziammo la nostra relazione quando avevo 14 anni, non divenne romantica fino a quando ne compii 17» [Presley, Softly, As I Leave You: Life After Elvis] • I genitori di lei pretendono (e ottengono) un incontro, nel corso del quale il cantante «disarmò mio papà [...] proprio come aveva fatto con mia madre» [People] • Passano sei mesi nel corso dei quali i due continuano a frequentarsi (il rendimento scolastico di lei ne soffre), ma poi arriva la data fatidica del suo rimpatrio. «È stato difficile dirgli addio e salutarlo, e pensare che non l’avrei più rivisto. Poi all’improvviso, dopo molti mesi in cui non mi aveva chiamata, perché aveva molto da fare con il suo agente, mi telefonò alle tre del mattino. Per fortuna i miei non sentirono gli squilli» [a Lee Coewan, Cbs Sunday Morning] • «Telefonò e portò avanti la relazione. Io speravo di vederlo di nuovo, ma non successe fino al 1962, quando chiamò e chiese ai miei genitori se mi potessero permettere di andare da lui, a Los Angeles. Quando è andata a Graceland? Mi ci sono trasferita in seguito, quando avevo 18 anni, ma non per sposarlo: solo per vivere lì, a condizione di continuare la scuola. Che tipo di accordo avevano stabilito i suoi genitori? Che io andassi in una scuola cattolica femminile e che vivessi a Graceland da sua nonna. Tutta la sua famiglia ci viveva, e così restai lì» [a Tom Snyder, First Person] • «A discolpa dei miei genitori, stavano attraversando un momento difficile, ma io ero innamorata e loro erano intrappolati tra... “se non la lasciamo andare sgattaiolerà via e lo farà da sé, o prenderà un aereo e se ne andrà. Mia madre piangeva e diceva... non lo so, non so cosa fare” Io dovevo farlo, con la paura da ragazzina che, se non lo avessi fatto, forse qualcun altro avrebbe preso il mio posto. Avevo sempre quella paura là» [a Barbara Walters, elvispresley.com] • «Elvis è stato tante persone per me. Era un padre. Quasi più di un padre, perché sono andata da lui senza essere cresciuta, andavo a scuola. Mi ci ha iscritta lui, a scuola. Dovevo avere voti alti. Voleva da me quello che aveva sempre desiderato per tutta la vita. Mi stava plasmando secondo i suoi gusti, secondo la donna che avrebbe voluto io fossi, e... non te ne rendi conto finché non vedi i risultati» [a Rona Barret, Celebs Up Close] • Ripensando a quella relazione, non hai mai avuto la sensazione di uno squilibrio o di una mancanza di comprensione rispetto a come la gente la vede ora? «Non ci ho mai, mai pensato. Ero molto giovane e lo seguivo. Quello che lui voleva. Non poteva importarmene di meno di quel che pensavano gli altri. La mia vita era per lui, quindi vivevo la mia vita» [a Tamron Hall, cit.] • A Graceland Priscilla entra per la prima volta in contatto con le droghe che avrebbero successivamente contribuito alla dipartita di Elvis: nello specifico i sonniferi, di cui il cantante fa un uso disordinato. Lei li prova, ma non ne continua l’uso [Walters, cit.] • Siete stati insieme per sei anni prima di sposarvi. In questi sei anni in cui avete dormito insieme non avete mai avuto rapporti sessuali completi. Hai scritto nel tuo libro di essere arrivata a implorarlo [...] Sei anni così. Perché? «Posso solo rifarmi al concetto di donna che lui voleva, e da qualche parte nel suo passato ha deciso che voleva una vergine. Eppure hai scritto che con Elvis avete scattato centinaia di foto in cui mettevate in scena le vostre fantasie, di tutti i tipi. [...] Finalmente, dopo sei anni, ti ha chiesto di sposarlo. Come mai? Cosa è successo? «Penso che ci fosse un po’ di pressione. Siamo stati insieme per sei anni, la relazione andava bene. Il suggerimento credo sia venuto dal suo agente, Parker. Tipo: “Sai, forse dovresti sposarti o, se non ti sposi, andare avanti. Perché, se non ti sposi, cosa stai facendo?» [ibid.] • Sposalizio il primo maggio 1967, all’hotel Aladdin, di Las Vegas. Durata della cerimonia: otto minuti, seguita da conferenza stampa e rinfresco con i grossi nomi di Hollywood [Presley, cit.] • È noto che abbiate consumato la vostra relazione soltanto la prima notte di nozze. E difatti quella sarebbe stata la notte in cui è stata concepita vostra figlia Lisa Marie «Esatto. Nessuno ci crederebbe, ma è la sacrosanta verità» [a Piers Morgan, Sky News Australia] • Il matrimonio inizia e prosegue senza troppi sconvolgimenti, ma lentamente emergono crepe che porteranno alla sua dissoluzione nemmeno cinque anni dopo. «Tutto sommato, era una vita differente, una vita frenetica, una vita piena d’amore, una vita a cui bisognava davvero adattarsi, e basta. Dovevi abituarti. Come ha trovato la sua identità? Credo che questo sia uno dei motivi per cui ha lasciato il matrimonio «Sì. A dire il vero, mi ero persa, ho realizzato: “Diamine, voglio davvero fare qualcosa. Voglio lavorare”. Ma Elvis non voleva che lavorassi. Diceva che non avevo bisogno di lavorare, che non avevo bisogno di fare nulla» Ma l’impulso o il desiderio di evadere ed essere sé stessa era così forte che ha lasciato il matrimonio più noto del pianeta a quel tempo. E la gente era davvero scioccata. Perché ha lasciato Elvis? «Perché dovevo trovare me stessa. Chi ero? Ero la moglie di Elvis. E la gente mi stava intorno solo per quello. E io mi dicevo: “Devo essere me stessa”. Sono ancora giovane. Ho 21 anni. Sto ancora cercando di capire chi sono, cosa posso fare. Posso fare qualcosa? Lavorerò? Io voglio lavorare. Voglio fare. Voglio dimostrare agli altri che non sono solo una moglie. E avevo bisogno di scoprire la vita. Vivevo la vita di Elvis. Era tutto incentrato su di lui. Ero innamoratissima di Elvis. (...) Non l’ho lasciato perché non lo amavo. Semplicemente non potevo vivere la sua vita» [a Lee Coewan, Cbs Sunday Morning] • Anche tutta la copiosa corrispondenza femminile che trova per caso nella cassetta della posta della loro villa a Palm Springs, lasciata dalle ammiratrici nei fine settimana in cui lui si trova là da solo contribuisce alla decisione. «Eravamo in troppe» [Savannah Guthrie, Today] • Inoltre lei ha una fugace relazione con il suo insegnante di arti marziali, e la musica di Elvis conosce un rinnovato successo, il che lo porta a stare lontano da Memphis e a passare molto tempo in tour e a Las Vegas, (mentre Priscilla deve restare a casa con la bambina) [Presley, cit.] • Si separano nel febbraio del 1972. Nel maggio dell’anno dopo Priscilla fa causa a Elvis per ottenere una quota maggiore degli alimenti • Ciononostante, i rapporti tra i due non si guastano: Anche se era finita eravate rimasti cari amici «Siamo sempre stati molto vicini, avevamo una relazione molto stretta. Difatti per nostra figlia è stato molto salutare perché era come se non avessimo mai divorziato» [Snyder, cit.] • Subito dopo il divorzio apre un negozio di antiquariato e di moda con un’amica stilista, con cui collaborava da anni per la creazione dei suoi vestiti [Sandra Shevey, Ladies Home Journal] • Il negozio ha un buon successo, ma dopo tre anni cede la sua parte alla socia e cerca altri stimoli professionali, nonostante le piacesse molto avere un negozio tutto suo e poter esprimere la sua creatività [Marge Thrasher, Straight Talk] • Il 16 agosto 1977 Elvis muore. Il declino delle sue condizioni fisiche non le era sfuggito: «Negli ultimi anni si vedeva chiaramente che era un po’come un’anima smarrita, forse stava cercando di ritrovare se stesso, ma per noi era difficile assistere [...] Non era una persona a cui si potesse semplicemente dire “devi prenderti cura di te stesso” [...] era difficile per chiunque fare qualcosa per lui, perché in fin dei conti era una sua decisione e lui diceva di sentirsi bene» [A Jonathan Ross, The Jonathan Ross Show] • «Avevo parlato con lui appena due sere prima, e poi ho ricevuto quella telefonata [...] pensavo fosse uno scherzo, ci facevamo sempre degli scherzi, ma quando ho scoperto che era vero sono semplicemente andata in camera mia e ci sono rimasta. Piangevo» [Morgan, cit.] • Nel 1979 anche Vernon, il padre di Elvis, che era stato nominato amministratore del suo patrimonio muore, affidandole il suo incarico. Molto presto, le viene riferito che in realtà i conti sono in rosso, che il mantenimento della tenuta di Graceland ha dei costi spropositati, e che sarebbe saggio venderla. Ma tu hai insistito molto sul fatto che non avresti venduto. «Assolutamente. [...] Perché Elvis amava quella casa. Ci portava la gente, i fan. Amava quella casa. Dovevo trovare un modo per tenerla. Ed è stato allora che ho dovuto rimboccarmi le maniche e iniziare a chiedere a chi rivolgermi perché non appartenevo affatto al mondo degli affari» È stato difficile prendere la decisione di aprirla al pubblico? «Molto» Era una cosa privatissima. «Davvero [...]. È stato difficile, ma non volevo perdere Graceland. Che era per Lisa. [...] I bambini ora vanno a Graceland, e imparano la sua storia e la amano, e mi mette un gran sorriso sulle labbra, perché Elvis non ci avrebbe mai creduto» [Coewan, cit.] • Nel 1982 Graceland apre i suoi cancelli al pubblico, diventando un luogo turistico capace di attirare centinaia di migliaia di visitatori ogni anno [graceland.com] • A partire dagli anni’90 si lancia in una serie di avventure imprenditoriali coronate da alterni successi, come delle linee di profumi, di lenzuola, di mobilio. Diventa molto attiva anche nel ramo della produzione televisiva (nel 2000 entra nel board direttivo della Metro-Goldwyn-Mayer) oltre a partecipare, a vario titolo, alla produzione e realizzazione della maggior parte delle opere che riguardano il marito [Presley, cit.] • «Ero stata sul set di alcuni film di Elvis e la recitazione mi aveva sempre attratta, ma il pensiero di dover stare in piedi davanti a una sala piena di gente mi terrorizzava. Alla fine degli anni ‘70 ho iniziato a frequentare corsi di recitazione, ma non riuscivo a salire sul palco perché ero spaventatissima all’idea di fare una figuraccia. Dopo sei mesi, l’insegnante mi ha fatto alzare in piedi davanti alla classe e mi ha detto: “Voglio che tu canti, balli e fischietti. Voglio che tu sia un albero e una roccia”. E non è andata tanto male. Sapevo che non sarei mai diventata una grande attrice, ma finalmente avevo sconfitto quella paura» [Danny Scott, Express] • Le arriva una proposta per recitare nei panni di una delle protagoniste in Charlie’s Angels, che rifiuta: «Non volevo essere una Charlie’s Angel perché quando fai la Charlie’s Angel, è così che vieni guardata nella vita reale. E io non volevo assomigliare a una Charlie’s Angel né essere associata a quel tipo di personaggio» [Coewan, cit.] • Dopo alcune produzioni televisive non indimenticabili, ottiene un ruolo di spicco nella serie televisiva Dallas. Tra il 1983 e il 1988 interpreta il personaggio di Jenna Wade. Parli di quegli anni in Dallas come di alcuni degli anni più felici della tua vita. «Sì. Mi è piaciuto molto. Adoro interpretare Jenna Wade. Ti poni fuori da tè stessa. Ed è stato divertente. Mi è piaciuto molto. Mi piace Patrick Duffy. Era fantastico. È stata dura quando è finito? Sì. Eravamo tutti molto tristi di andarcene. Avevamo legato molto» [ibid.] • Proprio la sua prestazione in Dallas attira l’attenzione dei fratelli Zucker, che cercano un’attrice per un ruolo femminile di primo piano nel loro nuovo film: Una pallottola spuntata. Partecipa alle audizioni e, quando le domandano se ha mai fatto ruoli comici e le fanno leggere solo poche battute teme che non verrà richiamata. Si sbaglia: apparirà in tutti i film della trilogia. «All’inizio pensavo: “Questa non può essere divertente. Il pubblico la capirà?” E poi giravamo la scena e sentivamo la troupe che moriva dal ridere, e allora capivamo di avercela fatta» [Tyler Piccotti, byography.com] • Qual è il successo di cui sei più orgogliosa? «Il mio ruolo in uno spettacolo di pantomima: stare sul palco di un teatro, e come mi avrebbe fatto sentire e la paura: ho conquistato tutto. Interpreto la strega cattiva in Biancaneve e i Sette Nani. La cosa più difficile che abbia mai fatto, a parte Ballando con le Stelle. Sono molto orgogliosa di me stessa» [a Larry King, Larry King Now] • Nel 2023 è produttrice esecutiva del film Priscilla, di Sofia Coppola, tratto dal suo libro Elvis and me. «Ero contenta che avesse deciso di affrontare questo progetto. L’ho incontrata un paio di volte e me ne sono innamorata: è bravissima [...] ero contentissima del risultato, ho pensato che abbia fatto un ottimo lavoro. E specialmente l’attrice, Cailee Spaeny, è stata incredibile» [Fox 32 Chicago].
Curiosità Le hanno intitolato la piazzetta antistante la casa dove era nato e cresciuto suo nonno materno, a Egersund, Norvegia [Eigersund.kommune.no] • Canzoni preferite di Elvis: Kentucky rain, In the ghetto, The Fair is Moving On [Larry King, cit.] • Ha fatto parte di Scientology. Pur non avendo vissuto esperienze particolarmente negative, anzi, riscontrando benefici nella capacità di «aprire la mente e vedere le cose da una prospettiva più ampia», ha abbandonato lo stesso l’associazione perché le portava via troppo tempo [Coewan, cit.].
Amori Dopo il divorzio con Elvis ha avuto diverse relazioni, come quella con il maestro di karate Mike Stones, una durata sei anni «a intermittenza» con il modello Michael Edwards. La più duratura è stata quella con il programmatore brasiliano Marco Garibaldi, durata 22 anni (dal 1984 al 2006). Da questo legame è nato il suo secondo figlio, Navarone Garibaldi, nel 1987 [Presley, cit.] • Sfortunatamente il rapporto con la prima figlia, Lisa Marie, non è mai stato idilliaco. La figlia ha ripetutamente descritto il rapporto con la madre in termini molto duri (inclusi anche nel libro di memorie uscito postumo). Si erano riconciliate quando, nel 2023, Lisa Marie morì d’infarto: fu proprio la madre a dover autorizzare lo spegnimento delle macchine che la tenevano in vita, una volta sopraggiunta la morte cerebrale [ibid.].
Titoli di coda «Non mi sento affatto 80 anni. Anzi, semmai 25. Guido ancora. Giro ancora. Faccio ancora cose. Mi tengo molto occupata. Viaggio molto, esco con gli amici. Sento di vivere una bella vita. Mio figlio sta bene. E questo per me è davvero importante. E naturalmente mia nipote Riley è fantastica, così come i suoi figli. Ecco cosa mi rende felice: sapere che tutti stanno bene» [People].