Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  maggio 20 Mercoledì calendario

Biografia di Nick Cassavetes

Nick Cassavetes , nato a New York il 21 maggio 1959 (67 anni). Nicholas David Rowland Cassavetes. Attore. Regista. Sceneggiatore. Figlio primogenito del regista greco-americano John Cassavetes, classe 1929, morto di cirrosi epatica nel 1989, e dell’attrice Gena Rowlands morta nel 2024. Soffriva di Alzheimer.
Titoli di testa «Ho passato una vita a cercare spazi miei, ho tentato il basket e ho smesso, ho studiato letteratura, ho fatto il venditore, tutto pur di uscire dall’ ombra gigantesca di mio padre. Alla fine sono tornato al mestiere di famiglia».
Vita Debutta da bambino nel film del padre Mariti nel 1970, con Ben Gazzara e Peter Falk.Nel 1974 è nel cast del film Una moglie. «Mio padre e mia madre si sono conosciuti all’American Academy of Dramatic Arts. Erano entrambi attori, entrambi hanno avuto successo relativamente giovani. Mio padre voleva fare il regista indipendente – ma anche se molti non lo sanno ha iniziato con i film dei grandi studios. Faceva un film intitolato Gli esclusi, con Burt Lancaster e Judy Garland, la storia di alcuni ragazzi con problemi mentali o qualcosa del genere. Non mi ricordo quale fosse la casa cinematografica, ma il produttore era Stanley Kramer […] Venne la sera della prima. Mio padre aveva consegnato il lavoro, ma non sapeva che Stanley Kramer lo aveva rimontato tutto in maniera diversa […] Quindi, quando il film è stato proiettato, papà - che era matto - si alzò e si avvicinò allo schermo, fuori di sé, afferrò lo schermo e lo strappò. Tutto questo di fronte a 500 persone. Insomma, da allora papà non ha più lavorato e ci siamo trasferiti in California. La mamma ha cominciato a lavorare in Peyton Place [una soap opera americana degli anni Sessanta, ndr], manteneva lei la famiglia. Mentre papà ha iniziato a scrivere cose che piacevano a lui. Poi lo hanno comunque assunto come attore, ma dopo un bel po’… insomma, anche se molti non lo sanno, lui è stato costretto a diventare un regista indipendente […] All’inizio non volevo saperne del cinema, lo vedevo come il lavoro dei miei genitori, e io volevo fare qualcosa di mio […] Mi sono dedicato alla pallacanestro, sono sempre stato molto alto, ero anche abbastanza bravo […] Poi però mi sono spezzato il tendine di Achille, è il tipo di infortunio che può mettere fine a una carriera […] Ho preso un appartamento a Los Angeles, per un paio d’anni ho lavorato come custode alla Sears [catena di grande distribuzione statunitense, ndr], volevo essere autonomo, farmi i fatti i miei, avere un po’ di libertà […] Quando ho saputo che anche a Los Angeles c’era una Scuola d’Arte drammatica, come quella frequentata a New York dai miei genitori, ho cominciato a chiedermi: io riuscirei a entrarci? Poi ho conosciuto una bella ragazza che la frequentava e ho pensato di andare a dare un’occhiata» [Dreampath, cit.] • «Uno dei tre rampolli della famiglia Cassavetes (le altre sono Alexandra e Zoe), che hanno seguito le orme paterne e materne» [Alberto Crespi, l’Unità] • Detto «Cassavetes junior» • «Ha gli occhi scuri e la mascella volitiva del padre John, ma i lineamenti regolari sono quelli della madre» [Giovanna Grassi, Cds] • «Il talento se l’è ritrovato nel sangue» (Natalia La Terza, Sole 30/10/2015) • «Ha la fortuna, o la sfortuna, di essere cresciuto al centro di una tribù di cineasti e attori. Eppure lui, da grande, è diventato attore e cineasta» (Cr. P., l’Unità, 16/5/1997) •Visto in Il replicante (Mike Marvin, 1986), Face/Off - Due facce di un assassino (John Woo, 1997), Life (Ted Demme, 1997), La moglie dell’astronauta (Rand Ravich, 1999) • Nel 1996 gira Una donna molto speciale con Marisa Tomei e Gerard Depardieu, dove ha l’occasione di dirigere persino sua madre Geena Rowlands. Poi nel 1997 ancora una commedia dal titolo She’s so lovely con Sean Penn, John Travolta e Robin Wright: «Mi sono detto: “Cavolo, questo sarà il mio film preferito in assoluto. Ho tre attori meravigliosi, mia madre e la sceneggiatura di mio padre”. Non si può chiedere di meglio». Nel 2002 esce John Q con Denzel Washington e Robert Duvall. Un film sulle falle del sistema sanitario americano: «Mia figlia è affetta da una malattia cardiaca congenita e ha dovuto sottoporsi a ben quattro operazioni chirurgiche. Conosco bene il gioco dello “scaricabarile” di compagnie di assicurazione, medici e ospedali. Non sto cercando di spiegare come risolvere la questione sanitaria, dico solo che nel nostro Paese non esistono strutture che possano aiutare persone malate e senza denaro a ricevere le cure necessarie» • Le pagine della nostra vita (2004, con Ryan Gosling, Rachel McAdams e Gena Rowlands). Racconta la storia di Allie, una donna affetta da demenza che ha dimenticato il suo passato, tratto da un romanzo di Nicolas Sparks. Vent’anni, nel giugno del 2024, dirà: «Chiesi a mia madre di interpretare l’anziana Allie protagonista del film, e abbiamo passato molto tempo a parlare dell’Alzheimer cercando di essere autentici. Ora, da cinque anni, lei soffre di Alzheimer. È nel mezzo della demenza. Ed è così folle: l’abbiamo vissuta, lei l’ha interpretata e ora tocca a noi». È morte due mesi dopo, nell’agosto del 2024. L’Alzheimer aveva colpito anche la madre, Lady Rowlands. Tant’è che Nick dovette convincere Gena a fare il film: «È stato un lavoro particolarmente difficile perché interpreto un personaggio che ha l’Alzheimer. Ci sono passata con mia madre, e se Nick non avesse diretto il film, non credo che l’avrei fatto: era semplicemente troppo complicato. È stato un film duro ma meraviglioso» [Cds] • Alpha Dog (2006) con Bruce Willis, Sharon Stone e Justin Timberlake è basato sulla storia vera di Jesse James Hollywood e sull’omicidio di Nick Markowitz • Nel 2009 affronta il tema dell’accanimento terapeutico con il film La custode di mia sorella con Cameron Diaz e la piccola Abigail Breslin • Seguono Yellow (2012), Tutte contro di lui (2014, con Cameron Diaz). Del 2023 God is a bullet tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore americano Boston Teron, pubblicato nel 1999. Cassavetes ha dichiarato di aver pensato per la prima volta di trasformarlo in film nel 2006. God is a Bullet è il primo degli 11 romanzi dell’autore, quello che l’ha trasformato in uno dei più letti d’America • Da ultimo Marked Men, un film che però non lascerà il segno: «Cassavetes tenta l’incursione nell’universo dei drammi indie, ma si ferma a fare il compitino, o forse anche qualcosa in meno. Costruisce un’architettura narrativa che dovrebbe parlare di dolore, riscatto, solitudine, ma che invece si limita solo ad accennarli con l’eleganza sbiadita di una brochure. Tutto è posticcio. I personaggi si confidano con frasi da segnalibro, i traumi ci sono ma non sembrano lasciare alcuna traccia. E paradossalmente, in un film che si intitola Marked Men, nessuno pare davvero segnato. Non nel corpo, non nell’anima. L’inchiostro c’è, ma non attecchisce» [Alessandro Truccolo, TaxiDiver] • Ora sta realizzando il remake americano di Il ragazzo dai pantaloni rosa, film che ha dominato il botteghino italiano. La pellicola racconta la straziante storia vera di Andrea Spezzacatena, un ragazzo di 15 anni che si è suicidato nel 2012 dopo aver subito bullismo a scuola e online. «Questo film ha tutte le carte in regola per essere un grande film. Famiglia, adolescenza, primo amore, ma anche il terribile promemoria che ogni bambino, non importa quanto sembri a posto all’esterno, è vulnerabile e ha bisogno di essere accudito attentamente. È un pugno nello stomaco. È un film potentissimo».
Curiosità È alto 1 metro e 98, trenta centimetri più alto di suo padre (ha preso dalla famiglia della madre, tutti altissimi) • Ha fatto un cameo in Una notte da leoni 2 (Todd Phillipps, 2011) • Gli è piaciuto moltissimo The Joker (Todd Phillips, 2019) • Quando ha visto Manchester by the Sea (Kenneth Lonergan, 2016) era gelosissimo perché avrebbe voluto farlo lui • Gioca a poker. Ha partecipato a tornei di Texas Hold’em per professionisti • Criticatissimo quando disse che i rapporti incestuosi sono come i rapporti omosessuali, non vanno giudicati • Imbranatissimo con la tecnologia. Non usa Facebook («Non ho opinioni da comunicare al mondo»), né Instagram, né Twitter. Oggi scrive le sceneggiature al computer con il programma Final Draft ma tiene sempre carta e penna a portata di mano, nel caso gli venga un’idea improvvisa • Peter Falk era un amico di famiglia • Ha definito il padre: «Regista per passione, attore per necessità» • Quando dirigeva la madre sul set, non la chiamava «mamma» ma «Gena».
Amori Nel 1985 sposò una Isabelle Rafalovich, che gli diede due figlie, Virginia (n. 1986) e Sasha (n. 1988). Seconda moglie: Heather Wahlquist, che è apparsa in parecchi suoi film. Ora ha una fidanzata.
Titoli di coda «Purtroppo non ho mai avuto modo di lavorare con John, ma per me il suo gruppo, con Gena, Ben Gazzara, Peter Falk era un mito, pensavo con invidia a quel loro modo di stare insieme, li immaginavo che parlavano di cinema e di vita, e chissà quante belle bevute si sono fatti. Sul set di Nick, così rispettoso degli attori e pronto ad ascoltarli, mi è sembrato di ritrovare il clima che avevo immaginato» (John Travolta).