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 2026  maggio 16 Sabato calendario

Biografia di Elettra Lamborghini

Elettra Lamborghini , nata a Bologna il 17 maggio 1994 (32 anni). Elettra Miura Lamborghini. Ereditiera • «La Paris Hilton italiana» [imdb] • «La Kim Kardashian de’ noantri» [Dago] • «Una strana creatura, faccia da bambina e corpo da pin-up» [Silvia Fumarola, Rep 30/5/2023] • Nipote di Ferruccio Lamborghini, fondatore dell’omonima azienda automobilistica • Debuttò nel mondo dello spettacolo partecipando, tra i 21 e i 23 anni, a una serie di reality tra cui: Riccanza (Mtv, 2016-17), in cui ostentava la sua vita da ricca sfaccendata; Gran Hermano VIP (Telecinco, 2017), versione spagnola del Grande fratello; Geordie Shore (Mtv, 2017), versione inglese del Jersey Shore, roba al cui confronto il GF è una trasmissione per educande • Volle farsi cantante, incise due album, Twerking Queen (2019) e Elettraton (2023), e, tra le altre cose, i singoli Pem Pem (2018), Pistolero (2021) e Dire fare baciare (2024). Ha partecipato a due festival di Sanremo come concorrente (2020, 2026) e a uno come valletta (2025) • Ora è pure opinionista e presentatrice. Ha presentato anche lo Zecchino d’Oro. «È il fenomeno televisivo del momento, con i suoi modi spigliati, agitati, vestita per mettere in risalto le forme naturali e quelle ricercate, ama “dire sempre quello che penso”» [Alessandro Ferrucci, Fatto 18/5/2019] • «Porta con disinvoltura un cognome importante, “che parla prima di me”. E indossa tutine che lasciano poco all’immaginazione» [Silvia Fumarola, Rep 25/8/2025] • Ha 7,2 milioni di follower su Instagram, dove posta i suoi scatti osé. «Se vede le mie foto sui social sembro un puttanone, diciamolo. Mi piace fare la sexy ma se apro la bocca, di sexy o di malizioso in me, meno di zero» • Numero imprecisato di auto di lusso • Possiede 30 cani, e paga la servitù per accudirli • «Ho avuto una copertina su Maxim, ma cerco di concentrarmi su interviste fighe più che finire su giornali di gossip; non amo strumentalizzare aspetti privati della mia famiglia, non voglio raccontare i cazzi miei ai giornaletti» • Già che ci siamo riassuma pure quanti piercing e tatuaggi si porta a spasso. «Mmm… oddio. Uno, due, tre… quindici piercing dermal, che non si tolgono, altri invece li ho sfilati, non ne ho più tanta voglia. E i tatuaggi saranno una decina, alcuni pure sbiaditi. Quello che non cancellerei mai è il leopardo sul sedere, è iconico, poi farebbe troppo male» [Giovanna Cavalli, Cds 17/9/2023].
Titoli di testa «Cara Annalena, nei momenti di malumore, sempre più frequenti, io ammetto che non m’interessa niente: non m’interessa lo sceneggiato coi draghi, non m’interessa la cinquina dello Strega, ammetto che m’interessa sempre meno persino l’ipotesi che la Ferragni sia incinta. Solo una cosa desta la mia attenzione e accende il mio entusiasmo: Elettra Lamborghini. Elettra che, agitando una latteria là davanti ed esprimendosi con una certa qual calata emiliana, dice che lei Lou Reed non sa chi sia: “Non ero neanche nata”. Elettra che assolve tutte noi, che non siamo arrivate col programma alla seconda guerra mondiale, ma cosa pretendono i nostri interlocutori: non eravamo neanche nate. Elettra che, benché emiliana, si ostina a usare espressioni napoletane donando loro sensi tutti suoi: dice “hai una bella cazzimma” e chissà che intende – piglio, energia, scollatura? Elettra che ha girato il mondo, e quindi non dice “moda”, dice “hype”, che vuol dire un’altra cosa, ma non cavilliamo. Elettra è tutte noi che non abbiamo studiato. Elettra, che se le fanno una battuta sul complesso di Elettra scommetto che non la capisce, è la nostra rivincita. Approfittiamone, è il nostro momento» [Guia Soncini, lettera ad Annalena Benini, Foglio 3/5/2019].
Vita Figlia di Tonino L. e Luisa Peterlongo. Quattro fratelli: il motociclista Ferruccio L. (n. 1991), campione italiano di Moto 2 nel 2012, la sorella Ginevra (n. 1992) e le gemelle Lucrezia e Flaminia (n. 1999) • Di secondo nome si chiama Miura, come la celebre Lamborghini coupé del 1966. «Prima lo usavo, ora l’ho tolto, fa confusione. In famiglia abbiamo tutti il secondo nome di una macchina, sono nata così, non gli do peso, per me è come chiamarmi Francesca» [Cavalli, cit.] • Il nonno paterno, Ferruccio L., imprenditore, cavaliere del lavoro, fondatore della ditta di macchine agricole e poi automobili (Ferrari lo sbeffeggiava: «Tu fai solo trattori»), sposato tre volte. «Non l’ho conosciuto. Però ho ereditato il suo genio» [Cavalli, cit.] • La Elettra bambina, «un’esplosione di simpatia e allegria, così mi descrivevano tutti. Sono stata pestifera, per un periodo. Crescendo sono diventata più buona, gli insegnamenti dei genitori mi sono serviti» [Cavalli, cit.]. «Grazie a Dio sono cresciuta a Bologna, in mezzo al verde, e i miei genitori e la mia tata mi portavano dai cavalli». Lei a scuola. «Avevo il caratterino ed ero molto simpatica». Andava bene. «Molto brava». Diplomata con? «Chi se lo ricorda». Parliamo dell’altroieri. «Sono sempre stata la migliore della classe, e a differenza degli altri ero ribelle, poi studiavo tre ore e sapevo tutto». Super brava. «Apprendo in fretta» [Ferrucci, cit.] • Elettra da piccola sogna di fare la psicologa, oppure la veterinaria. A dieci anni ha il suo primo cavallo: Lolita. «Appena l’ho vista ho deciso che doveva essere mia. Me ne sono innamorata. Non ci dormivo la notte, per paura che la comprasse qualcun altro. Ho tormentato mio padre, finché un giorno, mentre la stavo montando, mi ha gridato: “È tua!”. Un momento che ricorderò per sempre […] A quell’età si passano momenti difficili. Lolita era la mia migliore amica, mia madre, mia figlia, il mio tutto, vivevo per lei, disegnavo solo lei» [Cavalli, cit.] • Nel febbraio 2015, ancora ventenne, appare per la prima volta in televisione. Ospite del Chiambretti Night, dichiara che i suoi sogni nel cassetto sono due: posare per un calendario e fare l’attrice in un film porno. Chiambretti le domanda se suo padre lo sappia. Lei risponde: «Un po’ sì e un po’ no». Chiambretti chiede se in studio ci sia un sacerdote. Don Antonio Mazzi si alza e dice: «Mi rifiuto di commentare una cosa del genere». Chiambretti scherza: «Se lei fa un porno entro la settimana, mi mandi la cassetta» [vedi qui] • In pochissimo tempo diventa una diva dei programmi spazzatura. Partecipa al Super Shore, trasmesso in Spagna e America Latina, poi a Riccanza, dove si fa riprendere mentre passeggia con i suoi cagnolini e acquista biancheria intima tempestata di diamanti. Posa per la rivista Playboy. «Non mi pento di niente. Ero me stessa e non ne sono uscita male. Mi sono fatta conoscere». I suoi cos’hanno detto della sua scelta? «Inizialmente non capivano come funzionasse il mondo dello spettacolo. Specie in televisione uno può dire: oggi ci sei, domani no; è lecito avere dubbi. Si sono fidati di me e della mia determinazione: voglio arrivare qui e là, in due anni ce la faccio. Hanno visto che ho le palle» [Silvia Fumarola, Rep 30/5/2023] • Elettra diventa cantante. Si dichiara «bisessuale». Adotta subito la moda del twerk. «Avevate da poco imparato la parola “selfie” (autoscatto, di solito compulsivo e condiviso sui social network con una certa assiduità, tale da far pensare a una dipendenza o almeno a un tic nervoso delle labbra quasi sempre a forma di bacio) e “sexting” (l’evoluzione del sesso telefonico, è il sesso attraverso scambio di messaggi, foto di parti del corpo o di corpi interi se si dispone di uno specchio abbastanza grande, ma l’ideale è il doppio specchio) e pensavate di essere salvi. […] All’improvviso, tutta l’inadeguatezza tenuta nascosta con fatica è tornata prepotentemente ad avvolgerci, il superamento, l’impreparazione sono tutti lì in una parola nuova, “twerking” […]. Twerking è un modo di ballare sculettando molto, piegandosi molto, scuotendo, sollevando e insomma mostrando di possedere cosce e glutei ben tesi (“mamma tu ad esempio è meglio se balli il valzer”, sorride feroce la sedicenne): niente budini tremolanti, niente colpi della strega, niente edema polmonare. È un ballo sessualmente provocante, scrive il New York Times (su YouTube ci sono tutte le indicazioni necessarie per impararlo e gli indumenti più adatti per valorizzarlo), è un verbo che entrerà nel dizionario di inglese (insieme a sexting e a selfie), è una nuova preoccupazione dei genitori, che quando aspettano i figli fuori dalla discoteca, alle tre del mattino, si chiedono: anche la mia bambina starà muovendo gli shorts come Miley Cyrus agli Mtv Music Awards domenica scorsa? (perché ogni genitore responsabile è andato immediatamente a vedere quel video). Miley Cyrus era la ragazza Disney, era Hannah Montana, era tanto carina e pochi giorni fa sul palco degli Mtv Awards ha fatto questo twerk con Robin Thicke e la lingua fuori, circondata da giganteschi orsi di peluche. “Non mi interessano i commenti negativi, ha detto dopo, quante volte è già successo nel mondo del pop? Con Madonna, con Britney Spears: è quello che tutti cercano quando vogliono fare la storia”» [Annalena Benini, Foglio 5/9/2013] • Perché le piace tanto il twerking? «Mah, ho vissuto in Messico e in America Latina, lì è un ballo normale, non c’è niente di volgare. Dipende se uno shakera bene le chiappe. Io porto una calza a rete, così il fondoschiena non si muove molto. I bambini – a cui piaccio tanto – non ci vedono niente di strano». Agita, agita, le è venuto il colpo della strega. «Oh ma mica per il twerking. In viaggio sudo, appena ho una pausa mi metto di schiena verso il condizionatore, una mazzata» [Cavalli, cit.]. «Non mi sento per nulla una regina anche se mi hanno definito la twerking queen» […] La musica ha bisogno di hype, di marketing: dietro una canzone c’è un piano commerciale». Pragmatica. L’hanno mai guardata con snobismo certi suoi colleghi per questo?«Alcuni artisti sono troppo lamentosi, io dico di prenderla con più tranquillità e vivo la vita con ironia. Ad altri rode che le scelte fatte per acchiappare il pubblico alla fine funzionano, ma per fare musica ormai non basta più una bella canzone. Io stessa a volte mi sento una boomer» […] Eppure ancora oggi le artiste sono spesso giudicate anche per il loro corpo. Lei ha sfidato tutti twerkando. «Me ne sono sempre fregata: il twerk è un ballo, è come se si criticasse una spaccata. Io non mi scandalizzo di niente e per me nulla è imbarazzante, ma poi: una come dovrebbe salire su un palco? I giovani sono più educati» [Chiara Maffioletti, Cds 15/6/2024] • Elettra diventa in pochissimo tempo l’ereditiera più amata dagli italiani. «Non penso che la gente mi veda più così, non sono qui solo per il mio cognome pesante, voglio avere una mia identità. Non mi sento né ricca né famosa, per me tutte le persone sono uguali su questa terra. Quando mi fermano per strada o mi guardano sbalorditi, non lo capisco. Vorrei dirgli: “Ehi, sono proprio come voi eh”. Mi metterei seduta a parlare con tutti» [Cavalli, cit.] • Elettra si fidanza con il dj olandese Nick de Wall, classe 1987, alto 2 metri e 08 (cioè 43 centimetri più di lei), molto ricco, noto come Afrojack. Lei racconta così il loro primo appuntamento: «Non è andato molto bene, ha fatto mille errori. Mi ha portato su una macchina velocissima e io lo odio, soffro la macchina. Poi ha investito un porcospino, io sono super credente, mi basta vedere qualcuno che schiaccia un mosquito per mettermi a pregare» • Si sposano nel pomeriggio del 26 settembre 2020 a Villa Balbiano, ad Ossuccio, sul lago di Como. L’organizzazione è affidata al wedding planner Enzo Miccio, affiancato per l’occasione dal floreal designer Vincenzo d’Ascanio. Lei, a seconda dei diversi momenti della festa, indossa tre abiti bianchi diversi. Prima: per il sì, un vestito in pizzo senza spalline a taglio sirena; poi: un vestito da sposa con la scollatura a cuore completato da una preziosa collana e orecchini pendenti; infine: il più bizzarro per il party, «in perfetto stile Lamborghini». La cerimonia, con rito civile, in inglese. Agli invitati, circa un centinaio, è stato chiesto di sottoporsi al tampone anti-Covid. Tra gli amici di lui: il dj David Guetta. Testimoni di lei le sorelle minori Flaminia e Lucrezia. Assente Ginevra, con la quale Elettra pare abbia avuto degli screzi. Su Instagram ha scritto: «Vi auguro il meglio. Avrei voluto esserci anche io» [Dago, Cds]. • Sono sposati da cinque anni. «Incredibile, il tempo passa veloce, sembra ieri. Festeggiamo in Svizzera, in un centro detox, sì fa ridere. Niente telefonini. Si mangia poco e niente. Le coppie che riescono a non litigare significa che sono davvero molto affiatate». Come vi siete conosciuti? «A un Festival, suonavo prima di lui, ci hanno presentato. Ero concentrata sulla carriera, a sposarmi a 26 anni non ci pensavo proprio, magari a 36. Non avevo mai avuto storie serie. Il primo ragazzino al liceo, è durata un anno, poi basta, non mi sono più interessata all’amore». E invece? «Con Nick l’ho capito subito, è vero, succede così, ho deciso che volevo stare con lui». «Buoni come lui non ne fanno», ha detto. «Ed è vero. È buonissimo, paziente, ci siamo incastonati perfettamente. Tranquillo. Non mi piace uscire la sera, sono stanca, molto zen, non festaiola, vado a letto presto. Con lui posso essere me stessa, il nostro è un amore come tra padre e figlia, non platonico, ma incondizionato, gli voglio bene a prescindere». Un difetto lo avrà pure lui. «Ma no, ognuno ha il suo carattere. Disordinato, ritardatario, ma lo sono tutti gli uomini, allora anche io faccio la doccia che dura tre anni, se guardi queste cose non vai da nessuna parte» [Cavalli, cit.].
Politica Ha mai votato? «Certo. Mio padre mi dice “devi assolutamente farlo”». Non si interessa di politica, ma ritiene il voto importante. «Non parlo di certe cose». Il giudizio di suo padre è fondamentale. «Se non avessi avuto i miei genitori che mi hanno educata, sarei una delle tante che dice “non voto perché tanto non cambia niente”» [Ferrucci, cit.].
Religione «Una certa Elettra Lamborghini – dice lei – è in perenne dialogo con l’Altissimo: “Io domando e Dio mi risponde, è difficile da spiegare. Credo di essere un po’ sensitiva. La spiritualità è importante. Vado in chiesa, leggo la Bibbia, compro rosari, tanti rosari…”. Poi però su Instagram posta una serie di storie in cui si mostra in un sexy shop, indecisa su quale modello di vibratore acquistare (è la famosa lezione dell’alto e basso)» [Aldo Grasso, Cds 1/6/2019].
Curiosità È alta 1 metro e 65 • Colleziona calzini. «Non so nemmeno quanti sono, due cassettoni pieni, ma metto sempre gli stessi. Oggi indosso quelli con gli avocado. I miei preferiti? Azzurri con le paperelle gialle. O con i gatti. Per il compleanno a mia mamma chiedo sempre di regalarmi calzini, mi rendono felice» [Cavalli, cit.] • In passato guidava auto rosa. «Adesso che sono un po’ troppo famosa, molto meglio il nero che non si nota» • Il museo di Madame Tussauds di Amsterdam le ha dedicato una statua di cera. «Le hanno cambiato abito, l’altro è in manutenzione, perché cercano tutti di spogliarla e toccarle le tette. Pare che porti bene, come pestare gli attributi del Toro in Galleria a Milano» • Non sa sciogliere l’acronimo lgbtq+ • Anni fa ha detto di essere bisessuale, una fase passata? «Ormai sono maritosessuale» [a Francesca Fagnani, Belve, Rai2, 4/2026] • Dice di aver pianto per una settimana dopo il rogo di Crans-Montana • Si è un po’ stufata dei social. «Siamo diventati una massa di pecoroni» • «Oggi sono diventati tutti famosi. Tutti chef. Tutti tiktoker…» • È fissata con il galateo. «Me l’ha insegnato mio padre, ne faccio tesoro. Non è che sono fissata, ma se esco con qualcuno che fa certe cose, mi prende malissimo». Esempi: «Quelli che non mettono il tovagliolo sulle gambe appena si siedono a tavola. Quelli che non sanno tenere il coltello. Quelli che pensano che il ditino alzato faccia figo: parliamone. E quelli che si presentano dicendo piacere: per me sei morto. Si dice solo il nome. Perché non sai mica se è un piacere, per l’altro» [Fiamma Sanò, Mess 3/6/2019] • «Sono strutturata e molto rigida, purtroppo. Papà e mamma mi hanno lasciato libera, io sarei una madre severa. A parte l’adolescenza, quando non sai quello che vuoi, sono all’antica: credo nei valori. Vorrei avere un figlio con il mio carattere». Sente il desiderio di maternità? «Un figlio arriverà quando sarà il tempo giusto. Non mi sono data una scadenza. Mio marito Afrojack è un amore, una persona equilibrata, mi calma. Si fa scivolare le cose addosso, beato lui, forse fa parte del carattere degli uomini». Al suo compleanno gli ha promesso: «Farei di tutto per renderti felice». «Ed è così. Vedendo quanta gente si lascia ci resto male. I miei nonni sono stati insieme 50, 60 anni, vorrei arrivarci anch’io». Non è gelosa. «Non me ne dà modo e nemmeno io. Non mi approccerei a un altro uomo nemmeno se mi pagassero, non me ne frega niente, ma era così anche prima di Nick, sto bene con i miei amici, i miei cani, i cavalli, i miei fan». Tempo fa gli regalò un alpaca. «Cloud, è ancora qui in giardino, Nick è stato molto contento. Non è tanto affettuoso ma ogni animale ha un suo linguaggio». Ha realizzato i sogni o gliene restano ancora? «Una marea, sorella, però non le posso dire quali, sennò non si avverano. Senza sogni non ci sarebbe la motivazione per vivere. Come non potrei mai stare senza lavorare. Un giorno, quando avrò meno pensieri e sarò più vecchietta, vorrei aprire una scuola per i bambini. O aiutare cani e gatti randagi» [Cavalli, cit.] • «Di persone che portano un cognome importante ce ne sono tantissime, non tutte riescono a fare quello che ho fatto io. Se il nonno fosse vivo – impossibile, avrebbe un sacco di anni – credo che sarebbe fiero di me».
Titoli di coda «Cara Guia, scusa sai, non ti vorrei mai contraddire, specie quando sei di malumore, ma temo che non sarà mai il nostro momento: Elettra Lamborghini, simpaticissima a The Voice, è un’ereditiera. Non è la giovinezza, non è il twerk, non è l’orgogliosa ignoranza: è il patrimonio. A noi resta come consolazione un’Amaca di Michele Serra: “Leggere è fatica e lavoro, scrivere è fatica e lavoro, imparare è fatica e lavoro, emendarsi da quella bestia che siamo è fatica e lavoro”» [Annalena Benini, lettera a Guia Soncini, Foglio cit.].