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 2026  maggio 09 Sabato calendario

Biografia di Linda Evangelista

Linda Evangelista, nata a Saint Catharines (in Ontario, Canada) il 10 maggio 1965 (61 anni). Una delle cosiddette «supermodelle» degli anni Novanta (con Naomi Campbell, Christy Turlington, Cindy Crawford, Claudia Bruni, Claudia Schiffer, e altre).
Titoli di testa «L’idea platonica della modella» [Anna Lupini, d].
Vita I suoi genitori, Marina e Tomaso, nacquero in Italia, a Pignataro Interamna, paese ciociaro di nemmeno 3 mila abitanti in provincia di Frosinone. «Ricordo la prima volta che mi ci hanno portata, negli anni Ottanta. Stavamo a casa della sorella di mia nonna, che mi svegliava all’alba per aiutarla nelle mansioni domestiche – tipo quella di ammazzare il pollo che avevo nutrito la sera prima, per poi cucinarlo a cena! Era tutto molto puro, molto semplice, molto… vero. Io non mi aspettavo che sarebbe stato così, sebbene anche mio padre, in Canada, vivesse esattamente in quel modo pur non avendo una fattoria, bensì una casa in un quartiere residenziale dove nascondeva diversi animali. […] tutti in casa venivano coinvolti nella preparazione di gnocchi, polenta, minestre varie, mentre io morivo dalla voglia di provare il cibo congelato del negozio di alimentari. Non mi rendevo conto di quanto fossi fortunata» [a Federico Chiara, 2024 Vogue Italia] • Una decina di anni in Italia fa visitò le grotte «dove la mia famiglia si è nascosta durante la guerra e dove hanno sepolto i loro pochi tesori per evitare che i tedeschi li trovassero. Un anello d’oro, alcune federe ricamate. Ho ancora le due pentole di rame che portarono dall’Italia al Canada e con cui cucino sempre» [a William Norwich, 2023 d] • Trasferitisi in Canada, suo padre (è morto nel 2014) va a lavorare per la General Motors, sua madre inizia a lavorare come contabile • Ha due fratelli, uno maggiore e uno minore • «Ero alta, e la gente diceva a mia madre “oh, è alta. Dovrebbe fare la modella”. Ed ero ossessionata dalla moda» [a British Vogue] • «Ho seguito un corso di modella nella mia città natale. Era una specie di truffa. Per lavorare come modella, bisognava pagare le lezioni. Mia madre pagò per me. E così a 16 anni fui scelta da un’agenzia giapponese per andare in Giappone a lavorare durante l’estate. I miei genitori erano italiani molto severi e la sera non mi lasciavano stare fuori oltre le 22, dovevo scegliere se uscire il venerdì o il sabato sera, e non mi era permesso avere un fidanzato. Ma al lavoro dissero di sì. Ma fu un disastro. Volevano che mi spogliassi e volevano fotografarmi nuda. Fu un incubo, andai nel panico e chiesi aiuto all’ambasciata canadese. Rimasi solo due giorni e subito tornai a casa dicendo: “Non voglio più avere niente a che fare con questa roba”. La mia carriera iniziò veramente grazie all’agenzia di modelle che insistette perché partecipassi al concorso di bellezza Miss Teen Niagara. […] Indossavo un abito che la mia amica Christina aveva cucito per me. Non mi classificai nemmeno, ma tra il pubblico c’era un talent scout di Elite, che aveva già scoperto Kim Alexis e Dawn Gallagher, che mi diede il suo biglietto da visita. Avevo appena finito il liceo in anticipo e non avevo molto da fare prima di andare all’università, quindi mia madre mi suggerì di chiamarlo. Lo feci, mi scattò delle foto, le mandò a New York e a New York vollero incontrarmi. È stato allora che conobbi John Casablancas. Mi disse che assomigliavo a Joan Severance. […] Restai a New York per circa un mese: facevo otto o dieci provini al giorno, sperando che qualcuno mi desse una possibilità. Qualcosa si mosse, ma niente di rilevante, così mi mandarono a Parigi. Ci andai con un gruppo di modelle. Alloggiavamo all’hotel in rue des Beaux-Arts, quello dove morì Oscar Wilde. Prendemmo tutte le cimici da letto. Mia madre disse che avrebbe pagato di più per farmi stare all’hotel La Louisiane. Erano i due hotel dove alloggiavano tutte le giovani modelle. […] Alla fine trovai un lavoro. Poi ottenni incarichi per cataloghi e un paio di servizi editoriali, ma ci vollero tre anni. Non arrivai al successo da un giorno all’altro. […] Mi dicevano che la mia carriera sarebbe durata circa tre anni, così dicevano gli agenti. Una buona carriera durava tre anni» [a Interview, 2013] • «All’inizio della sua carriera, quando le cose non andavano esattamente a gonfie vele, ebbe la fortuna di incontrare Steven Meisel, che gestiva una sorta di laboratorio di bellezza nel suo studio fotografico sulla 23esima strada a Manhattan. Prendeva ragazze appena sbarcate dalla nave o dall’autobus dalle loro città d’origine (vicino al lato canadese delle Cascate del Niagara, nel caso di Evangelista) e le trasformava, centimetro dopo centimetro. […] “Amavo lavorare”, dice. “Non mi lamentavo mai del mio lavoro, mai. Pensavo fosse il più bello del mondo”» [Linda Wells, Harper’s Bazaar] • «Le cose iniziarono ad ingranare quando il fotografo Arthur Elgort mi ha ingaggiato per un servizio su Vogue Francia, poi per Vogue Gran Bretagna, e infine Vogue Francia ha iniziato a lavorare con me» [a Interview, 2013] • Nel 1987 sposa il capo dell’agenzia di modelle Elite, Gérald Marie. A fine anni Novanta Marie venne «ripreso nel video mentre in discoteca propone ad una giornalista inglese un milione in cambio di una notte di sesso. Si è autosospeso insieme ad altri tre manager compromessi dal documentario» [Maurizio Tortorella, 1999 Panorama]. All’indomani delle accuse, Evangelista disse: «Per esperienza, penso che dicano la verità» • Nel 1987 appare per la prima volta in una campagna di Versace. Piero Piazzi, proprietario dell’agenzia Women model di Milano, disse che Gianni «Versace ha preso Linda Evangelista, una fotomodella, che non sapeva camminare e l’ha fatta sfilare» • «Quando nel 1988 mi sono tagliata i capelli dietro suggerimento di Peter Lindbergh, su 20 sfilate a Milano me ne cancellarono 16. Non era stata una mia idea quella di cambiare hairstyle, ma ormai l’avevo fatto. Una sera, nella mia camera d’albergo, ero così triste e sola e dispiaciuta che chiamai Steven [Meisel], il quale confermò che no, sicuramente non avrei dovuto tagliarli, ma poi parlò con Franca Sozzani e il giorno dopo mi misero su un Concorde per New York dove mi fotografarono così. Nel giro di poche settimane ero su Vogue Italia, e le cose cambiarono dal quasi fallimento al successo» [a Chiara, cit.] • «Ai tempi, scattavamo in pellicola. Il modo in cui i vestiti si adattavano al corpo, i capelli, il trucco... E la luce era sempre perfetta, perché quello che si vedeva nella macchina fotografica era già il risultato finale. Tutto il ritocco, se vogliamo, era fatto prima che l’immagine venisse impressa sulla pellicola. Ci mettevamo una lattina di cola o una banana sotto la cintura per renderla più aderente ed enfatizzare l’effetto sul punto vita. Invece di un monitor, avevo uno specchio per controllarmi» [a Norwich, cit.] • Nel febbraio 1989 fu protagonista del servizio per Vogue Italia Jazzy Jazz, fotografata da Meisel. «Ero sul set con un boyfriend cubano molto sexy e avrei dovuto stare seduta su un materasso sporco bevendo birra nei vicoli della Miami degli anni Novanta, che non era esattamente quella di oggi. Si sentivamo gli spari in sottofondo! Di recente sono stata accusata di appropriazione culturale perché in quel servizio la mia pelle appariva molto scura, ma ero semplicemente abbronzata perché passavo i weekend a Saint-Tropez» [ibid.] • Anna Wintour, neo direttrice di Vogue America, chiede al fotografo Peter Lindbergh una copertina per il primo numero dell’anno 1990. «“Cerchi di immaginare le ragazze degli anni Novanta”. Già fatto, pensa lui (un bianco e nero di sei ragazze qualunque su una spiaggia di Santa Monica in camiciola bianca, per la precedente direzione, poi rimata in un cassetto, ndr). E forse per puntiglio, rifà la stessa cosa. Chiama cinque modelle dai nomi che a molti dicono poco, Linda Evangelista, Naomi Campbell, Christy Turlington, Tatjana Patitz, Cindy Crawford. Questa volta per strada le fotografa in jeans e semplici top. È la copertina di Vogue del gennaio 1990. Una copertina da museo. La copertina, dicono, che aprì l’epoca delle supermodel» [Smargiassi, Rep] • Nel 1990 appare nel video musicale Freedom! ’90 di George Michael, assieme a Cindy Crawford, Tatjana Patitz e Christy Turlington. «George Michael vede – dice la leggenda – le foto che Peter Lindbergh ha fatto alle cinque, quelle in camicia bianca per strada a Soho, e decide che è quel che vuole. Chiama, a dirigerlo, un emergente che allora dirigeva video musicali e adesso forse avete sentito nominare per qualche film, un tal David Fincher. Dice sempre la leggenda che Linda è quella che non ne ha voglia, ma che devo fare con ’sto video, sono Linda Evangelista, la mia frase più famosa è “per meno di diecimila dollari al giorno non mi alzo dal letto”, mica avrò bisogno di visibilità. Avranno pure dovuto insistere, perché a quel punto era già una star. Però, nel video, Linda non ha la fighezza di chi è cresciuta da figa delle altre. Non si accarezza narcisa le clavicole come Cindy, non si avvolge finto pudica in un lenzuolo come Christy. Linda ha ancora i capelli corti, ma non più neri e ricci come nella pubblicità del profumo: sono stirati e platino, un ciuffo particolarmente finto (certo che copierò anche quello, che domande). E ha un dolce vita nero nel cui collo nasconde la faccia, le cui maniche tira giù sui polsi come una liceale insicura. Forse lo fa per farci immedesimare. Fatto sta che è lei a fare il playback dei versi “Sa il cielo che ero solo un ragazzino che non sapeva cosa voleva diventare, ero l’orgoglio e la gioia d’ogni scolara affamata, e mi bastava: vincere la gara, avere la faccia più carina, vestiti nuovi e un appartamento costoso”. Era Linda, delle cinque, quella alla quale potevamo credere se diceva che lei non sapeva fin da piccola che sarebbe stata la bella del ballo» [Guia Soncini, Linkiesta] • Nel 1990 disse a un giornalista di Vogue, Jonathan Van Meter: «Noi [supermodelle] non ci svegliamo neppure per meno di 10 mila dollari al giorno». Ma ai tempi in realtà una giornata di lavoro come modella su un set veniva pagata circa 250 dollari • Nel 1992 viene ingaggiata per una pubblicità dei lussuosi magazzini Barneys di New York insieme all’attore Kyle Mclachlan, protagonista di Twin Peaks. Lascia il marito per lui. Lui disse: «Linda amava divertirsi con gli amici, in compagnia dà il meglio di sé perché le piace avere intorno tanta gente che fa un sacco di baccano, e tutto questo lo abbiamo condiviso insieme». Adottano due cani, ma lui non si decide a sposarla e perciò nel 1998 la relazione finisce • Nel 1998 incontra il portiere francese Fabien Barthez, che ha appena vinto la coppa del mondo con la Nazionale di calcio. «Da quando amo Fabien mi sono lasciata andare: sono ingrassata di quattro chili e mi do alla pazza gioia. Per anni sono stata prigioniera della mia bellezza ma ora sono finalmente libera di vivere come voglio e di godermi la vita. Non mi importa se le aziende mi scritturano di meno» [Il Tempo] • «Espertissima di calcio, pare, e conosciuta in un night club di Saint Tropez durante una festa post-mondiale – l’ha lasciato perché odiava il cielo grigio di Manchester» [Corrado Sannucci, 2001 Rep] dopo quattro anni di relazione. «Chi lo conosce bene dice che non si è mai ripreso del tutto dalla rottura con Linda Evangelista. Più di un flirt estivo: dalla modella Barthez aspettava un figlio, perso dopo pochi mesi di gravidanza. Un amore nato a Saint-Tropez nella magica estate del ’98, quella del Mondiale: per Linda il portiere aveva chiuso con un passato di passioni volanti, come quella per la principessa Stéphanie di Monaco» [Gaia Piccardi, 2004 Cds] • Nel 2006 nasce (con il cesareo) il suo unico figlio, Augustin James – le somiglia molto, ma «le maglie da football sono la sua massima idea di moda. E questo mi spezza il cuore» [a Chiara, cit.]. Il padre è il miliardario francese François-Henri Pinault, erede del gruppo del lusso Kering, con il quale ha avuto una relazione mentre lui era in crisi con la compagna Salma Hayek (che oggi è sua moglie). La paternità rimane segreta fino al 2011, quando Evangelista fa causa a Pinault e ottiene che le versi 46 mila dollari al mese per il mantenimento del figlio. «Il riccone, a capo del colosso francese Ppr (proprietario dei marchi Gucci, Yves Saint Laurent, Bottega Veneta e Alexander McQueen) ha una fortuna stimata di 15 miliardi di euro, ma ritiene la richiesta troppo esosa e ha fatto ricorso. La modella, tuttavia, insiste: quei soldi le servono per coprire le spese di tate in servizio 24 ore su 24 e degli autisti che portano in giro mamma e figlio. Il legale di Pinault, David Aaronson, avrebbe commentato, rivolgendosi al giudice: “Come vede, la signorina Evangelista chiede una baby sitter 24 ore su 24 perché non vuole ritrovarsi sola con il bambino. Come lei comprenderà, del resto la signorina rappresenta una fortuna stimata più di 5,6 milioni di euro: ne ha guadagnati 1,26 nel 2010”. Qui si è aperto il capitolo forse più singolare dell’audizione. L’ex top model, oggi 46enne, interrogata sui suoi impegni, ha risposto: “Quante ore alla settimana lavoro? Dipende. A volte anche 16 ore al giorno. Ma quando non lavoro mi occupo della mia immagine. Devo andare in palestra, nei centri di bellezza. Devo curare il mio corpo, come un’atleta”. Il suo avvocato sembra abbia motivato la cifra da capogiro richiesta puntando sulla disparità di trattamento dei figli di Pinault: tutto a Valentina [la bambina che Pinault ha avuto con Hayek nel 2007, ndc] (ricoperta di regali da sogno, compresa una supervilla a Los Angeles) e nulla al povero Augustin» [Alessandra Muglia, Cds] • «Quando mio figlio era più piccolo, se giocava in salotto e in televisione trasmettevano una delle mie pubblicità, diceva: “C’è Linda”. Oppure se mi vestivo per andare a un evento come il Met Gala o a una cena, diceva: “Oh, Linda sta uscendo”. Se cucinavo, invece, o lo preparavo per la scuola o altro, ero sempre “mamma”» [a Norwich, cit.] • Nel 2009 «raccontò ai quattro venti che non avrebbe fatto più sfilate se gli stilisti avessero portato in passerella la sua rivale Milla Jovovich» (che le somiglia molto) [Sta] • Nel 2009 commenta così la notizia che Naomi Campbell è in crisi perché si sente vecchia: «Quando una ruga solca il volto di una top non è un semplice segno di invecchiamento. È come se un monumento venisse sfregiato, una vera e propria catastrofe» • «Dopo essersi trincerata cinque anni nel diritto all’oblio, e dopo aver raccontato al mondo il suo dolore per l’intervento di criolipolisi che l’ha sfigurata, Linda Evangelista torna in copertina. […] Era scomparsa dalle scene da quando un trattamento estetico di rimozione del tessuto adiposo le ha causato protuberanze su collo, braccia e gambe. A febbraio ha parlato per la prima volta della vicenda con il magazine People, dicendo che era stufa di nascondersi, e adesso è tornata davanti all’obiettivo del fotografo e sarà su British Vogue del numero di settembre. Ma ammette che “quelli non sono la mia mascella e il mio collo nella vita reale”. La truccatrice Pat McGrath “ha tirato indietro delicatamente il suo viso, la mascella e il collo con nastro adesivo ed elastici”, e nelle immagini scattate da Steven Meisel, Evangelista porta sempre un foulard intorno al volto che le nasconde le orecchie e i capelli. “Cerco di amarmi come sono, ma nelle foto di moda penso che il nostro compito sia creare fantasie, creare sogni”, spiega nell’intervista a Vogue, rivelando che è stata attratta dalla procedura di CoolSculpting per la sua stessa vanità: “Quelle pubblicità erano in onda ovunque e chiedevano: Ti piace quello che vedi allo specchio? Mi stavano parlando. Promettevano niente tempi morti, niente interventi chirurgici e... l’ho fatto perché sono un po’ vanitosa, ma mi si è ritorto contro”. Recentemente oltre alla copertina per Vogue è stata protagonista anche di una campagna per Fendi, ma alla domanda se sia guarita mentalmente, risponde: “Assolutamente no, ma sono grata per il supporto che ho ricevuto dai miei amici e dal mio settore. Non mi vedrete in costume da bagno, questo è certo, e sarà difficile trovare lavoro con le protuberanze senza ritoccare, comprimere, o usare stratagemmi”. Nel settembre 2021 Evangelista ha intentato una causa da 50 milioni di dollari contro la società che esegue il CoolSculpting, la Zeltiq Aesthetics, che ha poi risolto a luglio. Quando ha raccontato la sua storia a People, ha detto: “Non mi riconosco più come persona, quella Linda che sfilava, bellissima e sicura di sé, non esiste più. Lei, la Linda Evangelista top model, è come se fosse scomparsa”. “Mi piaceva sfilare, ora invece tremo al pensiero di incontrare qualcuno che conosco. Non posso più vivere in questo modo, nascondendomi e nella vergogna. Non posso più vivere con questa pena. Ora voglio parlare”, aveva aggiunto, mostrando in alcune foto il suo corpo sfigurato e spiegando la sofferenza fisica ed emotiva a cui è andata incontro dopo aver iniziato a notare delle protuberanze lungo il collo, le cosce e all’altezza del reggiseno, che poi si sono irrigidite e diventate insensibili. La criolipolisi utilizza le basse temperature per ridurre i depositi di grasso, ma nel suo caso qualcosa è andato storto e il metodo ha aumentato, invece di diminuire, le zone adipose. Un medico che l’ha visitata le ha diagnosticato una iperplasia adiposa paradossale, effetto collaterale che si manifesta nell’1 per cento dei pazienti, e nonostante due interventi di liposuzione per cercare di risolvere il problema, le protuberanze sono tornate. “Se avessi saputo che gli effetti collaterali potevano includere la perdita dei mezzi di sostentamento e il rischio di essere così depressa da odiarmi... non avrei corso quel rischio”» [Valerio Robecco, 2022 Giornale] • «Noi mortali non capiamo. Sono molto più di cinque anni che girano foto di Linda grassa, in maniera piuttosto uniforme: sembra più una di noi cui piacciono i bucatini, che la vittima d’un trattamento estetico localizzato. […] Ma tutte si precipitano a solidarizzare. Giacché neanche le corna l’umanità teme quanto il grasso, su nessuna disgrazia proietta l’orrore del “mioddio se succedesse a me” come sull’ingrassare. Nessun destino sembra più atroce di quello della bella che può partecipare al commercio del sé solo instagrammando foto antiche, giacché le forme nuove sono troppo impresentabili per cavarsela coi filtri e l’angolazione. […] India Knight, sul Sunday Times, notava che i commenti al primo post, quello in cui Linda annunciava che l’avevano sfigurata, era chiusa in casa a vergognarsi da anni, e ora avrebbe fatto causa, sembravano le cose che dici quando una muore. Ma lei non è mica morta, protestava. Ingenuamente. C’è differenza, nel secolo che hanno fondato loro in quegli anni, tra essere morta e non essere instagrammabile?» [Soncini, cit.]. A giudicare dalle foto che pubblica oggi su Instagram (dove ha un milione e mezzo di followers), è tornata in buna uona forma fisica. «Ho anche scoperto quanto possa essere gentile e generoso il mio mondo. In nome della diversità, non si aspettano che io sia perfetta, giovane o con lo stesso corpo di una volta. Mi prendono così come sono. Forse sono merce avariata, ma non mi viene rinfacciato» [a Norwich, cit.] • Nel 2023 racconta di aver avuto un cancro al seno e di aver subito una conseguente doppia mastectomia (e poi si è fatta impiantare due protesi che definisce «piccole»). Nello stesso anno è uscito il libro Linda Evangelista Photographed by Steven Meisel ed è apparsa nella serie The Super Models di Apple Tv+ • Nel 2024 il britannico The Standard scrive che, dopo decenni di amicizia, ha litigato con Naomi Campbell tanto da non riuscire più a stare nella stessa stanza con lei • «Uomini, intorno, non ne desidera. “Inizialmente era dovuto alle conseguenze fisiche del CoolSculpting: non volevo essere toccata da nessuno. Pensa che non faccio un massaggio dal 2016… Poi mi sono resa conto che stavo iniziando ad avere una bella relazione con me stessa, ed è un percorso che mi tiene molto occupata, sai? Oggi il posto in cui sto meglio è il mio letto, da sola, circondata da giornali e dispositivi di bellezza e di cura della persona. E se viaggio, nella mia borsa porto letteralmente qualsiasi cosa, sono pronta per la fine del mondo!”» [a Chiara, 2024 cit.] • Nel 2025 «in occasione della laurea del figlio Augustin, 18 anni, l’ex top model ha condiviso le foto della cerimonia. E per celebrare questo importante traguardo, non era sola. François-Henri Pinault, il padre di Augustin, era presente con la moglie Salma Hayek . Linda Evangelista ha condiviso foto dell’intera famiglia allargata, oltre a una foto del giovane laureato con l’attrice ora sposata al padre, a testimonianza del buon rapporto che lega i due. Non è la prima volta che Evangelista ed Hayek dimostrano il loro legame. Per il diciottesimo compleanno del ragazzo, nell’ottobre 2024, hanno condiviso foto sui rispettivi account Instagram, e Salma Hayek ha incluso anche scatti di Linda Evangelista» [Federica Bandirali, Cds].
Altro Vive «in un grattacielo di New York con vista sul fiume» [Norwich, 2023 cit.] • Ogni primo weekend di luglio torna in Canada per un picnic in giardino con i suoi parenti • Nel 1997 disse di essere cattolica praticante e che il suo libro preferito era la Bibbia [riferito da James Sherwood, Telegraph] • È una delle modelle preferite di Stefano Gabbana e la preferita di John Galliano • La modella ideale da fotografare? «Linda Evangelista. Diventa esattamente quello che vuoi tu» [Giovanni Gastel a Vittorio Zincone, 2015 Sette] • La modella con cui si lavora meglio? «Linda Evangelista, straordinaria» [Fabrizio Ferri a Vittorio Zincone, 2007 Rep] • «Non sono la più bella e non sono perfetta. Ma sono brava: sono un ottimo appendiabiti» • «L’attenzione era per il lavoro, non per la persona. Mi dicevano: “I tuoi capelli sono bellissimi”. Oppure: “Il piede funziona. Il piede è buono”. Ma nessuno mi ha mai detto: “Linda, sei bellissima”» [a Harper’s Bazaar] • Una volta, negli anni Novanta, ti dissi che eri la donna più bella del mondo… «Oh, per favore…». E tu mi hai corretto, dicendo: “Non sono la donna più bella del mondo. Ma quello che so fare è prendere una giacca, anche una non ben disegnata, e indossarla in venticinque modi diversi” [Norwich, cit.] • Nel 2000 il Tribunale di Messina ha stabilito che la signora Maria Cisto di Savoca, provincia di Messina, ha diritto a 20 milioni di lire di risarcimento dalla Kenar Enterprise di New York. La ditta, che produce vestiti, nel 1991 fotografò l’anziana donna e sette sue compaesane accanto a Linda Evangelista. La signora Maria si prestò allo scatto perché le dissero che serviva ad una campagna contro l’Aids, e la pagarono solo 10 mila lire. La fotografia però fu trasformata in un manifesto pubblicitario dal titolo «La bella e le bestie» • «Il signor Angelo Evangelista ci fa sapere di essere il primo italiano a avere comprato un pezzo di Luna. Qualche acro (“L’ho potuto scegliere”, quale fortuna) nella zona dei Grandi Laghi, tra quello della Speranza e quello della Felicità. In attesa di costruirci una villetta il simpatico signore, che ci informa inoltre di essere cugino dell’ex top model Linda Evangelista, ha intitolato il suo piccolo campo ai genitori e al suo paese ciociaro, Pignataro Interamna, i quali commossi ringraziano» [Dario Cresto-Dina, 2010 Rep].
Titoli di coda «Lo sguardo maschile è soffocante. […] Mi sentivo sempre come se gli occhi fossero puntati su di me. Ora non li sento più. E mi va bene così. Non mi interessa come invecchio. Voglio solo invecchiare. Non devo farlo per forza in modo elegante. Solo, davvero, non voglio morire. Ho ancora così tanto da fare. Finalmente mi sento a mio agio con me stessa e con il mondo, e ora voglio godermela» [a Wells, cit.].