corriere.it, 27 giugno 2026
Droga a Roma, le centraline antismog rilevano nell’aria indici record
Un risultato a sorpresa. Che questa volta non arriva dall’analisi delle acque reflue, bensì da quella dell’aria. Con le centraline antismog che oltre a rilevare il livello di inquinamento, forniscono anche risposte sul consumo di droghe. È quanto emerge dalla lettura dell’ultimo report del Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze – ex Dipartimento delle politiche antidroga – presentata nei giorni scorsi in Parlamento. Il Progetto Psico (Presenza di sostanze illecite nell’aerosol urbano come possibile marker per consumo e traffico) ha registrato a Roma la presenza di sostanze psicotrope nell’aria analizzando il valore delle polveri sottili (Pm10): il risultato è la marcata presenza di cocaina – la più alta in Italia, di gran lunga superiore a Pescara e Firenze, che seguono in classifica – scoperta dalla centralina alla Bufalotta, con un valore di 1.174 pgm³. Nel rapporto sono anche evidenziati i sequestri di sostanza stupefacente effettuati nel 2025 dalle forze dell’ordine con il Lazio che spicca nei primi posti della classifica nazionale.
«La cocaina è la sostanza più pervasiva nell’aria»
Secondo lo studio, svolto in collaborazione fra Dipartimento di Scienze ambientali, informatica e statistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Istituto di Scienze polari del Cnr e proprio il Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri – con i carabinieri del Ris di Parma e dieci Agenzie regionali e provinciali per la Protezione ambientale (Arpa-Appa) – «la cocaina – si legge nel report – è risultata la sostanza piu pervasiva essendo stata rilevata nel 100% dei campion analizzati, con una concentrazione mediana nazionale pari a 190 pgm³». Ma sono state trovate anche tracce evidenti di consumo di ketamina e tetraidrocannabinolo.
«Concentrazione più evidente nei giorni lavorativi»
Si tratta di «una fotografia puntuale delle dinamiche di consumo integrata nelle 24 ore». La campagna di rilevazione è iniziata nella primavera 2025 e si è conclusa l’inverno scorso. Tre delle diciassette stazioni di rilevamento erano a Roma. Oltre a quella alla Bufalotta sono state usate le centraline in zona Cipro e Fermi. E anche in questi casi sono stati rilevati tutti campioni positivi, non solo di cocaina ma anche di thc e ketamina, nel periodo preso in esame. «Notevoli differenze di concentrazione sono state registrate all’interno di una stessa città, soprattutto a Roma», si legge ancora nel documento. Dal monitoraggio è emerso come la cocaina si presenti in concentrazioni più elevate «durante la settimana lavorativa, dal lunedì al venerdì, rispetto ai fine settimana. Il thc mostra invece un andamento opposto, con livelli superiori nel weekend». E la ketamina «mantiene livelli di presenza nel Pm10 tendenzialmente omogenei e costanti durante tutti i giorni della settimana».
«Bassi livelli per l’esposizione passiva»
Ma c’è anche un’esposizione passiva della popolazione, per fortuna minima: lo studio dimostra infatti che «calcolando la quantità di sostanza assunta giornalmente nel sito con la massima concentrazione di cocaina registrata, ovvero Roma Bufalotta, si ottiene un valore di 0,0235 mg che corrisponde allo 0,016% di una dose media di uso personale stimata in 150 mg. Tale evidenza – tranquillizza l’analisi – permette di affermare che la quantità respirata è ampiamente inferiore a qualsiasi dose per uso personale».