corriere.it, 27 giugno 2026
Wolfgang Porsche vende la "villa del tunnel" di Salisburgo
Per diverso tempo è stato il simbolo dei privilegi dei super ricchi. Un tunnel privato di 500 metri scavato nella montagna, pensato per consentire a Wolfgang Porsche di raggiungere in automobile la sua villa storica senza percorrere la ripida scalinata del Kapuzinerberg. Oggi, però, quella vicenda si chiude con un colpo di scena. L’erede della dinastia Porsche ha deciso di mettere in vendita la dimora rinunciando di fatto a un progetto che aveva acceso un durissimo scontro politico e civile nella città austriaca di Salisburgo. Il tunnel, però, non scompare: il permesso di costruirlo resterà valido fino alla fine del 2028 e passerà al futuro acquirente.
Dalla villa storica al «tunnel per uno»
La storia era cominciata nel 2020, quando Wolfgang Porsche aveva acquistato il Paschinger Schlössl, elegante villa seicentesca immersa nel verde del Kapuzinerberg, per 8,4 milioni di euro. Non una residenza qualsiasi. Tra quelle mura visse anche Stefan Zweig, che proprio lì scrisse parte delle sue opere prima di lasciare l’Austria nel 1934, costretto all’esilio dall’avvento dell’austrofascismo e poi del nazismo.
L’idea dell’imprenditore era tanto semplice quanto controversa: realizzare una galleria privata lunga mezzo chilometro che, partendo da un parcheggio comunale nel centro cittadino, conducesse direttamente a un garage sotterraneo da otto posti auto ricavato sotto la proprietà. Un’opera dal costo stimato di circa 10 milioni di euro, destinata a eliminare la scomoda salita che conduce alla villa.
Quello che per Porsche rappresentava un intervento funzionale, per molti abitanti di Salisburgo è diventato invece il simbolo di una città piegata agli interessi dei grandi patrimoni. I manifestanti avevano ribattezzato il progetto «il tunnel per uno», mentre sui muri comparivano slogan come «Una città per tutti, non un tunnel per uno».
Le proteste e il cambio di clima politico
Le polemiche erano cresciute rapidamente, alimentate anche dal cambio di maggioranza nel municipio di Salisburgo. Se la precedente amministrazione conservatrice aveva concesso l’autorizzazione allo scavo, pagando un diritto di circa 48 mila euro, la nuova giunta di centrosinistra si è trovata a gestire un caso ormai diventato nazionale.
Secondo i critici, il problema non era soltanto urbanistico. In una città alle prese con il caro-affitti e una cronica scarsità di abitazioni, il tunnel era diventato l’emblema di un sistema in cui chi dispone di immense risorse economiche riesce a ottenere ciò che per qualsiasi altro cittadino sarebbe impensabile.
I Verdi continuano a chiedere che l’autorizzazione venga addirittura revocata. La loro tesi è che quel permesso, rilasciato su suolo pubblico, abbia finito per aumentare artificialmente il valore della proprietà, trasformandosi in uno strumento di speculazione immobiliare. «Non può essere che il patrimonio pubblico venga utilizzato per operazioni di questo tipo. I diritti devono essere uguali per tutti», ha dichiarato la consigliera comunale Ingeborg Haller.
Il tunnel diventa un argomento di vendita
La parte più curiosa della vicenda è che ciò che per un anno è stato al centro delle contestazioni è oggi uno dei principali punti di forza dell’annuncio immobiliare.
La villa è stata messa sul mercato a 12,7 milioni di euro, oltre quattro milioni in più rispetto al prezzo pagato nel 2020. E tra gli elementi di maggior pregio evidenziati dall’agenzia immobiliare compare proprio il progetto già autorizzato del tunnel privato con garage sotterraneo, descritto come una caratteristica «unica» capace di collocare la proprietà «in una categoria a sé» nel panorama storico di Salisburgo.
In altre parole, il tunnel che per una parte della città rappresentava il simbolo della disuguaglianza diventa oggi uno degli argomenti commerciali utilizzati per aumentarne l’appeal sul mercato internazionale del lusso.
Perché Porsche ha cambiato idea
Le ragioni ufficiali della vendita non sono state spiegate. Un gestore immobiliare della famiglia Porsche ha confermato ai media austriaci che la proprietà è effettivamente sul mercato, definendo però le polemiche nate attorno al progetto «un dibattito alimentato dall’invidia». Lo stesso rappresentante ha lasciato intendere che, dopo tutto quello che era accaduto, sarebbe stato difficile per Wolfgang Porsche immaginare di vivere serenamente nella villa insieme alla nuova moglie, Gabriele zu Leiningen, già sposata in passato con l’Aga Khan.
La famiglia, attraverso un portavoce, ha scelto di non rilasciare ulteriori commenti. Resta così una delle vicende urbanistiche più discusse degli ultimi anni in Austria. Il tunnel non verrà realizzato da Wolfgang Porsche, ma continua ad accompagnare il destino della villa come una sorta di eredità immobiliare. E chissà che il prossimo proprietario non decida davvero di scavarlo, riaprendo una battaglia che Salisburgo sperava ormai di essersi lasciata alle spalle.