corriere.it, 27 giugno 2026
Revocato il blocco Usa a Claude 5
L’amministrazione americana ha fatto marcia indietro sul blocco imposto a Claude Mythos 5, il più avanzato modello di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic. Con una lettera inviata venerdì pomeriggio all’azienda, il Dipartimento del Commercio ha autorizzato nuovamente la distribuzione del sistema a oltre cento soggetti statunitensi, tra grandi imprese e agenzie federali. La notizia, anticipata da Semafor, rappresenta un’importante distensione nei rapporti tra la Casa Bianca e una delle principali società del settore dell’intelligenza artificiale.
I rigidi controlli
Solo due settimane fa Washington aveva imposto rigidi controlli all’esportazione sui modelli Mythos 5 e Fable 5, provocandone la sospensione. Quest’ultimo dovrebbe essere riabilitato nei prossimi giorni. Nella lettera indirizzata a Tom Brown, chief compute officer di Anthropic, il segretario al Commercio Howard Lutnick spiega di aver accertato l’esistenza di adeguate misure di sicurezza tali da consentire l’accesso al modello «a partner selezionati e affidabili». Una decisione maturata, scrive Lutnick, dopo «significativi progressi» emersi durante le intense interlocuzioni tra il governo americano e l’azienda.
La collaborazione
Il responsabile del Commercio sottolinea inoltre l’impegno assunto da Anthropic a collaborare con Washington nella definizione di protocolli, standard di sicurezza e modalità di rilascio dei propri modelli di IA. La riapertura arriva nello stesso giorno in cui anche OpenAI ha iniziato a distribuire il suo nuovo GPT-5.6 a una ristretta cerchia di partner autorizzati dall’amministrazione Trump.
La verifica tecnica
Dietro lo stop imposto nelle scorse settimane ci sarebbe però molto più di una semplice verifica tecnica. Secondo fonti citate da Semafor, i timori del governo statunitense riguardavano il possibile accesso ai modelli da parte di gruppi riconducibili alla Cina. Alcune organizzazioni legate a Pechino sarebbero riuscite a ottenere l’accesso a Mythos, la versione più potente e priva dei tradizionali guardrail di sicurezza di Fable.
Per Washington il rischio era particolarmente elevato. Attraverso l’utilizzo del modello, ricercatori stranieri avrebbero potuto studiarne il funzionamento e replicarne l’architettura mediante la cosiddetta “distillazione”, una tecnica che consente di addestrare nuovi sistemi sfruttando le risposte generate da un modello molto più evoluto.
Il rischio Cina
Non è chiaro quale organizzazione cinese sia riuscita ad accedere al sistema, né in che modo abbia ottenuto tale possibilità o come le autorità americane siano venute a conoscenza dell’episodio. A complicare ulteriormente il quadro sarebbe stata anche la scoperta di un pericoloso jailbreak, cioè una vulnerabilità capace di aggirare le protezioni del modello e ottenere risposte normalmente bloccate, comprese quelle relative alla cybersicurezza e alla biologia.
La vulnerabilità
A rivelare alcuni retroscena è stato David Sacks, investitore tecnologico e per lungo tempo consigliere della Casa Bianca sull’intelligenza artificiale. Secondo Sacks, un partner considerato altamente affidabile sia dal governo sia da Anthropic sarebbe riuscito a violare le protezioni di Fable durante una fase di test. L’amministrazione avrebbe quindi chiesto al fondatore Dario Amodei di correggere immediatamente il problema oppure ritirare il modello, richiesta che, secondo la versione di Sacks, non sarebbe stata accolta.
La nota dell’azienda
Anthropic, invece, ridimensiona la vicenda. In una nota pubblicata sul proprio sito, la società sostiene che il metodo mostrato riguardasse soltanto «un numero limitato di vulnerabilità minori e già note». Una ricostruzione contestata dallo stesso Sacks, che sui social ha ribadito come né il governo né il partner coinvolto condividano questa valutazione. «È difficile sostenere che un jailbreak in grado di abilitare un’arma informatica possa essere considerato non grave», ha affermato.
Il partner Amazon
Sullo sfondo emerge anche il possibile ruolo di Amazon. Sempre secondo Semafor, la segnalazione che avrebbe spinto Washington a intervenire potrebbe essere arrivata direttamente dall’amministratore delegato Andy Jassy, che avrebbe contattato personalmente il segretario al Tesoro Scott Bessent illustrando i risultati dei test condotti internamente. Amazon, che ad aprile ha rafforzato il proprio legame con Anthropic attraverso un investimento da 25 miliardi di dollari, è uno dei principali partner della società.
Le divergenze col Pentagono
Nel frattempo Anthropic ha intensificato il dialogo con il governo americano per superare l’impasse. Lo stop ai nuovi modelli rischiava infatti di aggravare ulteriormente rapporti già tesi dopo le precedenti divergenze con il Pentagono, quando l’azienda si era rifiutata di autorizzare impieghi militari particolarmente rischiosi dei propri sistemi, venendo classificata dal Dipartimento della Difesa come un «rischio inaccettabile». Per ricucire i rapporti, la società dei fratelli Dario e Daniela Amodei ha inviato a Washington alcuni dirigenti per negoziare una soluzione condivisa. Secondo il Wall Street Journal, al tavolo siedono il segretario al Commercio Howard Lutnick, il direttore nazionale per la cybersicurezza Sean Cairncross e, per Anthropic, il cofondatore Tom Brown insieme alla responsabile delle politiche pubbliche Sarah Heck.
L’obiettivo comune è ripristinare pienamente l’accesso ai modelli di nuova generazione. La revoca del blocco su Mythos 5 rappresenta un primo passo, ma resta da capire quando anche Fable 5 tornerà disponibile e quali nuove condizioni di sicurezza verranno imposte dall’amministrazione americana.