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 2026  giugno 27 Sabato calendario

Pioggia di droni dall’Ucraina: la Crimea in stato di emergenza

Le autorità russe dichiarano lo stato d’emergenza nella penisola di Crimea occupata all’Ucraina dal 2014. Siamo all’ennesimo segnale in poche settimane della grave crisi nella macchina militare di Putin e per i suoi progetti di invadere e annettere il massimo possibile dello Stato ucraino.
Dai primi di gennaio i nuovi droni prodotti dalle industrie belliche di Kiev hanno lanciato attacchi sempre più in profondità nelle regioni russe. Colpita Mosca, presi di mira basi, aeroporti e centri di comando a ridosso del fronte, ma soprattutto distrutti raffinerie, oleodotti, depositi di carburante, porti nel Mar Nero: una strategia di raid ben congegnata per stravolgere non solo lo sforzo bellico, ma anche l’economia, la società civile e il morale russi.
Sui tetti dei palazzi nel cuore della capitale sono state viste batterie di missili contraerei. Colpita per la seconda volta una fabbrica chimica a Tula, a 200 chilometri da Mosca, indispensabile per la produzione bellica. Il presidente Volodymyr Zelensky pare abbia fatto suo il piano concepito dall’intelligence militare ucraina di costringere Putin alla resa entro 40 giorni.
L’altra notte i droni si sono concentrati in particolare sulla Crimea, compresi il ponte di Kerch, che la collega alla terra ferma nella zona di Rostov, ma anche il grande porto militare di Sebastopoli e le linee di rifornimento del carburante. Lo stesso ministero della Difesa a Mosca dichiara di avere abbattuto oltre 660 droni arrivati a ondate in poche ore, tra questi almeno una cinquantina hanno preso di mira la Crimea. «Lo stato d’emergenza rimarrà in vigore fino a che la situazione non migliorerà», ha dichiarato il governatore di Sebastopoli, Mikhail Razvozhaev. I media locali spiegano la mossa come fosse un provvedimento per facilitare imprenditori e cittadini a chiedere i risarcimenti per i danni provocati dai continui blackout. I bombardamenti hanno infatti causato blocchi all’erogazione dell’elettricità e al sistema idrico. Anche il governatore dell’intera penisola, Sergei Aksyonov, ha promulgato lo stesso decreto presentandolo quasi come fosse una procedura burocratica ordinaria.
Tuttavia, la realtà sul terreno racconta di una crisi profonda tra la popolazione russa residente nella Crimea, che Putin aveva occupato senza quasi sparare un colpo mandando le sue truppe speciali prive d’insegne dell’esercito di Mosca soltanto 12 anni fa.
Da settimane ormai la benzina è razionata: sono diffuse in rete le immagini di code d’auto di fronte alle stazioni di servizio a secco. Il traffico ferroviario e le navi nei porti sono bloccati quasi del tutto. I droni ucraini hanno colpito il ponte di Kerch, che ieri è rimasto chiuso per oltre 6 ore: era già successo, ma adesso il loro successo è particolarmente tangibile. Le auto attendono la luce verde per evacuare verso la terra ferma. Quasi non c’è traffico in arrivo: chi aveva prenotato gli hotel al mare sulle coste della penisola cambia destinazione.