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 2026  giugno 27 Sabato calendario

Il patto tra Roma e Parigi per una nuova missione di pace

Un asse Roma-Parigi per gestire una nuova missione in Libano, un «patto» fra i due Stati che sarà decisivo in qualsiasi scenario futuro del Paese che non riesce a trovare una pace duratura. È il risultato del vertice di Parigi tra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni al termine dell’incontro di Antibes. E ieri sera, dopo la notizia dell’accordo siglato tra Israele e Libano una nota di palazzo Chigi ha ribadito la necessità di «consolidare il cessate il fuoco e creare le condizioni per una pace duratura tra queste due nazioni che veda affermata la sovranità e l’integrità territoriale del Libano e la sicurezza di Israele».
Adesso si guarda al vertice del 7 e 8 luglio ad Ankara, in cui la premier rivedrà Donald Trump. E come nel 2024 e nel 2025, quando i 32 Paesi dell’Alleanza decisero di veicolare su Kiev ogni volta 40 miliardi di dollari, anche oggi si stanno facendo dei calcoli sul prossimo aiuto targato Nato: sarà superiore a quelli precedenti, dunque sui 45 miliardi almeno, e una quota andrà a gravare sul nostro governo.
Dal vertice di Antibes, il giorno dopo, emerge anche una nota di colore: per un errore di traduzione, a proposito di una domanda su Marine Le Pen, a Meloni (che ieri ha voluto assistere alla prima giornata di gare di nuoto del trofeo Settecolli a Roma) non è stata attribuita la frase che ha pronunciato («non credo in tutto quello che leggo»), piuttosto un poco plausibile «non credo a tutto quello che dice». La destra francese si è infuriata e ha puntato l’indice contro i giornalisti della tv Bfm.