Avvenire, 26 giugno 2026
Prima eutanasia per un bambino terminale in Olanda
Nei Paesi Bassi è stato confermato il primo caso di eutanasia di un bambino malato terminale, avvenuto alla fine del 2025. Le autorità del Paese non hanno fornito né il nome né l’età e il sesso del bimbo. La notizia è stata data in Parlamento solo in questi giorni dal ministro della Salute Sophie Hermans, che fa parte dell’attuale governo di coalizione di minoranza insediatosi lo scorso febbraio. La segnalazione è giunta della Commissione Rte, chiamata a valutare – a morte avvenuta – se sono state rispettate tutte le regole della legge olandese sull’eutanasia modificata nel 2024 per consentire questa pratica anche sui bambini da 1 a 12 anni. Sino al 2024 (dal 2014) si poteva già applicare ai neonati e ai bambini dai 12 anni in avanti. A questo punto saranno la Procura ed il pubblico ministero a decidere se si è agito in conformità alle norme prescritte.
Ricordiamo infatti che per la legge sulla regolamentazione dell’eutanasia in vigore dal 2002 essa rimane un reato, in senso generale, ma è ammessa se si rispetta un determinato protocollo. Nel sistema olandese per l’eutanasia di bambini gravemente malati e la cui morte è considerata imminente serve il consenso dei genitori e dei medici, a parere dei quali non ci sono alternative per alleviare la sofferenza.
Tra le patologie considerate come causa possibile di eutanasia ci sono malformazioni congenite, malattie metaboliche e danni agli organi vitali, a condizione che si tratti di patologie gravi. Il Belgio è stato il primo Paese al mondo, poco prima dell’Olanda, ad ammettere l’eutanasia estendendola a minorenni di qualsiasi età.