ilmessaggero.it, 26 giugno 2026
Caldo, a Parigi con 40 gradi si cucina sui tetti
Uova, crêpes e persino bistecche. Sono sono alcuni degli alimenti che i cittadini di Parigi riescono a cucinare sui tetti e sui terrazzi dei loro appartamenti a causa del caldo estremo che in questi giorni soffoca la capitale francese.
Il caldo è così insopportabile che molti hanno iniziato a condividere sui social le soluzioni più disparate per sopravvivere: dalle coperte isotermiche (teli argentati e dorati normalmente utilizzati nelle emergenze mediche) applicate sulle finestre per cercare di rinfrescare gli ambienti interni, fino alle piscine gonfiabili per riuscire a dormire la notte. Video con migliaia di like e commenti, soprattutto da parte di altri cittadini francesi che lamentano di ritrovarsi nella stessa disperata situazione di sopravvivenza.
In altri video si vede gente che prende d’assalto negozi di elettrodomestici per cercare di accaparrarsi gli ultimi ventilatori e condizionatori rimasti; supermercati vuoti: a ruba frutta (meloni e angurie) e surgelati.
Le misure adottate in Francia
In Francia sono oltre 51 milioni le persone esposte a temperature roventi, anche di 15 gradi superiori alle medie stagionali. Tantissime le immagini di cittadini che a Parigi si sono tuffati dai ponti del Canal Saint Martin per cercare un po’ di refrigerio. Il sindaco, Emmanuel Grégoire ha lanciato un avvertimento sui rischi legati a queste attività, mentre il prefetto ha chiesto di annullare diversi eventi previsti questo fine settimana nella capitale.
Il Ministero della Salute francese ha disposto il divieto per il consumo di alcolici e consiglia ai cittadini di tenere le tapparelle, le persiane e le finestre chiuse durante le ore più calde della giornata, bere acqua ed evitare di uscire durante le ore più calde.
Caldo che peggiora con limiti edilizi e strutturali
Il caldo record di Parigi ha portato a galla anche un altro tema, quello dei limiti edilizi e strutturali degli edifici della capitale francese.
Parigi, così come Londra, è stata progettata storicamente per affrontare il freddo, particolarmente rigido, dei mesi invernali. Temperature così elevate non si erano mai viste, ecco perché tra i loro skyline regnano edifici di mattone o pietra, progettati nella seconda metà dell’Ottocento proprio per mantenere il calore durante i lunghi inverni.
Un patrimonio storico e architettonico che tuttavia oggi rende particolarmente complessa l’installazione dei condizionatori, in quanto modificano il decoro delle facciate degli edifici andando contro le norme urbanistiche e di tutela del patrimonio cittadino.
A peggiorare la situazione c’è anche un altro fattore, quello dei tetti parigini. Circa l’80% dei tetti della capitale francese è realizzato in zinco, un materiale in grado di assorbire grandi quantità di calore e raggiungere temperature vicine agli 80 gradi. Per chi vive negli ultimi piani o nelle cosiddette “chambres de bonne”, mansarde storicamente destinate alla servitù oggi affittate soprattutto a studenti e giovani lavoratori, questo si traduce in un vero e proprio effetto forno. Si tratta di piccoli appartamenti che a causa della loro posizione rialzata si riscaldano molto più velocemente e, conseguentemente, si raffreddano con molta più difficoltà.
La situazione nel resto d’Europa
L’anticiclone Caronte pare non abbia intenzione di lasciare la sua presa sull’Europa. Temperature estreme che non scendono sotto i 25°C e umidità alle stelle. In Italia 18 città sono bollino rosso, in Spagna questa settimana per il caldo sono morte 212 persone, mentre in Francia è nuovo record per la notte più calda ai registrata nel Paese.
Un caldo che sta mettendo in ginocchio milioni di cittadini e che evidenzia l’impreparazione di molte città europee nell’affrontare gli effetti del riscaldamento globale. Nei giorni scorsi, in Spagna le temperature sono arrivate a 45°C, in Francia la media è stata di 35°C, mentre in Germania e nel Regno Unito nella giornata di oggi sono previsti 40 gradi.
A Parigi aumentano anche le morti per annegamento: «Alla serata di ieri (giovedì) il conteggio era di 55 persone, ma temiamo che la situazione possa peggiorare», ha dichiarato la ministra dello Sport Marina Ferrari ai microfoni di franceinfoTV.