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 2026  giugno 26 Venerdì calendario

Bill Gates rompe il silenzio sulle sue relazioni segrete

Il peso di un passato ingombrante e l’ombra del ricatto. Bill Gates ha ammesso davanti alla Commissione di Vigilanza della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti di aver intrattenuto tre relazioni extraconiugali durante il suo matrimonio con Melinda French Gates, svelando come il defunto finanziere Jeffrey Epstein abbia tentato di usare queste informazioni sensibili per estorcergli favori. La testimonianza a porte chiuse, i cui trascritti integrali sono stati resi pubblici di recente, offre uno spaccato inedito e fattuale sulle dinamiche di potere e manipolazione messe in atto dal finanziere, morto suicida in un carcere di New York nell’agosto del 2019.
Le tre relazioni e il ruolo della “talpa”
Secondo quanto riportato in modo congiunto e dettagliato dalle testate britanniche The Independent e The Telegraph, che hanno analizzato i 138 fogli di verbale, Gates ha fatto esplicitamente i nomi delle tre donne con cui ha avuto una relazione: la giocatrice russa di bridge Mila Antonova (già individuata dalla stampa finanziaria nel 2023), la fisica nucleare Karima Nigmatulina e l’imprenditrice in ambito medico Alice Jacobs Nesselrodt, conosciuta a una conferenza prima del 2010. Ma come è entrato in possesso Epstein di queste informazioni personali? Gates ha puntato il dito contro un suo ex dipendente, il dottor Boris Nikolic. Fu proprio Nikolic, amico comune, a presentare Epstein a Gates nel 2011 per discutere di progetti filantropici legati alla salute globale. Durante la deposizione, il miliardario ha dichiarato di ritenere probabile che Nikolic avesse confidato a Epstein i dettagli delle relazioni con le due donne russe, fornendo di fatto al finanziere l’arma per un potenziale ricatto. “Queste relazioni non avevano nulla a che fare con le mie interazioni con Epstein, ma sono state dolorose per la mia famiglia”, ha precisato Gates.

Il finto dossier sulle malattie veneree
Il tentativo di estorsione, pur non essendosi mai concretizzato in una minaccia diretta ed esplicita, ha lasciato tracce scritte. I documenti rilasciati tra dicembre e gennaio dal Dipartimento di Giustizia americano includono diverse bozze di e-mail che Epstein scrisse a se stesso nel 2013. In queste comunicazioni private, il finanziere sosteneva non solo di aver agevolato incontri sessuali per Gates, ma di avergli persino procurato dei farmaci da somministrare di nascosto all’allora moglie Melinda, al fine di curare una malattia a trasmissione sessuale (STD) contratta dalle “ragazze russe”.
Davanti alla Commissione, Gates ha smentito categoricamente le accuse, definendole totalmente false: “Non ho mai avuto una malattia a trasmissione sessuale e non ho mai somministrato farmaci di nascosto a nessuno”, ha chiarito a verbale. Ha tuttavia ammesso che è “possibile” aver confidato in passato a Nikolic il timore di aver contratto un’infezione, un dubbio che Epstein avrebbe poi strumentalizzato trasformandolo in una menzogna scritta. “Credo che Epstein, quando scriveva e-mail a se stesso, prendesse ogni potenziale informazione negativa di cui era a conoscenza, aggiungendone alcune completamente false”, ha spiegato il fondatore di Microsoft. “Non mi ha mai ricattato, ma guardando queste e-mail, si solleva la seria probabilità che stesse valutando di farlo“.
I confini dei rapporti con Epstein
La collaborazione formale tra Gates ed Epstein per attrarre fondi filantropici si è interrotta alla fine del 2014. Nel corso della sua deposizione di quasi sei ore, il filantropo ha quantificato le loro interazioni in “12-14 incontri in totale, più due chiamate su Skype nell’arco di quattro anni”. Gates, che non è accusato di alcun illecito in relazione allo scandalo, ha definito con fermezza i confini di questa frequentazione. Ha negato di aver mai visitato l’isola privata di Epstein, il suo ranch o la sua residenza in Florida. “Non ho fatto nulla di illecito e non ho visto nulla di illecito”, ha dichiarato, aggiungendo di non aver mai trascorso del tempo con le vittime, pur ammettendo l’amara possibilità di essersi ritrovato inavvertitamente “in loro presenza” durante le frequentazioni con l’imprenditore.
In una riunione aziendale della Bill & Melinda Gates Foundation tenutasi a febbraio, poco dopo la pubblicazione dei dossier governativi, Gates si era già scusato formalmente con il proprio staff. Pur sapendo della condanna per prostituzione minorile emessa a carico di Epstein in Florida nel 2008, all’epoca aveva deciso di interfacciarsi con lui per le sue estese connessioni nel mondo della filantropia. “È stato un errore enorme trascorrere del tempo con lui”, ha ribadito Gates, scusandosi per i danni collaterali causati da quella che oggi definisce una grave leggerezza di valutazione. La Fondazione, nel frattempo, ha affidato a una commissione esterna il compito di revisionare le passate interazioni operative con Epstein, promettendo un aggiornamento trasparente dei protocolli entro la fine dell’estate.