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 2026  giugno 26 Venerdì calendario

Genova vende all’IA i filmati del traffico

Le abitudini di centinaia di migliaia di abitanti. Il traffico e il percorso di macchine e motorini, di mezzi pubblici e privati. Nelle 2mila telecamere di Genova, un grande fratello attivo 24 ore su 24, c’è l’intera vita di una città. Ma un conto è ciò che percepisce l’occhio umano, un altro sono gli approdi dell’intelligenza artificiale. Con un esperimento che non ha precedenti in Europa, il Comune del capoluogo ligure ha già consegnato una mole di dati enormi ricavati da queste telecamere – si parla per ora di 1,2 petabyte, ovvero 1 milione e 200mila gigabyte di immagini – a una multinazionale straniera, Milestone, con una doppia finalità: Genova punta a un’innovazione tecnologica nella gestione dei trasporti e della città, mentre l’azienda privata allenerà un modello di Ia. In altre parole, dati pubblici che verranno in seguito usati a scopo commerciale.
Il protocollo di intesa è stato firmato il 6 giugno del 2025, quindi nei primi giorni dell’insediamento della nuova sindaca Silvia Salis. Fonti del Comune fanno sapere di aver ereditato l’avviamento del progetto dalla precedente amministrazione, ma in definitiva chi ha posto la firma sul protocollo è il centrosinistra. Il problema è che l’esperimento assomiglia a un progetto già avviato in passato dalla città di Trento e sanzionato dal garante della privacy. La legalità dell’accordo genovese si regge su due nodi. Il primo è l’adesione di Milestone alle norme europee in termini di dati personali e al regolamento sulla Ia. Il secondo è l’anonimizzazione di quei dati – garantita da un software che dovrebbe impedire il riconoscimento di dati personali – ma i dettagli del progetto, denominato Project Hafnia, stanno comunque facendo discutere. E c’è chi mette in discussione anche la trasparenza della filiera di gestione dati.
Milestone è una società danese, controllata dal 2014 da Canon, multinazionale giapponese. L’anonimizzazione è prodotta da una tecnologia sviluppata dalla tedesca Brighter Ai, acquistata da Milestone. L’infrastruttura di calcolo è dell’americana Nvidia. C’è poi il cloud su cui vengono caricati i dati, di proprietà di Nebius, società olandese, che però discende da Yandex, che nel 2024 ha ceduto frettolosamente il ramo russo, e che il sito di settore Difesaonline.it ha definito “la più grande uscita aziendale dalla Russia dall’inizio della guerra in Ucraina”. L’amministratore delegato di Nebius è Arkady Volozh, ex patron di Yandex, che ha lasciato la Russia insieme a decine di ingegneri, transitati nella nuova società olandese, dopo aver criticato l’invasione di Kiev.
“Il punto non è la tecnologia ma il vincolo di finalità: una rete di telecamere costruita e pagata con denaro pubblico viene usata come carburante per un modello commerciale e ad oggi non risulta reperibile alcun atto pubblico che autorizzi l’uso delle immagini – attacca Alice Salvatore, ex consigliera regionale del Movimento 5 Stelle –. Sull’anonimizzazione faccio una domanda: cambiare il volto basta a rendere una persona anonima? Ricordo che Trento ricevette una sanzione da 50mila euro, più l’obbligo di cancellazione di tutti i dati. Questo progetto nasce con il centrodestra e viene confermato dal centrosinistra: colori opposti, stesso modello. Ho depositato una richiesta di accesso agli atti, che è in corso e sto ancora aspettando parte delle risposte: se sono in regola lo dimostrino”.