corriere.it, 26 giugno 2026
Riva del Garda, vietato giocare a calcio in spiaggia
Anche per l’estate 2026 torna il divieto di gioco con la palla sulle spiagge del lungolago di Riva del Garda, nel tratto compreso tra Punta Lido e il porto San Nicolò, a sud della ciclopedonale. Un provvedimento che ricalca quello già adottato lo scorso anno e che viene ora confermato dall’amministrazione comunale con un’ordinanza in vigore dal 24 giugno fino al 27 settembre. La decisione arriva dopo nuove segnalazioni e lamentele legate alla presenza di palloni e giochi sulla battigia e nelle aree immediatamente adiacenti ai bagnanti. In diversi casi si sono registrati episodi di disturbo e situazioni di tensione, con pallonate finite tra ombrelloni e asciugamani. Il regolamento di polizia urbana già vieta il gioco nelle aree affollate, ma l’amministrazione sottolinea come la valutazione caso per caso si sia rivelata difficile da applicare in un contesto di forte afflusso turistico.
Le alternative
«Non è una misura contro il gioco o contro i giovani, ma una scelta di equilibrio e responsabilità», spiega il sindaco di Riva del Garda Alessio Zanoni. «Le nostre spiagge in estate sono luoghi estremamente frequentati, con una presenza importante di famiglie, bambini piccoli, anziani e persone fragili. In questo contesto dobbiamo garantire la sicurezza e la tranquillità di tutti. Per questo abbiamo ritenuto necessario confermare un divieto già sperimentato lo scorso anno, che ha consentito di ridurre le situazioni critiche». Il primo cittadino ribadisce anche l’intenzione dell’amministrazione di non comprimere le possibilità di svago: «Comprendiamo perfettamente il desiderio dei più giovani di giocare e stare insieme. Proprio per questo abbiamo indicato con chiarezza alcune aree alternative sul lungolago, come la zona della Miralago e gli spazi a nord della ciclopedonale, dove gli ampi spazi permettono di svolgere queste attività in sicurezza e senza interferire con chi cerca relax e tranquillità».
L’ex calciatore
Sulla vicenda interviene anche Paolo Poggi, ex calciatore di Venezia, Udinese e Roma, oggi dirigente sportivo, che offre una riflessione più generale: «Non conosco nel dettaglio la situazione specifica di Riva del Garda, ma è vero che oggi si fa sempre più fatica a tollerare il gioco dei ragazzi negli spazi pubblici. Da bambino, a Venezia, si giocava ovunque, anche nelle calli, e spesso si creavano contrasti con chi abitava quei luoghi. Eravamo in molti e si stava sempre all’aria aperta. Oggi le abitudini sono cambiate e questo porta inevitabilmente a una diversa gestione degli spazi condivisi». Poggi aggiunge anche una nota di rammarico: «Dispiace perché si perde un po’ di spontaneità, ma ogni contesto ha le sue regole e le sue esigenze. La logistica di una località turistica come Riva del Garda è diversa da altri luoghi e va rispettata».
Il capitano del Trento
Più equilibrata ma simile nella sostanza anche la posizione di Andrea Trainotti, capitano del Trento: «Capisco l’esigenza del sindaco di tutelare tutti coloro che frequentano la spiaggia. Non conosco ogni dettaglio delle dinamiche locali, ma è evidente che si è cercato un compromesso. Mi dispiace che non ci siano grandi spazi dedicati ai ragazzi, anche se un’alternativa è stata individuata». Il difensore aggiunge una riflessione più ampia sul cambiamento sociale: «Rispetto al passato il gioco all’aria aperta è sempre più limitato. I bambini oggi sono spesso attratti da smartphone e tablet, quindi ogni spazio che si restringe per il gioco fisico rappresenta comunque una perdita. Detto questo, non mi sento di criticare l’amministrazione: è una scelta che prova a mettere insieme esigenze diverse e non è mai semplice trovare il punto di equilibrio perfetto».