corriere.it, 26 giugno 2026
Addio al Nove, Amadeus lascia Discovery
Questo matrimonio non s’aveva da fare, anche perché alla fine non è stato un granché. Tanti saluti e addio al Nove: è terminata in anticipo l’avventura di Amadeus a Warner Bros. Discovery. La media company internazionale e il conduttore hanno comunicato di aver raggiunto un accordo per la risoluzione consensuale del contratto che li legava per altre due stagioni televisive.
Il percorso, avviato nel 2024, non ha funzionato: lo share è stato trascurabile e lo stesso conduttore è stato onesto nel riconoscerlo di fronte a risultati che in tanti si aspettavano molto diversi. Certo, anche da parte del Nove non si è nemmeno vista quella tanto sbandierata sperimentazione di cui si parlava a conclusione dell’accordo. Finisce così e va bene a entrambi.
«Con Amadeus abbiamo condiviso un percorso importante, affrontato con impegno, dedizione e professionalità – ha spiegato Alessandro Araimo, amministratore delegato di Warner Bros. Discovery Southern Europe —. Oltre al valore del lavoro fatto insieme resta un rapporto, anche personale, basato sulla stima e il rispetto reciproco. Da parte nostra guardiamo avanti con fiducia, con nuove sfide e nuovi obiettivi per la crescita del nostro gruppo».
E ora? Il futuro di Amadeus al momento è un punto di domanda. La verità è che il conduttore potrebbe anche stare fermo perché il mercato televisivo non gli offre molte opportunità. In Rai il suo ritorno è certamente chiuso da Stefano De Martino (che si è preso sia Affari Tuoi sia Sanremo, «i due programmi» di Amadeus). Senza dimenticare che i rapporti con l’amministratore delegato Giampaolo Rossi sono rimasti tesi fin dai tempi dell’addio, e finché la governance della tv di Stato rimane questa (presumibilmente fino al 2027) per lui ci sono solo porte chiuse. Anche a Mediaset non pare esserci molto spazio, con Gerry Scotti che oggi è il re indiscusso dell’access prime time con La Ruota della Fortuna e con un palinsesto che non ha al momento buchi liberi. Rimarrebbero però aperte altre posizioni «minori»: è pieno infatti di programmi che hanno bisogno di un giudice. Potrebbe essere un primo passo per rientrare nella tv che conta.