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 2026  giugno 26 Venerdì calendario

Ponte sullo Stretto, nuove intercettazioni di Saccomanno

La strada pareva, ormai, spianata. Le intercettazioni dell’inchiesta per la corruzione sul ponte sullo Stretto, raccontano la soddisfazione del rappresentante della Lega in Calabria, Giacomo Saccomanno, al telefono con Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina (non indagato) per la «collaborazione» raggiunta con l’allora presidente aggiunto della Corte dei conti, Tommaso Miele, indagato e perquisito. È il dirigente a mostrare entusiasmo: «Abbiamo vinto al totocalcio? Abbiamo fatto...». E Saccomanno: «No, ancora no però potremmo vincere». Era il 2 ottobre 2025 e le prospettive erano favorevoli. Ma la decisione della sezione di controllo della Corte dei conti sarà contraria all’opera. Le microspie della Procura di Catanzaro registrano l’irritazione dei protagonisti. Al telefono con il responsabile della comunicazione per la Lega, Franco Gemoli, Saccomanno destina parole poco istituzionali verso i giudici: «Perché veramente è stato...è stato un provvedimento eversivo. Eh, la Corte dei conti non può entrare nel merito del progetto. Deve dare solo la valutazione...». Gemoli si pone qualche interrogativo: «Eh, la cosa strana, non avete avuto il presidente che assisteva sempre ai...» Miele, insomma, ha mantenuto le promesse o meno? «Eh ma lì hanno deciso undici presidenti (nella realtà erano 21, dunque l’informazione ricevuta si era rivelata errata, ndr) quindi l’avranno messo in minoranza». Dice Gemoli: «No è bloccata dai comunisti... da qualche magistrato». Sulla stessa lunghezza d’onda Saccomanno: «Sì... ma no ma la Corte dei conti vuol far pagare a questo governo la riforma che si sta facendo appunta sulla Corte dei conti che limiterà moltissimo i suoi poteri. E questa è la risposta...».