Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  giugno 26 Venerdì calendario

Crisi e nucleare, l’asse Italia-Francia. E Meloni critica Rutte

«Italia e Francia sono partner indispensabili. È questo il senso del patto del Quirinale che abbiamo firmato», ha detto il presidente Emmanuel Macron al termine del 36° vertice italo-francese di ieri ad Antibes. «Senza Italia e Francia l’Europa e l’Occidente non sarebbero quello che sono», ha a sua volta sottolineato la premier italiana Giorgia Meloni, all’inizio del suo intervento in conferenza stampa.
È stato un vertice lungamente atteso e più volte rinviato, un incontro ufficiale tra Italia e Francia che mancava dal 2020, quando fu Macron a venire ospite in Italia, a Napoli, appena prima del lockdown per il Covid. C’è voluto tanto per organizzarlo, tra rispettive difficoltà di agenda e qualche contrasto politico, ma alla fine Macron e Meloni ieri sono stati capaci di mostrarsi assieme, di rilanciare un asse italo-francese che trova le sue ragioni nell’economia, come sempre, ma ormai anche in tutte le grandi questioni di politica internazionale, e senza nascondere le differenze di opinioni che possono esserci state in passato, e che potrebbero esserci di nuovo. «Credo che la cooperazione tra Italia e Francia dimostri che le nostre relazioni non sono state glaciali, ma tra persone serie che parlano di politica», ha detto Meloni. «Che difendono i loro interessi nazionali ma che sanno lavorare insieme». Quanto a Macron, il presidente francese ha detto che «viviamo tutti sotto lo stesso clima, che è caldo, non c’è niente di glaciale tra noi. Difendiamo gli interessi dei nostri Paesi ma in modo rispettoso e impegnato».
Tra un «cara Giorgia» e un «Emmanuel», «sono assolutamente d’accordo» e «non potrei dirlo meglio», Meloni e Macron hanno esibito un’intesa personale basata sulla franchezza che si è tradotta nei sette accordi firmati ieri e nelle molte intese su temi fondamentali per lo sviluppo dei due Paesi all’interno dell’Ue, tra cui quella sul nucleare. «È più necessario che mai rafforzare l’indipendenza energetica: la Francia anni fa ha fatto una scelta netta con il nucleare, e con l’Italia collaboreremo per sviluppare un nuovo tipo di reattore civile», ha detto Macron. Edison ha sottoscritto insieme a Edf, Nuward e agli operatori della filiera nucleare italiana una dichiarazione di intenti per lo sviluppo congiunto di un impianto nucleare europeo di terza generazione basato sulla tecnologia Small modular reactor (Smr) di Nuward, con l’obiettivo di avere i primi impianti operativi nel 2035.
Meloni ha tenuto a ringraziare Macron per il successo del G7 di Evian che ha segnato il riallineamento dell’Occidente, in particolare con l’avvicinarsi della posizione americana in sostegno all’Ucraina. I problemi sono nati dopo Evian, con le sorprendenti dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, che ha parlato di un aiuto dell’Italia all’attacco degli Stati Uniti all’Iran.
Meloni ha colto l’occasione della conferenza stampa di Antibes per chiarire una volta di più: «Non abbiamo partecipato al conflitto in Iran, altrimenti non si spiegherebbe la delusione reiterata dal presidente americano. Abbiamo rispettato i nostri impegni, cedendo le basi per attività di logistica e tecnica». E ancora: «Nella sua, diciamo così, entusiastica ricostruzione, il segretario Nato ha messo insieme cose diverse tra loro, confondendo la tipologia dei voli autorizzati (...). Non so dire come questa semplicistica ricostruzione sia emersa. Probabilmente un tentativo di preparare al meglio il vertice della Nato, ma in ogni caso credo che si debba essere prudenti quando si parla di queste materie».
Il vertice di Antibes con l’appendice del Business Forum di Le Cannet ha portato a intese a largo raggio, dal nucleare allo spazio, da una coalizione che sostituisca l’Unifil nel Libano alla partnership tra Bpifrance e l’italiana Cdp Venture Capital per investimenti nell’innovazione, allo sviluppo della linea ferroviaria da Genova a Marsiglia.